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L’umanità del terzo millennio.

Da qualche giorno qualcuno lamenta il fatto che quella foto con quei bambini ripescati morti sulle coste libiche sarebbe un’offesa alla dignità umana e solo becera strumentalizzazione. La becera strumentalizzazione dovrebbe essere quella di chi, non in linea con le decisioni assunte dal governo italiano, per malignare su di esso, speculando sulla morte di quei bambini si servirebbe dei loro corpicini per denigrare le scelte di Salvini e Di Maio.

E poi, cosa cazzo volete: sono morti lontano, sulle coste libiche e non su quelle salentine o siciliane. Perché mai dovremmo essere considerati complici per delle morti a centinaia di miglia da noi? Cosa centriamo noi con quei bambini?

Ma nessuno che abbia il coraggio di chiedere a Pietro Bartolo, medico eroe di Lampedusa, cosa rappresenti per lui salvare una vita quando la tua vita non vale altro che un numero su una tabella di morte.

Anche Roberto Fico, osannato nelle file del Movimento 5 Stelle perché prende il bus per andare a presiedere i lavori alla Camera, non in sintonia con le decisioni del governo giallo verde, attraversa un momentaccio vista al sua volontà dichiarata di avere i “porti aperti” che tanto stona con le decisioni fascio leghiste movimementiste del duo Salvini Di Maio.

Compreso Toninelli.

E così mentre Lucia Borgonzoni, sottosegretario ai Beni Culturali, dichiara candidamente che ora, dopo tre anni di inattività culturale, sarà costretta a leggerlo qualche libro ed andare a teatro o al cinema per tenersi informata su quello che fa cultura visto il nuovo incarico di governo, le donne e gli uomini di questo Paese si interrogano se sia il caso di pubblicarle quelle foto che fanno così tanto male al cuore che sarebbe meglio tenerlo lontano da quegli shock emotivi che scuotono le coscienze.

Cioè, fateci capire, voi siete emotivi e quindi noi per salvaguardare la vostra integrità psicofisica non dobbiamo farvi vedere la foto che ritrae 3 bambini che neanche un anno hanno compiuto e che sono morti in mare annegati perché voi i porti chiusi volevate avere?

Per non parlare poi di quelli che, come le capre in cammino verso l’erbetta sulla montagna, si affannano a provare e riprovare che quelli non sono bambini veri, ma semplici bambolotti, non sappiamo se gonfiati con l’alitosi boriosa che si ritrovano in corpo e quindi soggetti inermi in plastica gommosa per una ricostruzione filmica da far invidia a Spielberg.

Un po’ come quelle ricostruzioni fantasiose della storia che i campi di sterminio non sono mai esistiti e sono solo un’invenzione dei buonisti che per parlar male di Hitler e Mussolini, le persecuzioni e la camere a gas sono riusciti ad inventare.

Ma quei bambini, quei morti, sono veri e hanno pagato inutilmente con la vita la nostra povera e misera esistenza di analfabeti funzionali che neanche le istruzioni del mobiletto Ikea riescono a decodificare figuriamoci i flussi migratori, la storia e la geo politica.

Il Centrafrica, il Congo, la Nigeria, la Siria, la Palestina, l’Algeria, il Sudan, non sono squadre di calcio, ma luoghi dove, come qui, vivono uomini, donne e bambini, il più delle volte più poveri dei nostri poveri che vorrebbero trovare una via di scampo a guerre, persecuzioni, malaffare, corruzione, povertà, sperando che ci sia ancora una parte di mondo pronta ad ospitarli.

Il colonialismo politico culturale ed economico lasciamolo stare per il momento: troppo difficile per noi.

E con i nostri di poveri, che facciamo?

Il governo del cambiamento giallo verde, ha messo già in cantina il reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia qui al sud, inondando la plebe che come la pecora il cane guida segue, affermando che prima bisogna estirpare il male assoluto: i migranti. Poi bisognerà censire i rom che agli angoli delle strade rompono le palle e poi rubano pure, passando dai vitalizi.

Intanto mezz’ora di internet gratis a tutti ci garantiranno.

Finita l’ondata dei meridionali ascari con le corna che affollano come in uno stadio Pontida, si comincerà a sistemare pure loro che di una classe di governo hanno bisogno, forse con qualche muro perimetrale, tipo quelli che Garibaldi non ebbe il tempo di costruire, perché abili come la Lega con quella mancata restituzione dei 50 milioni di sovvenzionamento “rubato” da Belsito e Bossi e il Trota, non sono capaci proprio.

Ma quelle foto, al di là dell’inesistente giudizio che questa gente ha, stanno solo a testimoniare che quella “guerra” alle ONG, al diverso, all’uomo nero, all’estraneo che alla nostra tavola si vuol accomodare senza averne diritto, rappresentano e rappresenteranno il macigno che le coscienze di lor signore e lor signori, si porteranno dietro sino all’ultimo. Nessuno discute su come tentare di risolvere una questione che guardate bene, non ha dimensioni nazionali o continentali, ma planetarie. Nessuno si pone il problema di quali siano le ragioni di tali spostamenti di masse indistinte di esseri umani che essendo consci di far rischiare ai propri figli finanche la vita, la mettono a rischio pur di trovare forse quella pace e quella parvenza di serenità che nella propria terra è andata perduta.

E se poi a chiacchiere ti fanno credere che basterà un summit europeo a risolvere il caso, tu credici e se qualcuno nel frattempo muore in mare o nel deserto, che te frega.

Si preferisce allo studio e all’approfondimento, pensare che tutto possa essere risolto attraverso i campi di accoglienza (leggi prigionia) costruiti in Libia, distrutta per mano francese, ed oggi con Macron più che mai contro l’immigrazione, purché l’integrità della razza, quella italiana e quella europea con il crocifisso in classe, non sia contaminata.

Prima gli italiani, grida qualcuno.

E se poi questi italiani siano o no capaci di scendere in piazza, la loro di piazza, contro lo jobs act, la disoccupazione con punte altissime al sud, le scuole a pezzi, i servizi che mancano, i treni fatiscenti al sud con le carrozze nuove fiammanti al nord, per la sanità fra pochissimo solo per chi se la può permettere, per gli esodati, per le pensioni, per i giovani e per gli anziani, non importa.

Per il momento l’uomo nero al di fuori dei confini dello Stato Regio deve rimanere e se poi muore per quei due euro al giorno raccogliendo pomodori nelle campagne pugliesi, chi se ne frega: il lavoro a noi è venuto a togliere. Ben gli sta.

Ma abbiate fede: la domenica in chiesa una preghiera in ginocchio ci sarà affinché le vostre anime siano accolte nelle braccia di qualche dio volenteroso.

Non vi lasceremo soli.

 

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