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Ma che vor dì

Ha visto la presenza anche del sindaco, la conferenza dei capigruppo che ieri avrebbe dovuto scegliere la data in cui tenere quel consiglio comunale, richiesto a gran voce dai Nitti, in cui, chiamata a raccolta la maggioranza, la stessa si sarebbe dovuta esprimere, contarsi, e firmare, con un “voto di fiducia” l’appoggio al sindaco ed alla sua amministrazione tecnica (?).

Ma contrariamente alle aspettative ed all’ennesimo bluff della dinastia Nitti, invece che tenerlo entro quei 10 giorni improrogabili che l’ultimatum imponeva, che sarebbero dovuti scadere il 23 febbraio, il consiglio viene fissato per il 6 marzo prossimo alle ore 16.30.

La potenza roboante della coerenza.

Si scopre che il consiglio viene fissato per deliberare circa l’ipotetica firma, sembra ancora non avvenuta, di quel crono programma dettagliato richiesto dai Nitti’s, così lo definisce il sindaco, da parte della giunta comunale. La Giunta Comunale, unica responsabile del crono programma dettagliato e puntuale come un orologio svizzero che la inchiodi al giorno, minuto e secondo e che cadenzi le opere da realizzare.

Che «pontifichi»: almeno quello.

Ora che la delibera di giunta di cui parla il sindaco non sia stata portata a «testimonianza» su quanto un Consiglio Comunale deve deliberare (?), non è dato sapere, non solo nei confronti dei cittadini, grave, ma neppure nei confronti dei consiglieri comunali, gravissimo.

Ma si sa; ormai anche i luoghi deputati ed istituzionalmente riconosciuti per le normali attività politiche ed amministrative gestionali di un Comune, sono diventati a Casamassima, grazie a questa amministrazione, botteghe di partito, sottoscala, angoli di strada, studi professionali o bar di periferia atti a risolvere le beghe interne ed accordi più o meno sottobanco che stanno permettendo il mercimonio della vita amministrativa di un ente quale rappresenta il Comune. Volevano l’aula consiliare i Nitti per contare quanti e quali i soggetti disposti, nascondendo la testa sotto la sabbia, sono disponibili ad alzare ancora il pollicione all’insù nei confronti di un sindaco che vedrebbero tutti beatamente a casa. Con una giravolta da capogiro, nel frattempo, il pollice verso del giovane rampollo Giuseppe Nitti, da giù, attraverso un salto mortale triplo carpiato, è divenuto così su che la Luna toccherà a momenti. Cosa avrà mai visto di così positivo per il paesello a sud est ora che sarà lui a vederne la fine attraverso l’oblò dell’astronave che lo deposita sulla nuova stella cadente Nittifloor, è un mistero.

Peccato che l’esponente di Libera Casamassima, nulla dica intorno all’unico logico, razionale e consequenziale punto all’ordine del giorno di quel consiglio comunale voluto e preteso, se vi è concretamente la fiducia al sindaco o meno attraverso un voto palese. Sarebbe sottinteso per il Nitti, grande stratega e per il Cessa sindaco, che le dimissioni sarebbero l’unica strada in caso di voto insufficiente, ma si guarda bene dall’esporsi a tale logicità, lui, che della logicità e del raziocinio, ha fatto arma da guerra. Povero consigliere il Giuseppe, impegnato come sarà per oltre tre quarti del tempo che una giornata gli mette a disposizione, escludendo quelle poche ore di sonno che gli son rimaste inframmezzate da incubi e cadute repentine dal letto, il dover spiegare a quei 500 elettori che di lui hanno avuto fiducia questo repentino “volta-posizione” a 360 gradi che da pubblico ministero nei confronti di un sindaco e di un amministrazione inefficiente e brancaleonide, lo vede vestire i panni di un comune e banale avvocato d’ufficio.

Ma la politica è questa, ed è grazie anche a un PD senza più guida, senza più né capo né coda e di cui a gran voce si chiede un repentino cambio di direzione, che il Nitti e i suoi nuovi adepti hanno trovato terreno fertile e riprodursi per portare a termine un’operazione che oltre a nascondere le vere ragioni di una giunta tecnica senza uguali, a detta di molti, continua a mentire sulle vere ragioni che stanno portando l’agonia del Cessa sindaco al parossismo.

E così vedremo il Nitti d’amore e d’accordo con il sindaco, con la Ferri nemica giurata, con il segretario comunale distratto che pareri non dà e che tanto veleno gli ha fatto fare in consiglio, con la Borracci e le sue ipotetiche incompatibilità, con gli esposti al genio civile per le scuole, con le analisi delle acque in contradditorio con quelle del sindaco, con la difesa dei più deboli, o con le guerre contro il Rella e il Manzari…… insomma, un Don Chisciotte senza Mancia, o con tanta Mancia, disposto a sacrificare tutto se stesso per il bene del paesello.

Benvenuti a Nitticity.

A proposito, viste le dimissioni del consigliere Raffaele Bellomo pervenute in data 20 febbraio, cara Presidente del Consiglio e carissimo nominato sul campo garante della legalità Giuseppe Nitti, lo avete letto l’articolo 66 dello Statuto Comunale di Casamassima?

Scusate, ma che vor dì, il Consiglio, entro e non oltre dieci giorni, deve procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari?

Non è che dopo la capigruppo di ieri sarete obbligati a fissarne un’altra visto che secondo norma il Consiglio Comunale dovrebbe essere fissato entro il 2 marzo in virtù di questo banalissimo articolo Statutario?

Che mattacchioni che siete.

Ribenvenuti a Nitticity.

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