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La vergogna

Quali siano gli interessi in gioco per giustificare un comportamento così vergognoso in Consiglio Comunale, non è dato sapere.

O forse sono noti?

La minoranza, nelle ristrettezze delle possibilità, fa quello che può, ma il comportamento della maggioranza rasenta il ridicolo. Per non parlare della garante i lavori consiliari, che interpreta ad uso e consumo della maggioranza le norme, che dice solo a parole di non sostenere nonostante la sua presenza costante alle sue riunioni.

Potremmo parlare dell’assessore alla tutela delle acque, che risponde al nome di Giuseppe Cristantielli, ma solo perché vorremmo tenere alti i valori della nostra comunità, tacciamo. La difesa spasmodica ed irreale dell’AQP a scapito delle legittime aspettative dei cittadini è sembrata irrazionale. Non c’è niente che possa giustificare l’inadeguatezza e la scelta di questo sindaco nel nominare il Cristantielli  assessore, visto anche i costi che tale carica comporta all’intera collettività. Il Palmieri che ogni volta che parla ci fa rimpiangere quanto sia bello impastare il sudore alla sabbia per poi tuffarci nel mare che tutto cancella: anche la sua voce. Ormai, da ex segretario di Partito è rimasto solo un numero, probabilmente scomodo per la nuova intellighenzia da Pokemon, B.B.C., che gestisce e guida l’attività amministrativa. Eppure avvisato era stato.

Il sindaco che continua a sparare le ultime cartucce che gli sono rimaste, senza che i suoi e sempre costanti rimandi al domani, non convincano più nessuno, nemmeno parte della sua stessa maggioranza, che colpevolmente continua a farlo sedere a quello scranno che non merita e non onora.

Ma a parte le varie incongruenze che le opposizioni hanno rimesso all’attenzione dei cittadini, AQP, Ancrel, le cui responsabilità il sindaco pare le abbia tutte rimesse nelle mani del funzionario senza riconoscere che la Delibera di Giunta è di sua completa responsabilità, Igiene Urbana, consulenze oscure, contenziosi, “il Facilitatore” di partito nella farsa del bilancio partecipato, nulla sembra nascondere l’enorme difficoltà che questa maggioranza ha nel proseguire il suo deplorevole cammino.

Rimane ancora oscuro il motivo che ha spinto l’amministrazione a nominare un avvocato penalista (7.000 €) e non un civilista, per l’eventuale riconoscimento di danni subiti dai cittadini di Casamassima inerente la questione acqua contaminata.

Ma le tubazioni che portano quell’acqua nelle abitazioni dei cittadini di Casamassima, nel sottosuolo di quale ente viaggia?

Ma è l’assestamento di bilancio, da approvare entro e non oltre il 31 luglio, che mette in luce l’incapacità e l’arrogante presupponènza di questa maggioranza che non perde occasione per mettersi in luce. Assestamento che si espliciterebbe in una serie di debiti fuori bilancio “certificati” e di cui si chiede via libera da parte dei consiglieri. E’ il debito fuori bilancio dell’ing. De Leonardis, sembra risalente al 2008, che accende gli animi senza che lo stesso abbia avuto parere favorevole dai Revisori dei Conti.

Mancherebbero le pezze giustificative.

L’arrampicatore sugli specchi Manzari Antonio, capogruppo PD, lascia intatti i dubbi che la discussione mette in luce. Anzi, li acuisce.

Si passa alle dichiarazioni di voto.

Le opposizioni si dichiarano tutte per la non approvazione.

Nella maggioranza, a parte i soliti e le solite yes man e woman, la Stefania Verna, insieme a Donato Fortunato, dichiarano la volontà di astenersi vista la carenza della documentazione richiesta e non ricevuta che ha portato ad una scarsa trasparenza degli atti di cui oggi si chiede l’approvazione, seguiti anche dalla dichiarazione di Raffaele Bellomo, il quale, lo ricordiamo, durante la seduta di approvazione del Bilancio, risultava assente.

Risultano 6 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astenuti. Fra gli astenuti anche la Ferri. A questo punto il Regolamento prevede un ulteriore voto dopo le dichiarazioni di un consigliere in rappresentanza della maggioranza e uno della minoranza.

La Presidente, “forzando” il Regolamento, concede una sospensione del Consiglio Comunale, votandola, nonostante il Consiglio sia in “votazione”. La Verna si alza e dichiara a gran voce il “terrore” che sta vivendo accompagnato da “terrore psicologico”.

Uno psichiatra dovrebbe capire bene cosa rappresenti il terrore psicologico.

Una scena triste e patetica. La giovane consigliera non convince i “suoi”. Tranquilli, Cessa non cade se non passa il provvedimento. Avrà solo un richiamo dal Prefetto e poi, aggiustiamo tutto, sembra suggerire.

La sospensione del Consiglio dura ben tre quarti d’ora e non i 15 minuti previsti. La Presidente anch’essa assente dall’aula consiliare per i tre quarti d’ora, non sente la necessità di presenziare la seduta dopo i 15 minuti previsti.

Altra interpretazione personale delle norme.

Ma siamo abituati. Dopo la carta di Pisa, anche le leggi e i regolamenti sono tutti ad interpretazione libera.

Alla ripresa dei lavori tutta la maggioranza risulta assente, quindi in mancanza di numero legale, il Consiglio andrebbe sciolto immediatamente, ma la Presidente si inventa un “aggiornamento” del Consiglio a giovedì 28 luglio.

Penso che organi superiori debbano intervenire in riferimento a questo modo di procedere arbitrario.

Se volete veramente vergognarvi di vivere in questo paesello a sud est, assistete ad un consiglio comunale e sarete accontentati.

Auguri al nuovo consigliere Pietro Savino che entra al posto del dimissionario Vito Rodi.

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