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La Collodi: una scuola.

Non sarà stata una nottata tranquilla per la Dirigente Scolastica della Collodi quella appena passata. Alle 7.19 di stamattina, 20 settembre anno domini 2016, scrive sulla pagina del 2° Circolo Didattico: «Visto che dalle note trasmesse non si evincono particolari problemi in quanto vi sono riportate tutte le assicurazioni dell’osservanza delle norme vigenti, considerata la transitorietà della soluzione, al fine di non interrompere un pubblico servizio, la dirigente può dare l’assenso all’avvio delle attività. Pertanto, in via del tutto transitoria e fermo restando l’impegno comunale a trasferire nel termine di 45 gg. le nove sezioni della scuola “Collodi” al Majorana, la scuola procederà a riorganizzare il servizio attraverso turnazione delle nove sezioni della “Collodi” sui quattro locali ubicati nell’ala nuova del plesso Collodi e sui due locali presenti nel plesso Ciari».

Cosa avrebbe potuto comunicare se non questo, la dirigente scolastica?

Ma ricostruiamo quanto accaduto.

Ieri pomeriggio, alle ore 18.55, l’assessore sinora silente della Pubblica Istruzione comunica attraverso un post che il locali della Collodi non interessati dai lavori, sono stati consegnati alla dirigente scolastica. Anche l’assessore all’edilizia scolastica nonché vice sindaco non è da meno e alle ore 19.06 ripropone lo stesso avviso seguito a ruota dal sindaco Cessa che un minuto dopo, alle 19.07, sulla propria pagina facebook, che lui considera istituzionale, riscrive le stesse cose anticipate dall’assessore Cristantielli e dal suo vice Palmieri. Con l’andare avanti si scopre che la consegna dei locali da parte dell’amministrazione comunale alla Dirigente Brucoli non è altro che l’invio di posta certificata, avvenuta alle 15.30, di una serie di documenti che attesterebbero l’agibilità della struttura.

Ma anche la Brucoli non si sottrae dallo scrivere, e alle ore 19.28, probabilmente allertata di quanto componenti la giunta e il sindaco comunicavano, scrive:

«Gentilissimi genitori,docenti e personale ATA, vi comunico che oggi pomeriggio il Comune ha inviato a questo istituto la documentazione richiesta per la dislocazione degli alunni della scuola Collodi nell’ala nuova dell’edificio Collodi e nel locale mensa del plesso Ciari. L’istituto ha tempestivamente provveduto a inoltrare la documentazione alla società Silea SRL di Bari, responsabile del servizio di prevenzione e protezione della scuola Rodari, per le valutazioni di competenza. Sarà nostra cura dare conseguenti comunicazioni nella mattinata di domani. Si precisa, altresì, che la scuola non è ancora materialmente rientrata in possesso dei locali della “Collodi”, nei quali si riserva comunque di effettuare un sopralluogo nella giornata di domani, per verificarne la rispondenza alla progettazione concordata col Comune e col RSPP della scuola ai fini del ripristino didattico».

E così arriviamo a quel comunicato della stessa Dirigente di stamattina delle ore 7.19.

Per quale motivo, se la Dirigente Scolastica sapevano tutti avrebbe inviato tutto al responsabile del servizio di prevenzione e protezione della scuola Rodari, SILEA srl di Bari, l’amministrazione comunale ha provveduto a pubblicare quell’avviso in cui dichiarava la consegna delle aule alla Rodari? Che volesse è vuole scaricare le responsabilità su altri, Dirigente in primis, è conclamato.

Io la scuola te la consegno, sembrano dire quei comunicati, ora sei tu che devi decidere se aprire o meno. Io me ne lavo le mani, grida e non sussurra il sindaco Cessa, dimostrando in forma chiara e lampante che non è l’amministrazione comunale responsabile di quelle strutture, le scuole, ma i Dirigenti Scolastici che le amministrano e gestiscono.

Se il sindaco e quegli assessori silenti ed assenti avessero taciuto e aspettato l’esito delle decisioni della SILEA srl, che lavora per conto della scuola, avrebbero sicuramente fatto meglio, ma siamo abituati a questo senso di approssimazione e non rispetto dei ruoli istituzionali. E’ una patata bollente la chiusura delle scuole, è una patata bollente permettere le attività scolastiche alla Rodari in presenza di un cantiere di lavoro, ed è per questo che il sindaco sceglie la strada più breve: dire come è abituato dal primo giorno del suo insediamento che la colpa, le carenze, le decisioni, sono sempre di altri e mai le sue: ancora non ha dato segno di saper governare. Aspettiamo i 45 giorni che partono da oggi (?), necessari al sindaco e alla sua amministrazione brancaleonide, di risolvere i problemi con il Majorana per il trasferimento delle aule necessarie all’attività scolastica. Nulla sappiamo della decisone capestre del sindaco e del Consiglio di Circolo intorno a questa strane turnazioni perché le aule disponibili solo 6 sono. E se per il 5 dicembre il Majorana non sarà pronto, che facciamo cara dirigente Scolastica Brucoli? Interrompiamo le attività scolastiche?

E lei sig. sindaco Cessa, che farà?

Si dimetterà perché non ha saputo rispettare gli impegni o come immaginiamo andrà alla ricerca dei nuovi colpevoli da crocifiggere? Le scuole vanno aperte comunque, troppi i problemi da risolvere anche con quei genitori che non sanno proprio dove lasciare i bambini per il lavoro, ma di didattica, di continuità oraria, di programmazione scolastica, di tenere i bambini chiusi nella stessa aula per 8 ore anche per la mensa, sembra non interessare  nessuno.

E allora diciamolo, la scuola, le scuole, anche in presenza di grosse anomalie non solo strutturali, ma anche didattiche, vanno aperte e tenute aperte, anche se non si rispettano i precetti di legge, come quelli del Decreto Ministeriale del 18 dicembre 1975.

Penso che la SILEA srl, la Dirigente Scolastica e il sindaco Cessa questo lo sappiano.

Deroghiamo?

Ma si deroghiamo.

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