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Il tunnel: lo scoglio è il candidato sindaco.

A furia di rimandare, aggiornare e posticipare le decisioni, quel tentativo del Partito Democratico di Casamassima di restituire al paesello un accordo fra le forze responsabili che al di là degli schieramenti possa contribuire alla rinascita della comunità casamassimese, sembra essere destinato a non avere più quella spinta propulsiva iniziale.

Eppure le premesse erano incoraggianti:

«Lo scenario politico comunale emerso durante le  ultime  consultazioni politiche ha evidenziato  l’impellente necessità di dare la  massima   considerazione  al  disagio sociale,  alle  politiche del lavoro, alle politiche socio-sanitarie attraverso un  percorso nuovo e che sappia guardare anche oltre i classici schieramenti politici. Infatti, le forze politiche sane e responsabili prendono atto della situazione nazionale e locale, insieme,  intendono rilanciare la  buona politica  con  un  progetto  comune  che, ponendo al centro le persone ovvero la comunità di Casamassima  con  le proprie necessità e bisogni, metta in campo iniziative da attuare per il rilancio socio-culturale, produttivo, lavorativo ed urbanistico del territorio. L’intento comune, dunque, è dare risposte concrete alla comunità. Il nuovo progetto vuole coinvolgere l’intero tessuto sociale casamassimese; società civile, formazioni politiche e associazionismo, rendendoli  protagonisti di questo percorso».

Sarebbe il nome del candidato sindaco lo scoglio da superare affinché le premesse assumano valenza pratica. Anche se mai nominato espressamente, quella coalizione per alcuni strana, era nata anche attorno a quel nome che rappresentava un momento di sintesi ed una certezza su cui far convergere le aspettative. Il venir meno improvvisamente e senza ragione comprensibile alcuna di quella certezza, ha fatto cadere quasi nella disperazione i primi firmatari di quella alleanza: Partito Democratico, Articolo Uno e Uniti per Casamassima.

Al tempo stesso l’apertura da parte di Gino Vitali, coordinatore regionale di Forza Italia, a cui non dispiacerebbero governi cittadini di unità anche fra forze sulla carta non omogenee, aprirebbe le porte al partito oggi rappresentato al paesello da Rino Carelli che, abbandonato il tavolo di un centro destra sfaldato e disunito, peraltro con un candidato sindaco che segnali di esistenza politica in vita non dà e con molti esponenti storici della destra, maldestramente mascherati all’interno le liste civiche, potrebbe anch’egli aderire a quella proposta targata, che solo per esemplificazione, chiameremo PD & altri.

E proprio l’ingresso di Forza Italia in questa alleanza di responsabilità, potrebbe sbloccare l’impasse che attualmente vive la coalizione. A questo punto convergere su di un nome che rappresenti completa ed assoluta discontinuità con il recente passato e che sia espressione unitaria delle forze in campo, abbandonando primati ipotetici non suffragati dai fatti, sembrerebbe l’ipotesi più accreditata per continuare la strada verso un governo cittadino autorevole.

Dovrebbe essere domani, venerdì, il giorno destinato alle decisioni che contano. Staremo a vedere cosa ci restituirà la fine del tunnel.

Nel frattempo Giuseppe Nitti naviga in perfetta solitudine verso il traguardo finale che, se la politica continuerà a cincischiare, lo porterà ad indossare la fascia di sindaco ancor prima delle elezioni. Ma questo merita futuro approfondimento: non è tutto oro quello che luccica.

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