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La scatoletta di tonno rimasta ermeticamente chiusa.

Sarebbe tempo perso continuare a parlare del Partito Democratico che, nonostante abbia voluto Zingaretti alla sua guida, continua ad inanellare figurine su figurine (educati siamo), come se quelle sino ad oggi accumulate non bastassero a spiegarne l’esistenza in vita. Gli ancora molti renziani nelle sue fila non bastano a giustificare la scelta che oggi li vede votare insieme al fascio leghista Salvini accompagnato dal nano di Arcore che ancora cerca di incunearsi nei nostri sogni come se gli inumani penta stellati non bastassero a guastarci il sonno.

Ma a parte le solite considerazioni sul PD che ormai conosciamo tutti a memoria, oggi è un giorno speciale perché finalmente si è avuta certezza, come se ce ne fosse ancora bisogno, che il vero male per questo Paese, oltre il PD e Salvini, è proprio quel movimento che partito per aprire la scatoletta di tonno, si è trovato inscatolato anch’esso nella poltronissima che meglio dello strapuntino decisamente è.

E così, dopo aver concesso la libertà al capitano che anche un po’ loro è diventato con quel voto ignobile contro l’autorizzazione a procedere, dopo aver dimenticato l’onestà per quei 49 milioni di euro da consegnare in comode rate ottantennali, dopo che nessuna parola è stata spesa per lo scandalo di Moscopoli e dopo aver varato quel decreto sulla inumanità, votano contro lo stesso Presidente del Consiglio, Conte, così fortemente imposto al loro partner di governo.

Speravano, con quella mozione farsa, di lavarsi la coscienza su promesse fatte e mai mantenute. Volevano scacciare lontano da loro il benestare controfirmato da Conte ed inviato alla spocchiosa Europa sulla TAV, disinfettando il tutto senza la firma del ministro cartone animato Toninelli che come minimo oggi dovrebbe dimettersi e cambiare continente.

E così mentre il grande Beppone accortosi di aver partorito un mostro abbandona i 5 stelline al loro destino, il grande Di Maio, che oggi tutti sperano si tolga presto dagli zebedei per lasciare campo libero all’altro uomo di punta e falegname Dibba, avrà modo di contare sul pallottoliere quanti saranno ancora gli italiani che ne vorranno riconoscere le grandi doti nascoste visto che quelli del RdC o dell’ILVA o della TAP e della stessa TAV non abbiano già avuto modo di apprezzare.

Benvenuti in Italia.

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