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Le norme vanno applicate o interpretate?

Dal primo momento abbiamo sottolineato che lasciare la quasi assoluta possibilità di “interpretare” ed “agire” in completa autonomia le amministrazioni comunali e i sindaci su quanto veniva disposto da organi sovra comunali nazionali sarebbe stato un grave errore che forse il tempo, ma è decisamente poco, potrà lenire.

Ci riferiamo in particolare all’Ordinanza n. 658 del 29 marzo 2020 a firma del Capo del Dipartimento della Protezione Civile che assegnava ai comuni 400 milioni di euro come risorse da destinare a misure urgenti di solidarietà alimentare.

Quasi immediatamente moltissimi comuni italiani, dal più grande al più piccolo, anche seguendo le linee guida, insufficienti e lacunose ed anche queste non del tutto esaustive da parte dell’ANCI, hanno messo in moto le precarie macchine amministrative burocratiche per definire quali i criteri e i parametri necessari che i cittadini e le famiglie in difficoltà, avrebbero dovuto seguire per beneficiare del sussidio alimentare. A questi fondi nazionali ben presto si sono aggiunti anche quelli regionali.

Ma non tutti i comuni e non tutti i sindaci, pensiamo per quella libera interpretazione personale delle norme che in caso di crisi grave dovrebbe essere negata, hanno adempiuto per tempo a quanto gli organi nazionali disponevano.

Questo è il caso del sindaco di Sammichele di Bari, dott. Lorenzo Netti, che ieri durante una chiacchierata telefonica pubblica su Facebook (clicca qui per vedere ed ascoltare), ci ha informato che i sammichelini non stanno usufruendo dei cosiddetti buoni alimentari che stanno alleviando almeno in parte le difficoltà delle famiglie più fragili economicamente.

Ci fa sapere che:

considerato che già prima dell’Ordinanza della Protezione Civile il comune aveva organizzato gli aiuti anche attraverso la creazione di un banco alimentare solidale e visto che forse due settimane non sarebbero bastate per i provvedimenti amministrativi necessari che avrebbero dovuto portare alla consegna dei buoni pasto almeno per Pasqua, (come peraltro verificatosi in altri comuni), decide di “tirare” solo con le risorse raccolte con il banco alimentare per iniziare oggi, 14 aprile, l’iter burocratico amministrativo per utilizzare i fondi messi a disposizione dal Governo. E dalla Regione.

Quindi, secondo le linee guida dell’amministrazione comunale di Sammichele di Bari sembra di capire che il banco alimentare solidale cittadino non è visto come forma di sostegno complementare agli aiuti che provengono dal Governo Centrale, ma come addirittura sostitutivo.

Ma non solo su questo si è fermata la nostra attenzione.

Come mai, visto il personale comunale, così come asserisce il sindaco, non essere così numeroso da soddisfare i provvedimenti amministrativi in tempi celeri si decide solo oggi, due settimane dopo il provvedimento del Governo, di redigere il regolamento e di avviare la procedura che porterà all’assegnazione dei buoni alimentari?

Visti i tempi richiesti, non poteva essere iniziato due settimane fa?

Ma i nostri interrogativi non si fermano qui, purtroppo.

Il sindaco afferma che le famiglie in difficoltà presenti sul territorio hanno potuto, grazie al buon cuore dei concittadini, trascorrere le festività appena trascorse in serenità visto che sono state fornite di “ogni ben di Dio”.

E su questo siamo sicuri, come sicuri siamo che gli uffici preposti comunali conservino liste aggiornate di famiglie che, non navigando nell’oro, abbiano costantemente bisogno di supporto.

Ma considerato che il provvedimento del Governo andava e va anche incontro a quelle famiglie che a causa di questa crisi contingente ed improvvisa accusano difficoltà sino a ieri non verificatesi, quale la risposta delle istituzioni visto che è stato impedito loro, sino ad oggi e non si sa ancora per quanto tempo, di auto certificare la propria condizione economica al fine di richiedere l’aiuto?

E per concludere anche su un altro interrogativo non riusciamo a dare una risposta che ci soddisfi.

Perché “Minguccio”, povero da sempre ma oggi ancor di più, non può essere libero, nascondendo con dignità la sua povertà al figlio di cinque anni, di poter acquistare l’ovetto di cioccolato al latte senza regalo ed accontentarsi dell’ovetto di cioccolato fondente senza regalo solo perché quello solo ti passa il “buon cuore della gente”? Eppure lui avrebbe fatto a meno del panino con la mortadella per accontentare il figlio.

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