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La voce nel deserto.

Lo abbiamo scritto più volte e il tempo lo conferma: che il Consiglio Comunale di Casamassima sia diventato un inutile ma necessario passaggio per ratificare ciò che la maggioranza decide non si sa dove e non si sa da chi, verrebbe confermato anche da quella convocazione di Consiglio Comunale per il 28 febbraio prossimo perché se venissero confermate le indiscrezioni che trapelano da quella conferenza dei capi gruppo che ne fissava la data, ci sarebbe da preoccuparsi.

In un ordine del giorno di ben 11 punti, farcito di approvazioni propedeutiche a quel bilancio previsionale che vanno dal PEF, alla TARI (rifiuti), passando al DUP, non lasciando spazio alcuno alle interpellanze o interrogazioni di sorta, si consumerebbe ancora quel distacco divenuto incolmabile fra la maggioranza e tutto il resto della cittadinanza che nessun tipo di risposta potrà sperare di ricevere da chi amministra.

E così alle domande presentate per iscritto da un membro del consiglio circa i motivi o gli intendimenti della condotta del governo cittadino in un certo caso specifico (interpellanza) o interrogazioni consigliari presentate per sollecitare informazioni o spiegazioni circa una data questione, non ci potrebbero essere risposte perché le domande sarebbero abolite. E non importa stabilire quanti abbiano partecipato a quella conferenza di capi gruppo e in che modo e quanto tempo prima siano stati convocati, per stabilire con certezza che le responsabilità politiche di questa scelta che non deporrebbe a favore della maggioranza, ricadrebbero interamente sull’amministrazione che censura le minoranze depauperando l’esercizio del diritto dovere di controllo.

Gravissime sarebbero le scelte del Presidente del Consiglio che, snaturando la natura del suo mandato comportandosi non certamente come garante super partes fra i vari componenti una assise democratica, non garantisse alle minorane il dovere di interrogare la maggioranza sulle scelte messe in atto.

E se ciò dovesse materializzarsi, quello che dovrebbe preoccupare tutti, e non poco, sarebbero i timori evidenti che si nutrono addirittura nei confronti delle “domandeche rimarrebbero la voce nel deserto.

 

 

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