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Le buche, croce e delizia del paesello.

Sarebbe inumano e da ingrati non chiedere di brevettare per esportare in tutto il mondo terraqueo, il metodo rivoluzionario che si sta sperimentando con enorme successo di pubblico al paesello.

In questi giorni, non sappiamo se ideato da tecnici comunali o buontemponi da strada, si sta utilizzando, per ricoprire quelle buche, qualche volta voragini, che si aprono all’improvviso nelle strade del paesello a sud est dell’universo del semplice ed innocuo e rispettoso dell’ambiente, brecciolino.

Scoperta la buca, chiamando il numero verde SOS buche, una squadra di operai (uno) si  recherà immediatamente sul posto con il camioncino tre ruote colmo di candido brecciolino.

Scaricato il composto brecciolinoso nella buca, come per magia la voragine scomparirà salvaguardando il culetto, in casi particolari il culone, di quei poveri disgraziati che quello squarcio sulla strada mica lo avevano visto.

Attenti però: la mancanza di tormento dello scossone e la botta alla base della colonna vertebrale che sottintende l’osso sacro culare , in casi particolari il culone, dura solo per qualche flebile momento, perché dopo il tredicesimo passaggio, la buca ridiventa voragine e la botta ritorna inesorabilmente a scuotere l’autista ignaro che inizia ad imprecare mettendo in scena il calendario gregoriano con tutti quelli che santi ancora devono diventare.

Con questo sistema rivoluzionario la denuncia per quella buca che ci fa cadere, che ci distrugge la ruota e che mette a dura prova gli ammortizzatori e la pazienza, è evitata e tutti vissero felici e contenti.

Fino al prossimo premio oscar.

 

 

Nelle foto esempi di questa nuova straordinaria

“teoria del ripristino bucaiolo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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