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Istituti Comprensivi si. Istituti Comprensivi no.

Quello che colpisce, leggendo i verbali del Consiglio d’Istituto e dei Consigli di Circolo allegati alla Delibera del Commissario Prefettizio n. 54 dell’ 8 novembre scorso in riferimento al Piano di dimensionamento della rete scolastica per l’anno scolastico 2018-2019 della Regione Puglia, e che, per quelli che non se ne fossero ancora accorti, le Scuole a Casamassima vivono un momento decisamente poco propizio.

Sembra che un cataclisma le attraversi.

Si deve stabilire se a Casamassima debbano o no costituirsi Istituti Comprensivi; ciò significa che all’interno dello stesso circolo didattico sarebbe garantita l’istruzione dall’infanzia sino alla media inferiore.

La Scuola Media Dante Alighieri risulta sottodimensionata, con conseguente perdita dell’autonomia scolastica sin dall’anno scolastico 2016-2017. Inoltre, per i lavori che interessano l’edificio scolastico della Scuola Rodari, non avendo a disposizione tutti i locali (parte è concessa in uso proprio ai piccoli della Rodari), prevedendo una ulteriore molto probabile riduzione delle iscrizioni, il Consiglio di Istituto sceglie di mantenere l’attuale assetto organizzativo.

Il 1° Circolo Didattico Guglielmo Marconi, invece, viste le iscrizioni per il corrente anno scolastico pari a 850 alunni e vista la lista di attesa di ben 11 alunni che si sono visti rifiutare un posto nella scuola dell’Infanzia e considerato che per il prossimo anno si stima un incremento degli iscritti legato oltre che dall’aumento demografico della popolazione, che a fenomeni dell’immigrazione di nuclei familiari provenienti dall’hinterland barese che da paesi stranieri, esprime parere favorevole al mantenimento dell’attuale assetto scolastico. In subordine però, dichiara, nel caso in cui si renda necessaria una razionalizzazione territoriale delle strutture scolastiche (formazione dei Comprensivi ndr) propone di restare Circolo Didattico accorpando alla stessa Scuola Marconi, la Scuola dell’Infanzia Bruno Ciari (il Fungo), oggi 2° Circolo Didattico Rodari e la succursale della Scuola Media Dante Alighieri.

Il 2° Circolo Didattico Gianni Rodari, considerato che la situazione logistica del circolo vede gli studenti (infanzia e primaria) ospitati presso locali dell’istituto Superiore Majorana e della Scuola Media Dante Alighieri e che la Scuola dell’Infanzia Collodi è interessata da lavori da luglio 2016;

rilevato il disagio procurato all’utenza interna ed esterna proveniente dal distacco degli uffici di segreteria ubicati presso locali comunali;

supposto che l’istituzione di due istituti comprensivi comporterebbe alle condizioni esistenti, una inadeguata distribuzione dell’offerta formativa in quanto non risulta possibile prevedere riferimenti numerici relativi alle nuove iscrizioni;

appurata che per l’anno scolastico in corso si è già verificata una notevole riduzione degli iscritti al plesso Collodi dettata dalle condizioni strutturali sfavorevoli e dalla crescente incertezza sui tempi di consegna degli edifici scolastici;

concorda di rinviare a tempi più favorevoli il dimensionamento della rete scolastica sul Comune di Casamassima.

La situazione, come appare chiaro a tutti, desta non poche incertezze.

Sembra che i problemi strutturali che stanno interessando la Rodari e la Collodi stiano avendo non poche ripercussioni anche sulla Scuola Media D. Alighieri mentre la Marconi registrerebbe una navigazione sicura. Sicurezza che andrebbe smarrita nel caso in cui si istituissero i Comprensivi, che sembrano oramai certi, a meno che la politica non intervenga per razionalizzare al meglio il servizio scolastico nella sua completezza. Suddividere le sezioni necessarie nei vari plessi scolastici armonizzando l’offerta con la domanda, senza quella guerra guerreggiata fra circoli che ci ha visto spettatori, ci permetterebbe di arrivare ai Comprensivi a misura di offerta formativa.

Non bisogna dimenticare però che l’istituzione dei Comprensivi provocherebbe non solo la perdita di una dirigenza scolastica, ma anche un ridimensionamento non indolore, non solo dei docenti ma anche del personale ATA attualmente occupato.

A voi le conclusioni.

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