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La storia del palo che pende in via Conversano.

A chi di voi non sarà capitato di girare su via Conversano e trovarsi lì, all’improvviso, piantato sul marciapiede in equilibrio precario, conficcato proprio come un palo, il palo dell’illuminazione che pende?

Ormai anche i giornali non ne parlano più e quei pochi testimoni oculari che un giorno dritto, fiero di esistere lo hanno conosciuto e visto, con il passare dei mesi, degli anni, dei secoli secularum, stanno abbandonando questa terra di perdizione e desolazione per popolare la volta celeste.

Ma intorno a quel palo, che solo grazie a quella casa che lo sorregge riesce ancora a sopravvivere su quel marciapiede martoriato e afflitto da mali atavici, la storia si confonde con le leggende che in questi secoli hanno preso vigore e forza e che solo i pochissimi testimoni oculari ci possono tramandare.

A imperitura memoria ne vogliamo ricordare le gesta affinché anche le giovani generazioni ne possano conoscere la storia.

Non si sa quanto tempo fa il palo venne, dopo accurato scavo, conficcato nella nuda terra che tutto accoglie, perché con quella lampadina montata sulla sua sommità potesse illuminare il cammino dei viandanti. Ma un giorno, un uomo, al risveglio, si accorse che quel palo pendeva paurosamente su un lato.

Ma pende verso destra o verso sinistra?

Si domandò.

Ma quel palo, stanco di essere austero e ritto su se stesso, una notte si inclinò paurosamente.

Perché?

Qui le leggende e le versioni cominciano ad essere discordanti: c’è chi racconta di una carro persiano che in curva, causa l’eccessiva velocità dei buoi che lo trainavano, sbandò e, catapultandosi sul povero palo, lo privò per sempre della sua alterigia.

Qualcun altro, invece, asserisce che un uomo, forse lo stesso che ne scoprì la pendenza, la sera prima, ritirandosi a casa dopo una serata con gli amici a bere birra e mangiucchiare lupini nel circolo lì vicino, scoprì che la moglie, in sua assenza, intratteneva rapporti, diciamo così, cordiali e intimi con un altro uomo e che preso dalla gelosia che acceca e incattivisce, volle prendersela con quel povero palo che a cornate prese.

Altri ancora raccontano di un essere spaventoso che continua ad aggirarsi per il paesello e che come svago e passatempo, alza la zampetta contro tutte le cose ritte che incontra lungo il cammino e zip zap, lascia il suo liquido giallastro e maleodorante acido, minando alla radice le rettitudini.

Ma su un punto tutte le testimonianze raccolte coincidono.

Quel palo quando la luna è gibbosa crescente prende vita e il suo spirito si materializza andando a zonzo per il paesello assonnato. L’ultimo dei testimoni che lo hanno visto ritto sul proprio piedistallo prima che si inclinasse vertiginosamente, giura e spergiura che quello spettro, che avvolge le spalle dei poveri testimoni ignari del maleficio, colpiti dal sortilegio, sono presi tutti da una male incurabile che li vede bestemmiare a più non posso nei confronti di non specificate figure che non sanno cosa sia la pietà.

Ma un aiuto viene dalla magia.

Per essere sicuri che nulla possa accadervi, prima di intraprendere il viaggio in via Conversano al cospetto del palo, seguite queste indicazioni che sono riuscito a estorcere ad un esorcista di fama internazionale.

Accendete 13 candeline. Storte.

Riempite con acqua bollente la vasca da bagno, sistemate le candeline tutte intorno ed immergetevi. Chiamate a lavarvi la schiena, per gli uomini, otto danzatrici del ventre rigorosamente nude e grasse e per le donne, otto pulitori di camini, aitanti e magrissimi con dei pettorali grandi così e vestiti solo della sporca fuliggine

Dopo questo lavaggio poderoso sarete pronti, e pronte, una volta asciugati e vestiti di solo perizoma trasparente blu, a percorrere quella strada senza che le forze maligne si impossessino di voi.

E se fosse tutto il resto del paesello inclinato?

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