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Incivili! Sbraita il sindaco. Sporcaccioni! Ribattono i 5 Stelle.

E come un mantra che si ripete stancamente questo è il periodo in cui si riscoprono varie zone del paesello utilizzate come discarica “collettiva” per disfarsi del divano logoro, dei rimasugli di “amianto” ritrovati di un antichissimo camino, passando dal bidè divenuto demodé e all’immancabile bottiglia di plastica, magari fosse solo quella, che considerato ha bisogno di secoli per essere “riassorbita” dall’ambiente, faranno bella mostra di se per intere e prossime generazioni.

Le contromisure del sindaco e del Movimento 5 Stelle, a questo punto sembrano coincidere. Se da una parte il sindaco richiama ad un senso di maggiore responsabilità da parte dei cittadini che dovrebbero dimostrare di aver più cura del decoro e della salubrità del paesello che abitano, i penta stellati vorrebbero, e richiedono, che il territorio sia disseminato di telecamere e delle cosiddette foto trappola da cui sarebbe possibile immortalate lo “sporcaccione” di turno per finalmente fargliela “pagare”. Ma gli attivisti 5 Stelle si spingono anche oltre: vorrebbero istituire delle «ronde diurne e notturne nelle zone interessate per massimizzare l’efficacia dell’intervento». Si, abbiamo capito bene, le ronde ci vogliono contro gli sporcaccioni.

Strano però, che mentre si trova il tempo di condannare, giustissimamente, coloro i quali pensano al territorio urbano come un naturale prosieguo della cantina o del ripostiglio di casa per ammassare cianfrusaglie, residui di lavorazione, mobilia vecchia sostituita con quella moderna di nuovi centri convenienza, al tempo stesso non ci si chiede come e quando i cittadini volenterosi dovrebbero essere messi nella condizione di “consegnare” liberamente, rispettando l’ambiente e il decoro urbano, quel televisore a valvole che oggi con quelli ultrapiatti ingombrano senza far apprezzare al meglio le luci che illuminano la Barbarella Durso che a breve inonderà le vostre case.

Del Centro Comunale di Raccolta nessuno ne parla. A nessuno, proprio nessuno, viene in mente che è si giustissimo multare e sanzionare coloro i quali sporcano impunemente, ma che se non provvedo a limitare le “cause” di simili scempi quotidiani, non posso ergermi a difensore dell’ambiente.

Basta mettersi al telefono per chiamare gli addetti al ritiro di rifiuti non conferibili attraverso il solito canale della differenziata del bidoncino sotto casa, per accorgersi che qualcosa non va. Se non conosci “nessuno” che possa intercedere per te, gli squilli diventano interminabili e gli appuntamenti, quando ci riesci, ti fanno ricordare la prima volta che sei riuscito ad uscire con la biondina del primo banco. Ma attento, non più di due o tre volte puoi chiamare e disturbare; dalle successive dovrai contribuire.

Tutti, ma proprio tutti, penso stiano dimenticando quanto hanno sostenuto, portando battaglie dure e senza esclusione di colpi, all’indomani dell’inizio del servizio di raccolta porta a porta.

Sembra abbiano dimenticato la polemica intorno a quella distribuzione dei bidoncini, che se non andavi a prenderteli sotto il sole cocente o la pioggia torrenziale, la raccolta non la potevi iniziare e neanche censito eri. Ed oggi, di quanti continuano impunemente a riempire i vari cestini portacarte di buste dell’immondizia, le campagne di residui di olio ed marciapiedi di divanetti rococò, quanti di questi “non esistono”, sono “fantasmi”, nei “registri” comunali?

Ed al Movimento 5 Stelle di Casamassima, chi avrà il compito di ricordare che sono stati fra quelli che si sono opposti con “il coltello fra i denti” affinché non si concedesse l’uso della ex Cantina Sociale come centro temporaneo di raccolta almeno sino a quando il Comune non ne avesse istituito uno proprio?

Perché un centro di raccolta, almeno temporaneo, accompagnato da una politica non a parole che passi almeno da un censimento completo e senza ombra di dubbio di quante siano le utenze del paesello, aiuterebbe più di mille telecamere e delle ronde notturne e diurne contro i zozzoni.

 

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