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La nave Diciotti, i naufraghi, la Marina Militare ed il territorio dello Stato.

A proposito della polemica sui migranti salvati dalla nave della Guardia Costiera Diciotti, da tre giorni ferma nel porto di Catania e da cui, dopo l’intervento della magistratura che ha ipotizzato addirittura il reato di sequestro di persona, sono stati fatti sbarcare solo i 27 minori, vorremmo che almeno la conoscenza delle Leggi, sia italiane che internazionali, fossero alla portata di tutti.

Uno dei due vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini non vuole in nessun modo concedere lo sbarco dei rimanenti 150 naufraghi se prima non c’è un intervento dell’Europa che si “accolli” una fetta di migranti. Anche l’altro vice premier e ministro Luigi Di Maio seguito dall’altro ministro  Danilo Toninelli, sembra sia d’accordo con la linea dura di Salvini, mentre per il Presidente della Camera Roberto Fico dovrebbe essere assicurato a tutti i migranti salvati dalla nave Diciotti, il permesso di sbarcare. Nel frattempo al Presidente del Consiglio Conte non sembra interessare più di tanto la questione.

Fermiamoci però solo ad analizzare, messe da parte le convinzioni politche di ognuno, cosa recitano le Leggi dello Sato Italiano e le disposizioni Internazionali.

A proposito della nave Diciotti della Guardia Costiera, leggiamo sul sito della Difesa.it:

Le Capitanerie di Porto, cui la nave Diciotti fa parte, sono un corpo della Marina Militare. Esse hanno dipendenza funzionale da vari ministeri, primo fra tutti il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Le Capitanerie di Porto si occupano di:

Sicurezza della navigazione (safety) e sicurezza marittima (security)

Ricerca e Soccorso in mare

…….

Polizia Marittima: disciplina della navigazione, regolamentazione degli spazi nazionali, controllo del traffico, manovra delle navi, sicurezza nei porti, inchieste sui sinistri, controllo del demanio, collaudi e ispezioni di depositi costieri e altri impianti pericolosi

Monitoraggio del Traffico Marittimo – VTMIS: monitoraggio del traffico marittimo per la prevenzione e la sicurezza della navigazione

……..

Quindi a tutti gli effetti, le navi della Guardia Costiera sono navi appartenenti alla Marina Militare ed hanno dipendenza funzionale prima di tutto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, occupato ora da Toninelli.

Vediamo ora cosa stabiliscono le Norme ed il Diritto Internazionale a proposito delle navi militari. Qui servono delle nozioni elementari che chiariscano meglio cosa rappresenta il territorio di uno Stato.

E’ territorio di uno Stato lo spazio, delimitato dai confini, all’interno del quale lo Stato esercita la propria sovranità. Se per conquista militare o per qualsiasi altra ragione, lo Stato perde tutto il proprio territorio, cessa di esistere. Esso, privato di un ambito entro il quale esercitare il proprio potere sovrano, non ha più alcuna funzione e non c’è nulla che ne motivi la sopravvivenza.

Il territorio dello Stato comprende:

la terra ferma

le acque territoriali, se Stato rivierasco;

lo spazio aereo che sovrasta la terra e acque;

il sottosuolo sia terrestre, che marino;

……..

Le acque territoriali  sono costituite da una fascia di mare, solitamente non più ampia di dodici miglia, sulla quale si estende la sovranità dello Stato. Le navi che vi entrano  sono soggette alle leggi di questo.

Le navi e gli aerei costituiscono il cosiddetto territorio flottante dello Stato. La disciplina a cui sono soggetti però, è diversa a seconda che siano militari e civili. Le navi e gli aerei militari costituiscono territorio dello Stato di cui battono bandiera, anche se si trovano in un porto o in un aeroporto straniero. Le navi e aerei civili, invece, sono territorio dello Stato di cui battono bandiera fin quando si trovano in cieli o in acque internazionali. Cessano di esserlo nel momento in cui entrano nelle acque territoriali o nello spazio aereo di un’altro Stato.

Conclusioni:

La Diciotti è una nave militare che batte bandiera italiana, quindi appartenente allo Sato Italiano ed è quindi, territorio dello Stato.

La domanda sorge spontanea: il ministro Salvini che non vuole che una parte di soggetti che già si trovano a tutti gli effetti su suolo italiano, sbarchino sulla terraferma, cosa ha in mente realmente?

Per quale motivo l’Europa come egli richiede dovrebbe intervenire sullo sbarco o meno di questi soggetti a patto che altri Stati se ne assumano la responsabilità di ospitarli? Considerato che sono già su suolo italiano, cosa cambierebbe nella gestione della “crisi” che si sta protraendo da giorni, il richiedere semplicemente al resto d’Europa il rispetto degli accordi che a suo dire non sono rispettati?

E sa tale stato di cose dovesse protrarsi nel tempo, non è vero che il reato ipotizzato dai magistrati inerente il sequestro di persona avrebbe fondamenti giuridici certi ed inimmaginabili?

E come se una qualsiasi persona, occupando una piccolissima parte di territorio costituente lo Stato non potesse muoversi liberamente su tutto il territorio di quello Stato. Ma questo è possibile solo nel caso in cui quella persona, quel soggetto, sia sottoposto a limitazioni della libertà personale sentenziata dalla Magistratura e da un Giudice.

Ed è questo il caso dei migranti salvati dalla nave militare Diciotti ancorata da tre giorni nel porto di Catania?

Sono delle persone recluse per un reato? E quale sarebbe la sentenza di condanna stabilita dal Tribunale per i rimanenti 150 naufraghi ancora impossibilitati a sbarcare?

 

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