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Le assunzioni e il campo sportivo di nuovo al centro dell’uragano.

Potrà rimanere indignato quanto vuole, potrà battere i pugni sul tavolo all’infinito, potrà finanche “arrabbiarsi” e gridare, ma il sindaco Giuseppe Nitti, non potrà mai riuscire a convincere che la procedura attuata per l’assunzione a tempo indeterminato di tre “soggetti” all’interno del Comune di Casamassima sia la migliore in assoluto.

Questa la risultanza di una interrogazione presentata durante il consiglio comunale di ieri, 26 novembre, allorquando Patrono, Guerra e Mirizio hanno chiesto, in maniera puntuale e minuziosa, fra le altre cose, quali i motivi che hanno spinto l’amministrazione a mettere su una sorta di selezione fra “graditi” e “non” per ricoprire quel posto e non, come sarebbe stato più logico, bandire un concorso pubblico.

Ci riferiamo nello specifico a quella determina, la n. 375 del 10 ottobre scorso (clicca qui per leggere), in cui si comunicava che il Comune di Casamassima ricercava tre unità di categoria B (2 esecutori amministrative e 1 messo comunale), mai pubblicizzata come ci si sarebbe aspettati né sul sito istituzionale e neanche attraverso i canali social che abitualmente utilizza il sindaco, a cui sembrerebbe abbiano risposto, solo da Casamassima, circa 300 persone.

Nonostante la graduatoria sarà formulata e redatta dall’ARPAL Puglia, la quale per ogni figura richiesta invierà al Comune il doppio delle figure richieste (sei), fra le quali una Commissione interna sceglierà l’idoneo o l’idonea a ricoprire l’incarico. Uno degli intoppi riscontrati durante il dibattito che è seguito alla discussione sta proprio in una frase riportata in quella determina in cui «L’amministrazione si riserva la più ampia autonomia discrezionale nella valutazione dei candidati e nella verifica della corrispondenza della professionalità posseduta con le caratteristiche del posto da ricoprire. Tale autonomia è esercitabile con la individuazione di soggetto di gradimento».

Frase che sottintende, se l’italiano è una lingua perfetta come universalmente riconosciuto, che i candidati che potrebbero transitare al vaglio (della Commissione o dell’Amministrazione?), potrebbero essere veramente tanti.

Non sappiamo se sia o meno vero che all’interno del paesello a sud est la grande metropoli circoli veramente un toto nomi sui possibili fortunati (sarebbe un ipotesi astrusa), ma per quelli che come noi sono cresciuti a pane, mortadella e Giulio Andreotti, «a pensar male si fa peccato, (e noi all’Inferno non vogliamo andare) ma qualche volta ci si azzecca».

Altro punto dolente, che come sottolinea Mirizio, sta diventando il canovaccio per un giallo di successo, è il campo sportivo appena inaugurato.

Stabilito che non è stata la FIGC a richiedere quelle analisi sulla ricerca di amianto sul campo sportivo, sulla spinta di chi e per che cosa si è scelto di effettuarle lo stesso?

Il sindaco afferma in consiglio che proprio dopo un pour parler di Mirizio e Palmieri con il capo dell’Ufficio Tecnico, arch. Palazzo, si è deciso di commissionarle.

Peccato che tale affermazione sia stata contraddetta dall’arch. Palazzo il quale sostiene che ha voluto condividere con il sindaco, nonostante le certificazioni non lo richiedessero, ulteriori analisi per tranquillizzare tutti affermando che nulla centrassero Palmieri e Mirizio.

Ma tutti chi? Fra tutti quelli che nutrivano dubbi sui materiali utilizzati per riqualificare il terreno di gioco?

E perché si fa espressamente riferimento ad una richiesta da parte della FIGC, citandola espressamente su un atto pubblico, se tale richiesta non è mai stata formalizzata?

E perché si è proceduto ad analizzare il terreno di gioco se tutte le certificazioni erano state rilasciate correttamente?

E perché, sottolinea Mirizio, si è scelto di commissionarle ad una società che non compare sul sito del Ministero della Salute fra quelle accreditate a questo tipo di analisi preferendola ad una altra, regolarmente accreditata e il cui compenso per la prestazione era praticamente la metà?

E per finire, visto l’allagamento solo ed esclusivamente su una parte specifica del campo sportivo di domenica scorsa, quasi certamente non da imputarsi all’allerta meteo, siamo sicuri che i lavori siano stati eseguiti a regola d’arte?

(Come si presentava il campo sportivo domenica scorsa, 24 novembre)

E cosa c’è di nuovo su quelle prove tecniche (Pacometriche) specifiche da effettuarsi sulle strutture che sorreggono le tribune coperte, come sostiene Palmieri, oggi chiuse da una ordinanza del sindaco? Cosa ci raccontano i tecnici e l’amministrazione?

Ma se insistevano ancora una serie di prove, analisi e contro analisi, per quale motivo si è deciso di aprire comunque il campo sportivo permettendo ai piccoli calciatori di calcarne il terreno di gioco?

Ma la certificazione di agibilità del campo sportivo, esiste o no? Il contenzioso fra il Comune e la vecchia società che gestiva il campo sportivo di Casamassima è concluso o si aspettano ancora gli esiti?

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