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La Collodi: cambiano gli orchestrali ma la musica è sempre la stessa.

Ricominciamo ad ascoltarla quella musica di sottofondo lugubre e piena di tensione da film horror che ci accompagna ogni qualvolta ci apprestiamo a parlare delle scuole del paesello a sud est la grande metropoli.

Le notizie che la stampa nostrana riporta, poi, invece di tranquillizzare i genitori dei piccoli e l’intera cittadinanza, sortisce l’effetto contrario, aggiungendo ai quesiti naturali, logici e razionali ancor più confusione come se quella esistente non bastasse.

Sembra ormai chiaro a tutti, basterebbe passare da quel cantiere per averne contezza, che la Scuola dell’Infanzia Collodi alla zona 167, non riuscirà neanche a settembre prossimo ad aprire le sue porte ai piccoli che la vorrebbero frequentare.

Lasciando da parte le questioni tecniche che consideriamo una conveniente giustificazione alla politica che decisioni concrete dovrebbe proporre, cerchiamo di focalizzare l’attenzione su quelle che potrebbero essere le soluzioni atte a garantire, non solo la frequenza regolare per le 5 classi della Collodi stessa, ma anche delle due classi della Scuola dell’Infanzia Madre di Teresa di Calcutta (via Lapenna), che il nuovo dimensionamento scolastico ha assegnato alla Rodari.

Il piano A, che sembra appunto irrealizzabile, sarebbe considerare i lavori che interessano la struttura Collodi ultimati entro settembre 2019;

il piano B, sarebbe il tentativo di continuare ad usufruire delle aule in affitto al Majorana. Ma qui potrebbero esserci dei problemi in quanto le iscrizioni al Majorana Istituto Superiore, per fortuna o sfortuna, dipende dal punto di vista, sono in forte crescita. Crescita che non consentirebbe più di disporre di spazi da destinare all’affitto per i piccoli della Collodi e Madre T. di Calcutta.

Ed allora?

Ci vorrebbe un piano C: piano che nessuno sembra voglia prendere in considerazione al momento ma che sembra il  più accreditato.

Questo piano potrebbe prevedere il trasferimento dell’infanzia Collodi e M. T. di Calcutta, all’interno delle aree della Rodari. Superfici che non sappiamo se riuscirebbero a garantire sia la sicurezza che gli spazi vitali minimi da destinare per legge ad ogni bambino. Nel caso questi spazi fossero sufficientemente utili per ospitare le classi dell’infanzia, ci sarebbe al contempo ancora la possibilità di assicurare a tutti gli studenti della primaria le varie attività scolastiche correlate?

Ma un altro problema sembra affacciarsi all’orizzonte: con il nuovo dimensionamento scolastico, la Rodari, insieme alla Collodi e alla Madre Teresa di Calcutta, daranno vita, con l’accorpamento della Media Dante Alighieri, al Comprensivo. Anche la centrale, come la succursale, d’altronde, della Media, non vivono un momento spensierato da un punto di vista strutturale visti gli interventi programmati di manutenzione sia ordinaria che straordinaria. Ecco che il problema che per fortuna oggi non tocca ancora direttamente anche la Marconi, si ripercuote su praticamente tutte le scuole comunali. Che fare?

Dovremo ancora una volta aspettarci manifestazioni pubbliche di protesta e lotta per il diritto allo studio negato come quelle che hanno visto il Consiglio di Circolo scendere in strada come nel lontano 2016?

(La  convocazione pubblica alla manifestazione per le scuole Rodari e Collodi del 24 ottobre 2016 da parte del Presidente di Circolo Marco Vacchiano)

(La manifestazione del  24 ottobre 2016 per le  scuole.  Sono riconoscibili Marco Vacchiano, Presidente di Circolo della Rodari, la dott.sa Rosanna Brucoli, Dirigente Scolastico e Giuseppe Capone appartenente ad un Comitato  spontaneo di  genitori) 

(Un altro momento di quella manifestazioni con le contestazioni al sindaco Cessa in Piazza)

(Le  dichiarazioni rilasciate alla stampa sullo stato delle scuole.  Sono riconoscibili  Antonello Caravella, Giuseppe Nitti, Gino Petroni e Piero Savino)

Ci sarà ancora una volta la necessità di dar vita a comitati spontanei di genitori che gridano tutta la loro rabbia all’interno dell’Aula Consiliare per arrivare ad una soluzione in tempi stretti?

(Giuseppe Capone, oggi consiglire di maggioranza, mentre spiega le ragioni della protesta durante l’assemblea pubblica all’interno dell’Aula  Consiliare del 15 settembre 2016)

Ma fortunatamente questa volta, i bambini che dovranno sopportare qualche piccolo inconveniente causa scuola inagibile, potranno rifarsi nel gioco. Potranno trovare sollievo o nel nuovo campetto e nel chiosco da allestire all’interno della Villa Comunale, dove i lavori sono già iniziati, oppure scaricare la loro irruente giovinezza dando qualche calcio alla palla che finalmente nel nuovo Campo Sportivo potrà essere indirizzata in gol.

 

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