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Sono le “prime donne” della politica nostrana il problema?

Nica Ferri, presidente della Fondazione Don Sante Montanaro e a capo di una lista civica rappresentata negli incontri politici da Fabio Lisco e Pasquale Moramarco, suo marito, affida ad un giornale online la volontà di sfilarsi dall’ipotesi di accordo con il Partito Democratico per le prossime amministrative.

Quell’invito alla responsabilità da parte di Rocco Bagalà in accordo già con Giacinto Rella e Pino Gengo, cade nel vuoto.

Ma perché la Ferri non ha accettato l’invito?

Difficile credere che la causa potesse essere rappresentata da accordi e da percorsi politici visto che le ragioni dovranno ancora essere spiegate e che i documenti che dovranno sancire tale patto sono ancora in fase di redazione che ella stessa avrebbe potuto contribuire a stilare, ed allora perché?

Forse perché non poteva rivestire i panni di candidata sindaco?

Nel frattempo radio fante, in queste ore, sta facendo circolare la notizia, (non la crediamo possibile), che anche in ambito centro destra tale richiesta di candidatura era stata proposta e non accettata. Ed a proposito di radio fante, anche una lite furibonda fra Giuseppe Nitti e Pinuccio Fortunato occupa l’etere.

La Nica Ferri, ricordiamo, creatura anch’essa nata dall’avvocato Alessio Nitti che pretese partecipasse alle primarie con Vito Cessa  per stabilire chi fra i due dovesse rivestire il ruolo di candidato sindaco, eletta dalle opposizioni nella scorsa consiliatura alla presidenza del consiglio e poi passata anima e corpo nelle braccia della maggioranza almeno sino alla sua caduta rovinosa con quella mozione di sfiducia a cura delle minoranze, cercherebbe alleanze fuori dell’antico flirt con il PD per approdare non sappiamo ancora dove.

La Casamassima politica, non ancora pronta per un governo di responsabilità ormai improcrastinabile, risponde all’invito che da più parti vien fatto rispondendo in modo sgraziato: e così, alla non negoziabile candidatura di Giuseppe Nitti e di Lorenzo Ronghi e a quella che crediamo presto si aggiungerà di Antonello Caravella, passando da quella di Agostino Mirizio, si potrebbe aggiungere anche quella della Ferri se le notizie di radio fante fossero confermate.

E così, in vista delle prossime amministrative che si terranno domenica 10 giugno 2018 con l’eventuale turno di ballottaggio al 24 sempre di giugno, il clima si arroventa sempre di più con così tanti soggetti in campo, tutti prime donne non trattabili, che pensiamo siano animati più da vanagloria personale che dalla volontà di mettere al primo posto gli interessi generali del paesello e dei suoi abitanti.

 

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