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Italia a 5 stelle, cadenti.

Tra tornei di calcetto, esibizioni da bluesman di Beppe Grillo e atti poco garbati nei confronti dei giornalisti Rai il raduno dei 5 Stelle a Rimini, sta volgendo al termine.

Quello che tutti si aspettavano fosse il responso delle urne, pardon dei click, si è avverato: Luigi Di Maio, non chiamatelo Giggino,  è il candidato premier (candidato a presidente del consiglio, sarebbe giusto definirlo) del Movimento 5 Stelle scelto fra ……

A proposito, chi erano gli altri? Tizio, Caio, Sempronio e quella là.

37.442 i click totali di cui 30.936 destinati al Di Maio; la differenza suddivisa fra i sette contendenti (i 7 nani li ha definiti qualcuno), che  sono entrati nel gioco a perdere delle consultazioni online che avevano già un vincitore già prima dei click.

Certo che fra i 500 mila iscritti al Movimento ed i circa 140 mila iscritti certificati che potevano accedere alla piattaforma Rousseau per esprimere la preferenza, quei 37 mila voti click sono per i più pochissima roba, ma non ai movimentisti che si dicono soddisfatti, dimenticando le previsioni che parlavano almeno di 100 mila partecipanti.

Se dovessimo confrontare quei voti di preferenza click agli spettatori,  per esempio, del concerto di Vasco Rossi del luglio scorso con oltre 220 mila spettatori paganti, i penta e stellati uscirebbero con le ossa rotte. Se dovessimo confrontare poi il dato con quegli antipatici, arroganti e molti inquisiti del PD, che le primarie le hanno importate male, il risultato sarebbe deludente.

Catastrofico sarebbe il termine giusto.

Con quasi due milioni di votanti, compresi forse qualche decina di migliaia di cinesi, per giunta paganti l’obolo, i piddini contro quella miseria di 37 mila click che hanno impegnato l’iperspazio, congestionandolo, sino al punto di posticipare per ben due volte il termine del voto trovano motivi di scherno sino all’eternità.

Non sappiamo se il sistema operativo messo a punto dalla Casaleggio Associati, il famoso Rousseau, abbia ancora qualcosa da rivedere viste le denunce, non sappiamo se veritiere o non di un hacker, certo rogue_0, che afferma di aver violato il sistema votando decine di volte, fatto sta che i votanti sono pochi, anzi pochissimi.

Oseremmo dire un flop.

Nel frattempo zia Rosa, che aveva intenzione di votare Movimento 5 Stelle, interpellata stamani, dichiara di non sapere cosa sia un computer, internet e la piattaforma dei 5 stelle. A Di Maio avrebbe preferito Roberto Fico, ma sapendo che non gli è stato permesso neanche di parlare di televisione nonostante sia il Presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, qualche dubbio la assale come quando seppe degli 80 euri renziani dati come marketta e spacciati come salvatori della Patria e del PIL.

Vedremo come il “premier” a 5 Stelle riuscirà ora a guidare il Movimento, visto che l’investitura lo ha elevato a capo politico indiscusso dei “grillini” con soprannaturali poteri di vita e di morte e come fra l’euroscetticismo di qualche tempo fa, l’uscita dall’Europa con quelle firme raccolte per un referendum impossibile, l’incontro a Cernobbio con i notabili della finanza, il bacio all’ampolla sanguinante di San Gennaro e l’arcano vaccini si, vaccini no, saprà coniugare il sacro programma ballerino che ancora non dichiara degli immigrati cosa se ne dovrà fare.

Ma si sa, come con qualche decina di click diventi parlamentare con altrettanti dieci click cambi le regole e permetti anche agli inquisiti di diventare premier.

La coerenza dell’implosione missilistica annunciata.

Questi a Kim e a Donald un baffo gli fanno.

Morale: prima Berlusconi, dopo Bersani, poi Monti, Letta per un po’ e dopo Renzi, mo Gentiloni e domani Di Maio?

Ma che male abbiamo fatto?

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