Loading

L’isola che non c’è.

La legge ingiusta è in sè e per sè una specie di violenza.

A maggior ragione lo è il venir arrestati per averla infranta.

(Gandhi)

E così, massimo per mezzanotte, i bidoncini dei rifiuti dovranno essere posti fuori da ogni abitazione per permetterne il ritiro che non partirà, a quanto raccontano le cronache, che alle 4 di notte o di mattina, orario in cui i dipendenti della COGEIR prendono regolarmente servizio.

Accanto a questa novità, pubblicizzata attraverso l’utilizzo di social e di auto munita di altoparlante che lunedì scorso un giretto per il paesello si è fatto, l’altra grossa novità sono le ammende e le contravvenzioni che, da oggi, certificate ed elencate nero su bianco, colpiranno i trasgressori che errori commetteranno nel conferimento dei rifiuti.

Si passa dall’ammenda se “erroneamente” o “volontariamente” si deposita un rifiuto nel contenitore bidoncino sbagliato, a quella che prevede una contravvenzione per il mancato conferimento nel giorno fissato per quel determinato rifiuto; se poi, pile esauste, farmaci scaduti, deiezioni canine vengono depositati nei cestini gettacarte, o se si dovesse continuare a non farla, la differenzazione, altra ammenda. Anche nel caso in cui rifiuti pericolosi tossici e/o infiammabili (etichettati T e/o F), quali prodotti per la pulizia della casa come l’ammoniaca, la candeggina, la trielina,  i disotturanti, o prodotti utilizzati per il giardinaggio, come i biocidi e fitofarmaci, o quelli per l’igiene personale quali cosmetici, bombolette spray, lucidanti e detergenti oppure quelli utilizzati per il fai da te come vernici, colle, diluenti e solventi o per le cartucce toner, lampade a fluorescenza, ecc., oli minerali, batterie esauste, farmaci scaduti,  dovessero essere posti gettati senza rispettare le norme di smaltimento, la stangata colpirà l’ignaro inquinatore seriale.

Non dimentichiamo anche che saranno multati sia i fumatori che getteranno la cicca in strada che coloro i quali dovessero continuare ad abbandonare ingombranti, divani, materassi, frigoriferi ed arredi vari, in giro.

Tutto, però, comprese le ammende e le contravvenzioni, in assenza totale di un’isola ecologica, cioè di un luogo deputato a raccogliere quello che nei bidoncini domestici non può essere smaltito e/o conferito.

Come sapete ormai tutti, dal 13 febbraio scorso, anche per l’ultima zona del paesello a sud est, è iniziata la raccolta porta a porta. Per il momento, a parte solo un’apparente “pulizia” visiva, visto lo stato in cui versano molte strade interpoderali o di campagna intorno a Casamassima, invase da buste abbandonate e da rifiuti di vario genere, non penso che lo spirito che abbia prevalso sia quello ecologista.

Probabilmente degli errori o delle valutazioni errate sono state fatte.

Cerchiamo di analizzarle.

Tralasciando volontariamente il contratto che ci vede all’interno dell’ARO 5, focalizziamo l’attenzione sul resto.

I bidoncini, contrariamente a quanto ci si aspettava, non sono stati consegnati porta a porta e quindi utenza per utenza, ma sono stati, come sappiamo, ritirati dai cittadini nei centri mobili di consegna messi su dall’ARO 5 e dalla COGEIR: dal campo sportivo a largo Padula o al Barialto. La mancanza di consegna da parte dell’incaricato comunale o dell’impresa del bidoncino all’utente finale, ha permesso il non possibile riscontro immediato fra l’utenza domestica, la residenza di quella utenza e la posizione contributiva dell’utenza stessa.

In poche parole, il censimento delle utenze è mancato.

