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Il sindaco Giuseppe Nitti, Casamassima e la politica.

La prima visita che il nuovo sindaco di Casamassima Giuseppe Nitti riceve, è quella di Davide Bellomo, coordinatore provinciale di Conservatori e Riformisti, divenuto poi Noi con l’Italia, il movimento politico di Raffaele Fitto, che scrive:

«Ho sostenuto fin dall’inizio, insieme a Gino Petroni, la candidatura di Giuseppe Nitti a Sindaco di Casamassima; una persona dalla professionalità indiscussa ma, soprattutto, un amico dalle grandi doti umane, di grande umiltà ed esperienza. Questa sera Giuseppe ha dimostrato che il lavoro sul campo, al servizio della propria comunità e del territorio, viene sempre riconosciuto e ripagato come merita. Faccio a Giuseppe Nitti neo Sindaco di Casamassima e a tutti gli eletti del consiglio comunale i miei più sinceri auguri di buon lavoro!»

Quello che attende il giovane avvocato trentenne sarà un lavoro lungo e pensiamo  irto di ostacoli che non potranno essere rappresentati certamente dallo scegliere i colori dei fiorellini da piantare, ma che dovranno necessariamente passare dal tentativo di riportare fiducia in un elettorato stanco e disilluso. Le percentuali dei votanti sia al primo turno, che al ballottaggio sono un macigno sulle coscienze di tutti. Dichiarare, come qualcuno nell’euforia del momento scrive, che Giuseppe Nitti avrebbe stravinto, lo consideriamo lo sfogo personale di chi, alla fine di una competizione elettorale in alcuni tratti decisamente troppo tesa, trova un momento per festeggiare lo scampato pericolo che un ballottaggio nasconde. Se i sostenitori di Mirizio hanno come base di partenza l’aver aumentato rispetto al primo turno, i consensi con quegli oltre 500 voti in più indirizzati al candidato sindaco, quelli di Nitti, invece, avranno da riflettere sulle ragioni che hanno causato la perdita di circa 300 voti di preferenza nonostante le 5 liste a supporto.

Certo ci sarà il tempo per analizzare al microscopio i dati elettorali, ma il verdetto incontestabile e che se la politica nostrana nella sua interezza  non riuscirà a decodificare il malumore diffuso e l’astio dei cittadini a questo modo di procedere e di far politica, sonoramente sconfitto e battuto visto che solo il 36% si è recato alle urne, probabilmente per eleggere il prossimo sindaco basterà un’assemblea di condominio.

Quello che attende il nuovo sindaco, fra la formazione della giunta, non ancora comunicata e l’elezione della presidenza del consiglio, sarà, come da più parti si sollecita da tempo, l’armonizzazione degli uffici atteso che la politica senza una macchina tecnico amministrativa efficiente ed organizzata, nulla può.

Ma un giudizio politico su quello sin qui visto lo possiamo fare.

Movimento 5 Stelle.

Antonello Caravella per ben due volte candidato sindaco fragorosamente sconfitto e che non è riuscito a capitalizzare l’enorme affermazione del 4 marzo che ha visto il suo movimento raccogliere oltre il 50% dei consensi, dovrebbe, se la politica significasse ancora qualcosa e se la morale fosse il suo asse portante, dimettersi. Lasciare il posto in consiglio a quei giovavi e giovanissimi su cui il movimento dovrà continuare a camminare sarebbe il minimo. L’affermazione dei consiglieri, nonostante sconosciuti ai più, meriterebbe, secondo noi, massima attenzione e considerazione. A questo proposito ci sembra simile il caso della candidatura a sindaco di Vito Rodi (Autonomia Cittadina) per la seconda volta il 2015. Battuto anch’esso per due volte, preferì continuare a sedersi su quel banco non permettendo, per lungo tempo, che entrassero consiglieri comunali giovani e nuovi che le sorti della lista civica avrebbero in seguito portato.

Partito Democratico.

Ancora ai più sconosciute le ragioni che hanno portato Antonietta Spinelli a rivestire i panni di candidata sindaco quando anche le pietre, compresa quella tonda, mai abbiano dato speranze alcuna. La morte del centro sinistra, nazionale e locale, dovrebbe rappresentare un momento di riflessione alle masse di sinistra a patto che il PD si spogli dall’arroganza e dalla supponenza che non hanno permesso al popolo di essere rappresentato degnamente. Endorsement e dichiarazioni di voto palesi ed occulte nei confronti di candidati che hanno contribuito in prima persona all’estinzione del partito, non hanno fatto altro che aumentare il divario fra la cittadinanza e la casta.

 

Centro destra.

Anche qui, incomprensioni maturate dopo il primo turno, hanno permesso ai soliti noti che un posto al sole non avevano raggiunto, di lavorare per il ballottaggio più contro che a favore di Agostino Mirizio. L’inciucio e il tradimento sono sempre in agguato, ma Mirizio, se vorrà e ne avrà voglia, potrà considerare quest’esperienza come fondamenta sicure su cui basare la sua azione futura. Ancora titubante e in molti versi con non ancora quel briciolo di cattiveria politica che in alcuni casi non guasta, potrà farsi le ossa in un consiglio comunale, che aimè, non ci sembra eccelso.

«Faccio un in bocca al lupo a Giuseppe Nitti per l’arduo compito che lo attende confermando che troverà da questa parte un aiuto e una collaborazione ogni qual volta ci sarà una proposta a favore dei cittadini, ogni qual volta ci saranno da tutelare e far rispettare gli interessi di tutti i casamassimesi. Se l’operato della nuova amministrazione non andrà in questa direzione allora troverà un’opposizione ferma e dura perché questa città non merita di assistere ancora ai giochi di palazzo e attende risposte chiare e celeri».

Come non condividere gli auguri che Agostino Mirizio rivolge al nuovo sindaco?

Auguri di buon e proficuo lavoro, signor Sindaco.

 

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