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La (Nostra) Voce del Paese, sentenziarono.

Nuova veste grafica, nuovi caratteri tipografici, un po’ troppo piccoli in verità, diversa impaginazione e nuova squadra redazionale; questa è la nuova versione de La Voce del Paese edizione di Casamassima che ha fatto il suo esordio sabato 7 ottobre.

La Nostra Voce del paese, è lo slogan utilizzato da giorni da Nicola Pastore per presentare e rilanciare il settimanale locale che, in crisi di vendite e di contenuti, cercava nuova linfa. Non sono noti gli accordi che hanno spinto l’editore, Fabrizio Lerede ad accettare simile nuovo cambio di squadra.

In redazione ci saranno Francesca Agnese Dell’Aia, Daniele Fox e Francesca Valentino che leggiamo nei curriculum pubblicati, tra l’altro fanno parte a vario titolo dell’associazione #mentiCreattive che gestisce le Officine Ufo, Luna Pastore che ancora collabora attivamente all’interno della Pro Loco di Casamassima, Nicola Pastore che da dj ed animatore è passato alla gestione della pagina facebook Amo Casamassima e da Gianluca Zaccheo, vecchia conoscenza della testata che dopo l’esperienza di addetto stampa presso il Comune del paesello durante la sindacatura Cessa, torna alla carta stampata.

Gianluca Zaccheo vestirà i panni di Direttore Editoriale mentre Nicola Teofilo continuerà a ricoprire il ruolo di Direttore Responsabile.

Gianluca Zaccheo aveva già fatto parte della redazione del giornale e con Marilena Rodi ne rappresentavano l’anima e il corpo, ma qualche anno fa abbandonano insieme la testata per fondarne una nuova, Il foglio di Maxima, che dopo qualche tempo cessò la pubblicazione cartacea trasferendosi sul web.

Probabilmente le ragioni che spinsero Zaccheo ad abbandonare quella redazione e quel giornale che oggi lo rivede fra le sua fila, sempre guidata da Teofilo, per fondarne uno nuovo, saranno sicuramente passate a miglior vita, oppure appianate, anche se rispetto a quella vecchia coppia di assalto solo la Rodi sembra aver pagato il prezzo più alto.

E così, alla presenza della sub commissaria, del comandante della polizia municipale, delle associazioni, della pro Loco, di esponenti politici, non tutti invitati in verità e di un pubblico scelto, (mancavano i lettori e fruitori ultimi della stampa, i cittadini), si è presentato il progetto che al suo interno prevede anche la formazione e l’organizzazione di corsi che non abbiamo compreso bene che attinenza abbiano con una testata giornalistica che si propone di informare, “giudicare” e “controllare” le scelte politiche messe in campo.

Ambiziose sono le aspettative della nuova redazione che come obiettivo ha quello di spaziare dalla cronaca alla politica, dalle ricette di cucina alla cura del corpo, alla moda, agli animali e all’ambiente, facendo una capatina anche nel gossip.

L’augurio che facciamo, contrariamente a quanto essi stessi possano augurarsi, è quello di imparare dalle cicale e non dalle formiche.

Perché le formichine possono smuovere una montagna o un elefante, e sono le uniche che, mentre le cicale durante l’estate cantano la propria gioia, lavorano indefessamente per racimolare quello che poi in inverno verrà utile. Pensate però ad un mondo in cui, senza più cicale che allietano il lavoro nei campi a quelle povere formichine indaffarate ad accaparrarsi tutto quel ben di dio, come sarebbero tristi le giornate di quelle formichine che con quella calura, sotto quella canicola e con l’obbligo di procacciarsi l’avvenire, lo dovessero fare senza una nota di colore e di gioia rappresentata dal canto delle cicale.

E se le formiche imparassero a cantare pure loro?

A proposito, il costo del giornale è aumentato: ora costa € 1.50.

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