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Il pilota

Nulla di fatto nella riunione di ieri sera che ha visto i rimasugli della vecchia maggioranza seduti insieme ai “ribelli” di Libera Casamassima e Civicamente per trovare la quadra su quei nomi che avrebbero dovuto ricoprire la carica di assessore e che circolavano già dalla mattinata. Quei 4 assessori in pectore accompagnati da un’esperta, si dice, nel campo amministrativo, avrebbero dovuto dissipare gli ultimi dubbi e decretare la fine della crisi del «divano verde pallido acido» che si trascina stancamente e bizzarramente da troppo tempo.
Ma tra quei 4 assessori, gli unici volontari trovati con fatica che hanno voluto dare ancora credito ad un sindaco di fatto commissariato, sembra ci siano anche problemi di incompatibilità con la carica da ricoprire e poi non sarebbero i 5 necessari per formare la giunta al completo visto che uno dei nomi avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di “consulente”.
Cosa aggiungere su di un sindaco che non è riuscito a tenere insieme la propria di lista, che raccogliendo più voti del PD è riuscita quasi da subito a mettere in discussione la guida del primo cittadino porta nome e garante delle promesse che passando dal Cantiere ai palchi si sono dissolte nel nulla? La Lioce e poi Cristofaro e poi ancora la Verna e Fortunato e poi il Bellomo….., insomma, una catastrofe che è sotto gli occhi di tutti. Anche il Cristantielli assessore, prima amico personale del sindaco e poi politico al servizio, non è stato salvato dall’oblio in cui è caduto. Per non parlare del PD che, scaricando oggi tardivamente il sindaco, ha permesso a Cessa di poter ballare e danzare sui suoi uomini e donne di punta che i voti al partito e a lui stesso avevano donato.
E fra un nome che viene da Gioia, facilmente interpretabile lo sponsorizzatore ed un altro che da Bari fa entrare il Presidente con occhi e orecchie nella vita del paesello a sud est, il nulla di fatto ha preso luce come una lampadina fulminata o addirittura mancante.
Chiedere assessori esterni al mondo della politica e senza legami, almeno apparenti con essi, si è dimostrata un’arma a doppio taglio che vedremo che frutti porterà, considerato che l’exit strategy da questa prova muscolare Nitti Bellomo vs Cessa benefici non ne porta. Al contrario.
Qui non sono le personalità che dovranno ricoprire un ruolo, ma il capo che non va. E’ come se per assurdo si chiedesse di rivoluzionare il box della Ferrari per far trionfare il cavallino rampante, sostituendo meccanici, ingegneri, addetti al cambio gomme ed esperti in turbine e minigonne per poi accorgersi che quello che manca è il pilota che non sa quale pulsante spingere per accendere il motore.

Potrebbero essere investiti i migliori luminari della scienza e della tecnica, i migliori giuristi, i migliori esperti in ogni campo, ma sarebbe solo ed unicamente il sindaco a non avere il quid della fascia.
Eccola la strategia perdente degli assessori esterni senza un capo che li possa guidare e far sintesi.
Un sindaco incapace di tessere la tela del rapporto umano si è servito ieri dei vari Bagalà, dei Palmieri, delle Spinelli, passando dalle Lioce dai Cristofaro e dalle Barone compresi i Cristantielli, per poi abbandonarli sul ciglio della strada quando non erano più necessari alla risoluzione dei problemi che non ha trovato sul suo cammino, ma che ha messo in atto lui stesso con la sua spocchiosità ed arroganza politica che nelle risposte non date, non solo ai genitori della Rodari e della Collodi di questi giorni, è riuscito a tacere a se stesso e al mondo intero.
Come sarebbe possibile sperare che un sindaco che ha dissipato i sogni, le aspettative, l’impegno, l’abnegazione, il sacrificio e le speranze anche di quei giovani volti che ne affollavano con la gioia della partecipazione anche per l’amicizia che li legava e che un’onda sulla sabbia ha cancellato per sempre, possa continuare a guidare da pilota un’amministrazione che la storia ha già bocciato da tempo?
Cerca ancora di aggrapparsi alla speranza dell’illusione cercando la complicità di quei consiglieri che la seggiola non vogliono lasciare sicuri come sono che il loro futuro politico finisce qui calpestando la dignità del paesello a sud est impunemente e senza vergogna.
Non sarà un crono programma a salvarvi.

Nel frattempo l’unica carica politica, la presidente del consiglio, anch’essa entrata a pieno titolo nel turbinio delle voci che la vedrebbero in discussione se l’ipotesi sciagurata del prosieguo
dell’amministrazione fallimentare dovesse malauguratamente proseguire, non pensiamo viva momenti felici sicura com’è che sarebbe la sua carica a mettersi in discussione.

Ed allora, cari consiglieri di maggioranza o pseudo maggioranza, volete far patire ai casamassimesi anche l’onta del commissariamento ultra annuale?
Se il governo Cessa non cade entro e non oltre il 24 febbraio, si voterebbe non nel 2017, ma nell’estate 2018. A voi la scelta.

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