Se visito la casa A per consegnare i bidoncini, verifico se quella residenza esiste veramente, a chi è intestata e se l’occupante paga regolarmente le tasse, dei rifiuti in questo caso, oppure no. Per quale motivo un nucleo familiare che non denuncia o mai ha denunciato la propria residenza o domicilio presso un immobile ricadente sul territorio comunale e quindi mai ha sognato di pagarne le tasse, dovrà avere la voglia di andare a ritirare i bidoncini colorati per la raccolta differenziata?

Non si servirà della “campagna” per smaltire i rifiuti che produce? Perché dovrebbe auto denunciarsi?

A questa madornale «svista», a cui sicuramente qualcuno saprà dare risposta, noi non ne abbiamo al momento, si potrebbe aggiungere che il passaggio repentino da un giorno all’altro, senza un normale periodo di rodaggio dall’utilizzo dei cassonetti alla strada a quelli individuali, non pochi problemi ha creato e continua, aimè a creare.

Si è fatta partire la «differenziata porta a porta», ma se si fosse concesso un tempo sufficientemente necessario per il passaggio graduale al porta al porta a regime, magari lasciando ancora per un paio di settimane i cassonetti alla strada, si sarebbe dato modo anche ai più distratti di capire che i bidoncini non andavano utilizzati come arredi supplementari al soggiorno, ma per riporre i rifiuti che qualcuno avrebbe preso in consegna. Zia Maria e nonna Rosa avrebbero avuto il tempo di abituarsi, di organizzarsi con gli orari, di chiedere aiuto e di capire cosa diavolo avessero dovuto fare con le cozze maledette che come le ostriche sono, anche se costano decisamente meno.

I vari gruppi sorti come funghi sui social avrebbero “sfraganato” meno i “gabbasisi” ed il “terrorismo psicologico” che la raccolta porta a porta ha causato in larghi strati di popolazione, avrebbe avuto toni meno traumatici e più collaborativi.

Il panico al limite dello spasmo cardiaco, però, ha procurato l’ordinanza che fissa le pene, per fortuna non corporali ma solo pecuniarie, ai trasgressori, come per esempio a zia Maria e nonna Rosa, compreso il cugino Biagio.

Spasmo dovuto al fatto che nonostante si riconosca che ci sono dei rifiuti, diciamo speciali, che per essere eliminati, hanno bisogno di una procedura diversa, questa procedura è negata e nonostante sia negata, si prevede l’ammenda. Per molti dei rifiuti menzionati nell’ordinanza sarebbe prevista la consegna direttamente all’interno del CCR ed allora mi chiedo per quale ragione si sia sentito il bisogno di procedere con questo elenco dettagliato di sanzioni in assenza di un CCR (Centro Comunale di Raccolta, o Isola Ecologia, come meglio credete)?

Perché stabilire un’ammenda che potrebbe andare da un minimo di 25 € ad un massimo di 500 € nel caso in cui si getti per sbaglio o per imperizia dall’avanzo del prodotto per l’igiene personale come per i cosmetici al rimasuglio della vernice o del disotturante o alla bomboletta spray?

Cosa vuol dire?

Che tutti i cittadini dovranno conservare e custodire gelosamente tutti questi rifiuti speciali, magari i contenitori per la lacca dei capelli, in casa e in un luogo idoneo sino a quando il comune non metterà a disposizione un centro di raccolta comunale?

E quanto dovrà essere sufficientemente spazioso questo luogo casalingo, magari anche per mettere a dimora il piccolo apparecchio elettronico da gettare, o il rimasuglio del telecomando andato in pezzi, o la radiolina che proprio non ne vuole sapere di funzionare?

Ma se avessimo tutti atteso la nascita e l’istituzione del centro di raccolta, peccato avremmo commesso?

Misteri della fede.

Annunciamo il porta a porta con le ammende senza “l’isola che non c’è”.

Per il momento andiamo incontro ad un aumento delle tariffe senza uguali.

Per il risparmio ci sarà tempo.

Come per morire.

 

Commenti

commenti

Rispondi