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Il simbolo della vergogna.

Trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere
(Piero Calamandrei)

 

E’ passato così tanto tempo che sembra difficile credere che una volta in quell’edificio divenuto un cantiere informe ed abbandonato erano le bambine ed i bambini, con i loro grembiulini colorati e con quei sorrisi capaci di smuovere le montagne a portare la gioia e la spensieratezza. Tutto fermo intorno a quelle buche dove solo l’erbaccia porta un po’ di colore laddove anche la speranza si è arresa.

Ancora ospitati presso quelle aule ricavate all’interno del Majorana i piccoli cittadini che un giorno animavano la Collodi, la scuola dell’infanzia alla zona 167 di Casamassima, contano i giorni che li separano dall’illusione che un giorno potranno ritornare in quelle che erano le loro aule.

Mentre i più informati dicono che fra 15 giorni saranno riconsegnate nella loro completa disponibilità le aule della Scuola Primaria Rodari, per i piccoli della Collodi neanche un’ipotetica data messa lì a testimoniare l’impegno di qualcuno per risolvere il problema di qualcun altro, viene messa come traguardo. E se per quest’anno potranno continuare a frequentare quelle aule in affitto al Majorana, il problema maggiore sarà per il prossimo anno scolastico allorquando, finito l’affitto non più rinnovabile che forse ci sarà costato più di una scuola prefabbricata, si dovrà trovare una possibile sistemazione. Ma ora non disturbate i candidati sindaco e le coalizioni che chiuse nel loro impareggiabile egoismo miope e strumentale sono impegnati a racimolare i voti, perché tanto risposte non ne daranno.

Vuoi vedere che i piccoli della Scuola dell’Infanzia ospitati presso quei locali commerciali di via Lapenna sono, nonostante tutto, i più fortunati?

Che vergogna.

 

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