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Ma a Casamassima c’è il Movimento 5 Stelle?

Mentre nel resto della penisola italica il Movimento 5 Stelle cerca maldestramente di districarsi fra le tessere elettorali strappate in piazza nel Salento per la TAP che in quindici giorni doveva essere bloccata, parola del Dibba, ma che con loro al Governo si deve “fare”, fra le manifestazioni di forte dissenso nei confronti della Raggi a Roma, passando dall’ILVA sino ad arrivare al condono per Ischia sulle case abusive, transitando sul ponte di Genova che mai alle Autostrade ma in fin dei conti possiamo soprassedere  e alla “pace fiscale”, così la chiamano loro il favore che si fa agli evasori, al paesello a sud est la grande metropoli, tutto tace e tutto passa in sordina.

Votando favorevolmente le linee programmatiche del governo Nitti, che nonostante fosse un “ciambotto”, molto ha del loro programma, come sostiene il volto storico dei grillini nostrani Antonello Caravella, stanno passando in sordina atti amministrativi e decisioni senza che un pensiero venga espresso o vergato su quelle pagine che ci inondano da mattina a sera di copia ed incolla zeppi di giustificazioni firmate Di Maio o Conte. Nel loro mondo costellato di nulla condito di nulla, nessun accenno agli “affidamenti diretti”  che se ci fosse stato il PD, sai che noia sai che barba il leggerli tutti i giorni. Come il nulla sulle scuole e sul dimensionamento scolastico e come niente di niente sulla esternalizzazione dei servizi. Naturalmente zero anche sulle  strane convergenze partitiche che quelle linee programmatiche hanno votato con favore.  Indaffarati come sono a crocifiggere Moscovici che boccia la loro manovra finanziaria in Europa che con la complicità dei fascio leghisti ci vorrebbero far passare come fosse la “ridistribuzione della ricchezza”, (si, ma dai ricchissimi ai più ricchi escludendo i poveri), sono più interessati a inseguire e addirittura anticipare le iniziative di Nitti che ad un costante e capillare controllo e vigilanza sull’amministrazione. E così li scopriamo fortemente critici nei confronti della Fondazione Montanaro, interessati alle colonnine di ricarica per le auto elettriche e, folgorati da quell’odore fiabesco dei fiori di arancio ne disvelano l’anima ecologista con quegli alberi che andranno a piantare con l’altro pollice verde di Casamassima che in questo momento, indossata la fascia tricolore non ha più tempo per imbracciare la falciatrice.

E tanto per essere coerenti con loro stessi, soprassedendo i problemi reali del paesello a sud est, danno voce alla polemica che vede una loro consigliera regionale estromessa da una commissione inficiando, secondo loro, il sacrosanto diritto per ogni consigliere di far parte delle commissioni secondo il principio di proporzionalità del gruppo politico di cui sono espressione. Peccato che tale principio, che vale per loro e non per gli altri, gli stessi penta stellati non abbiano sentito la necessità di applicarlo anche alle commissioni permanenti del paesello.

Che volete fare: so ragazzi e in quanto tali sono  tutto e il contrario di tutto.

E poi, che ve lo diciamo a fare: quando un illustre buongustaio è anche un perfetto cuoco che sapientemente sa miscelare al meglio gli ingredienti che solo il guardarlo ti fa venire fame, il ciambotto buono assai diventa.

 

 

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