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Lettera a San Rocco

San Rocco, questa lettera è confidenziale.

 

Caro San Rocco,

da oggi inizierà il periodo in cui Casamassima ti renderà grazia e ti ricorderà come ormai da secoli fa. Si sta provvedendo nella  sistemazione le ultime cose, si provano le lampadine colorate che inonderanno di luce il tuo cammino, si chiudono le strade e se non fosse per questa fastidiosissima pioggia che mette in pericolo i fuochi fantasmagorici e pirotecnici, tutto sarebbe bello.

Quest’anno i nostri fratelli del centro Italia hanno subito, come ben sai, l’offesa mortale di un terremoto che ha mietuto così tante vittime.

Molte delle quali bambini.

Ed è proprio in virtù di questo avvenimento luttuoso che ha coinvolto così tante anime innocenti, ti chiedo una grazia:

«Manda a casa il Sindaco Cessa e sua inconcludente amministrazione che tanto danno sta portando proprio nei confronti di quei bambini che non meritano quanto si sta perpetuando e che il sindaco e la sua amministrazione, mettono in atto, senza vergogna».

Come ben sai due scuole a Casamassima, la Rodari, elementare e la Collodi, scuola dell’infanzia, sono oggetto di manutenzioni straordinarie. Sono due cantieri a cielo aperto che capisci bene qualche preoccupazione, nei genitori dei piccoli studenti che le frequentano, le hanno sollevate e legittimate da tempo. Sembra che una soluzione per i piccoli della Rodari sia stata trovata, anche se personalmente nutro forti dubbi che la sicurezza e l’incolumità dei frequentanti, bambini, personale docente e non, sia condivisibile.

Il far entrare ed uscire i bambini in orari differenti e senza un’effettiva “uscita di emergenza” dal complesso scolastico, visto che solo su via Boccaccio è presente l’entrata e l’uscita, non la trovo, ma questo è un parere personale, sicura al 100%. Non voglio immaginare cosa potrebbe succedere se su quella via in cui è stato previsto il divieto di sosta solo su un lato della strada cieca, si verificasse un qualsivoglia inconveniente che mettesse in grave difficoltà i bambini che dovrebbero uscire su una strada con problemi magari di viabilità impedita da cause naturali o materiali.

Ma se per la Rodari una discutibile soluzione si è trovata, questo non vale per la Collodi, scuola dell’infanzia.

Il sindaco e il suo fido para fulmini, ma non meno responsabile assessore Andrea Palmieri, responsabile dell’edilizia scolastica, credevano di trovare soluzione al problema dell’inagibilità della scuola, trasferendo i bambini presso l’istituto superiore Majorana. Peccato però, nonostante avessero giurato e spergiurato che i lavori di adeguamento del superiore erano imminenti e risolutivi, si accorgevano che tale soluzione non poteva concretizzarsi probabilmente per il fatto di essersi dimenticati che quell’istituto, nella disponibilità del Majorana da un punto di vista didattico non lo era come “proprietà” dell’immobile visto che risulta proprietaria ancora la banca che ne ha concesso i mutui per la costruzione.

Sembra anche che non abbiano trovato neanche i soldi per quell’intervento.

La gravità è nel fatto che il sig. sindaco Cessa sapeva che quei lavori erano stati autorizzati dal Ministero Pubblica Istruzione e che già dal 9 aprile 2015, grazie al lavoro svolto dal Commissario Prefettizio il piano economico era stato approvato e che i lavori erano stati affidati all’impresa Edilsystem srl di Molfetta il 31 dicembre 2015.

Capisci San Rocco?

Il sindaco e l’amministrazione sapevano tutto già dalla fine del 2015 e si ricordavano colpevolmente di cercare di risolvere la questione a fine  agosto di quest’anno attraverso una Delibera di Giunta, tardiva ed inutilmente redatta ed approvata. Ora tu mi chiederai, vista la gravità del fatto che avrebbe portato ad una possibile non frequenza dei piccoli studenti nelle scuole, il sindaco si sarà attivato per tempo?

E no, caro San Rocco. Il sindaco nonostante sapesse a cosa andava incontro sapendo che una soluzione andava trovata per tempo, che fa? Preferisce non rinunciare al periodo di ferie. In Grecia è andato.

Quindi anche il mese di agosto, a lavori iniziati, a buchi fatti a movimento terra effettuati, lui in vacanza è andato.

Bastasse solo questo, il Tuo provvidenziale intervento sarebbe necessario per farlo tornare a casa con la pletora dei suoi più incalliti sostenitori.

Se vuoi, però, ti do altri elementi di valutazione affinché la Tua opera purificatrice ci liberi una volta per sempre da questo sindaco.

Messo alle strette e non avendo soluzione per quei circa 200 bambini, dei loro genitori, delle maestre, del personale docente e non, si inventa una “pazzia” che solo lui poteva mettere in campo.

Considerato che le classi della Collodi sono 9, lui pensa, da grande stratega di risolverla a suo modo e cosa partorisce?

Scrive:

…. 4 aule (più una per disabili) presso la Collodi e due presso la Ciari, dimenticando di menzionare anche le altre 3 classi che rimarrebbero fuori da questa sistemazione “provvisoria” e senza senso. Probabilmente i bambini di tre anni che per la prima volta si affacciano nel mondo della scuola, vengono lasciati fuori. Ti devo spiegare questo che cosa potrebbe significare per quei piccoli cittadini e per le loro famiglie? Penso non ce ne sia bisogno.

E il servizio mensa non più garantito nelle sale apposite?

Ma non è solo questo incomprensibile, ma anche il fatto che il Cessa scriva  (più una per disabili) , non sapendo che le classi che lui crede esistano, quelle dei disabili, non esistono più ormai da decenni.

L’umano in questi anni ne ha fatti di passi in avanti, nonostante le guerre. Ma lui sembra non saperlo.

Il sindaco, nonostante sia un “cattolico apostolico e romano” e nonostante abbia fatto per tanti anni il boy scout, pensa ancora che la disabilità debba essere ghettizzata attraverso classi lontane e circoscritte e quindi in luoghi chiusi e ristretti al di fuori e lontano dai cosiddetti normali. Secondo me, caro San Rocco, qui si manifesta la completa ignoranza, non solo delle leggi dello Stato che regolano i rapporti umani anche all’interno delle Scuole, ma  la convinzione completamente sbagliata di questo credente, di quali siano i valori della solidarietà cristiana ed umana che anche Papa Francesco cerca di inculcare. Non vorrei che simile atteggiamento, mi riferisco a quello del sindaco, non voglia manifestarsi magari nella convenzioni che le classi non solo dei diversamente abili, dei bianchi, dei neri, degli alti e dei bassi, dei biondi e dei castani, dei cattolici e dei mussulmani e così via, non siano un suo preciso intendimento.

Caro San Rocco mentre si sentono gli “spari” che annunciano la tua festa e mentre questa pioggia ci tiene lontano dalla Tua Sacra immagine, ti chiedo umilmente di ascoltare la mia preghiera e non solo la mia.

In subordine, caro San Rocco, provvedi ad inoltrare formale disdetta anche all’assessore alla pubblica istruzione, Giuseppe Cristantielli, che non ha sentito il bisogno di dire una parola, neanche di scuse.

Grazie per l’attenzione.

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