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Quando la coppia scoppia: Caravella e la Brambilla.

Ma saremo costretti a dichiarare guerra ai produttori del Vape o dello Zampirone, pur di proteggere le zanzare, anch’esse facenti parti del mondo animale? O dovremo convivere con i topi e le rispettive consorti perché aborriamo la violenza contro gli animali? Chiudere le macellerie e liberare le stalle sarebbe il passo successivo?

Queste alcune delle domande che ieri sera a Otto e Mezzo, su La 7,  Antonio Pennacchi rivolgeva a Michela Vittoria Brambilla, che insieme al rinato Silvio Berlusconi risulta essere la fondatrice di un nuovo partito movimento animalista.

Domande che il più delle volte non hanno ricevuto risposta. Sembra, a quanto dicono gli animalisti di questo nuovo movimento, che ci siano animali ed animali: cani, gatti, conigli e al massimo cavalli, ma per tutti gli altri non dovrebbe cambiare nulla. Potremmo continuare ad allevarli, ucciderli per mangiarli ed allontanarli, nel caso delle zanzare o dei topi, senza necessariamente ucciderli. Non sappiamo la posizione da tenere nel caso dovessimo incontrare dei cinghiali che ormai le cronache quotidiane ci ricordano essere abituali ospiti delle nostre città.

Posizione diversa quella del Caravella nostro, che prende in esame solo i cani; ma quelli randagi. Infatti nel #norandagismoday di oggi, domenica 28 maggio, organizzato dal M5S Puglia, si è voluta sensibilizzare la cittadinanza per difendere i diritti dei nostri amici a 4 zampe e per ribadire, ancora una volta, un grande NO al fenomeno del randagismo.

Che il Caravella voglia far parte dell’eletta schiera degli animalisti alla Brambilla & Berlusconi?

Non me ne vogliano sia il Caravella che la Brambilla, ma penso che questo cercare di raccattare voti e consensi attraverso l’uso degli animali che si continua a fare, tutto dimostra, tranne quel rispetto che ad essi si deve e che così tanto viene sbandierato. Manca una scala di priorità che molto spesso colpevolmente viene sottaciuta e nascosta. L’esperienza della michrochippatura gratuita degli amici a 4 zampe che il sindaco del paesello a sud est  mise in campo appena insediatosi insieme al ricordo ancora vivo di una delle tante polemiche intorno al gatto morto ammazzato volontariamente o non sulla via per Bari, con quel partito animalista della premiata ditta Brambilla-Berlusconi  e alla giornata contro il randagismo del Caravella, dimostrano ancora una volta, come se non avessimo già riscontri più che sufficienti per capirlo, che la politica è distante dal mondo reale e dal disoccupato o cassaintegrato dell’ILVA che muore di cancro.

Una politica che autocelebrandosi trova e scava nelle pance dei cittadini elettori nuove forme di accattonaggio di voti, facendo leva anche fra quelli che l’amico a 4 zampe lo fanno dormire sotto le coperte del proprio lettone e che quelli, nonostante rispettino il mondo animale non certamente andando a caccia, pensano che le scale dei valori siano altre e che il massimo delle energie debba essere speso per cause certamente più alte per il genere umano. Non sappiamo come gli animalisti convinti o quelli che lottano per un mondo senza randagi, facciano e pensino ed agiscono per quegli altri di “randagi” che su un barcone solcano il Mediterraneo alla ricerca di un mondo migliore. Non sappiamo se il popolo animalista della Brambilla e di Berlusconi a cui da oggi si aggiunge il nostro Caravella?, voglia risolvere il problema della scuola in affitto o della mancanza di un parco pubblico; degli alberi abbattuti e poi ripiantati e poi seccati e delle ciliegie vedute agli angoli dei capannoni.

Della giustizia sociale che passa prima dall’uomo.

E’ vero che la civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali, ma questo vale anche nel caso in cui verso gli animali vengono destinate tutte le attenzioni a scapito di quelle che dovremmo avere nei confronti del genere umano?

A proposito, ma lo Sgarbi che controbatte con la solita invettiva capra, capra, capra, offendendo la capra, naturalmente, lo dovremmo mettere in galera?

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