Loading

La Signorina Rottermeier, la politica nazionale e l’abbandono.

Al momento non sappiamo se Donald riuscirà a comprarsi la Groenlandia o se il capitano dell’inferno riuscirà nell’impresa epica di chiudere una crisi di governo da lui stesso aperta a favore dell’altro contraente ex bibitaro con lui oggi stabilmente, nonostante tutto, al comando. Non sappiamo neanche che fine faranno i migranti che su quelle navi aspettano di attraccare in porto e neppure se quel moto umanitario del presidente del consiglio Conte, della ministra Trenta e del ministro Toninelli siano sinceri oppure dettati, come sembra evidente, più da un senso di vendetta nei confronti del capitano del Papeete Beach che da una reale repulsione nei confronti di quello che sino ad oggi hanno assecondato senza se e senza ma solo per non perdere la poltroncina così faticosamente occupata.

E mentre ci interroghiamo su cosa potrebbe succedere nei vari consigli comunali dei paeselli a sud est che circondano le metropoli nel caso sciagurato di un governo nazionale formato dal PD di Renzi, della Boschi e di Bibbiano, miracolosamente scomparsi dalle invettive quotidiane dei penta stellati, leggiamo di analisi politiche nazionali a cura della Signorina Rottermeier”, che triste e sconsolata perché nessuno più parla di lei, si sente abbandonata al suo destino nell’iperspazio dell’indifferenza.

Strana la Signorina Rottermeier.

In principio furono gli haters che presto divennero, per comodità dialettica motivata dalla scarsa propensione all’approfondimento alfabetico funzionale del suoi seguaci, leoni da tastiera.

Ma haters e leoni da tastiera, nel senso comune, hanno praticamente la stessa accezione e mentre il primo si indirizza ad un pubblico che almeno conosce la differenza fra diritto amministrativo e filosofia del diritto, il secondo, di più facile comprensione, arriva ad essere penetrato anche da quello che all’università della vita si è laureato con il massimo dei voti.

Badate bene, haters e leoni da tastiera non perché attraverso profili falsi usando espressioni dispregiative o piene di violenza e odio insultando l’interlocutore ne augurano persino una brutta fine, ma solo perché attraverso il confronto delle idee dimostrando l’esistenza di visioni differenti rispetto alla proposta avanzata, muovono obiezioni e modi di vedere differenti motivandoli.

Ma si sa che chi si appresta a ricoprire cariche pubbliche di responsabilità e chi tali cariche le ha già raggiunte, non vede di buon occhio chi, prospettando soluzioni disuguali, si frappone come se fosse una pietra d’inciampo, a quello che il “sovrano”, la Signorina Rottermeier , ha già deciso per lui.

Ed è alla luce di ciò, sentendo la mancanza di questo mondo che vorrebbe confinare nel virtuale, incapace com’è di interpretare il reale, ne lamenta la mancanza, la Signorina Rottermeier .

E in quel torrino di cartapesta che con l’ausilio dei lacchè si è sapientemente costruito tutto intorno, pensa di essere divenuta il centro del mondo in cui tutti, proprio tutti, siano chiamati a disquisire con i toni che lei predilige, quelli dell’odio, il suo operato. Dimentica di non essere l’ombelico del mondo che mentre blatera sul nulla altri più importanti questioni si aprono sullo scenario non solo nazionale ma internazionale. E noi, lasciando per un attimo il suo mondo fatto di lettere condite con parole di disgusto nei confronti di un ministro e non lasciando, come lei fa, rappresentanti di quel mondo al suo personale servizio, ci accorgiamo che forse proprio per quei comportamenti untuosi che la Signorina Rottermeier alla perfezione incarna, ci tocca affrontare non solo la crisi della politica italiana, ma anche e sopratutto quella europea e non solo.

Non si è ancora accorta, anche se contraddicendosi lo conferma, che la politica dell’odio che lei pretende per se ha fallito! Come è fallita la politica virtuale! che la vorrebbe al centro dei social in cui rifuggendo la critica spera siano i cortigiani a toglierla d’impaccio delegittimando l’interlocutore sino ad intimorirlo.

Non riesce ancora, la Signorina Rottermeier, a comprendere che se si sente abbandonata e rifiutata è solo perché ha già dato prova di quanto inconsistente è la sua azione e vuota la sua parola. Che fine abbia fatto il principio supremo del rispetto delle regole democratiche è un tabù per chi, sentendosi come un podestà, ne calpesta i principi ispiratori decidendo, sulle spalle di tutti, chi potrà essere chiamato a usufruire del “vantaggio” che oggi appare alla portata ma che domani non si sa.

No, noi non proviamo odio che sarebbe anche un sentimento nobile se lei, la Signorina Rottermeier, fosse in grado di capirli i sentimenti, ma solo una tranquilla, serena ed olimpica resistenza ad un modo di fare che sino ad oggi ha messo in luce la sua ipocrita, falsa, gesuitica, commediante e filistea politica del cambiamento.

Ed è per questo che, avendola conosciuta sino in fondo e sperando che prima o poi la notte presto lasci spazio alla luce la lasciamo sola e soletta a riflettere, magari fumando una sigaretta mentre sorseggia una coca, al suo inesorabile destino.

Adda passà ‘a nuttata!

Commenti

commenti

Leave a Reply