Loading

Ma chi “comanda” a Casamassima?

Riepilogo delle puntate precedenti.

Consiglio Comunale del 10 aprile 2017.

Le minoranze presentano una mozione di sfiducia sulla Presidente del Consiglio Nica Ferri.

A favore votano gli 8 di minoranza (Latrofa, Savino, Mazzei, Carelli, Petroni, Caravella, Verna e Fortunato) e 1 di maggioranza (che sia molto probabilmente Giuseppe Nitti?);

7 contro (Manzari, Borracci, Ferri, Cessa, Rella, Nero e Zizzo);

1 scheda bianca (quella di Nicola Guerra).

Consiglio Comunale del 18 maggio 2017.

La maggioranza abbandona l’aula, compreso il sindaco, quando all’ordine del giorno è previsto il voto sul nuovo Presidente del Consiglio. Il Consiglio viene sciolto.

Consiglio Comunale del 26 maggio 2017.

La consigliera Arianna Zizzo, attraverso un comunicato pubblico informa la cittadinanza tutta che i consiglieri di maggioranza, compreso il sindaco, non parteciperanno ai lavori del Consiglio Comunale lasciando l’incombenza di votare il nuovo/a Presidente del Consiglio, alle minoranze. Il Consiglio non si tiene perché la maggioranza non garantisce il numero legale.

Consiglio Comunale del 29 maggio 2017.

Per la maggioranza si presenta il solo sindaco.

Le minoranze provvedono a votare come Presidente del Consiglio la Giovanna Nero e come vice Nicola Guerra. Entrambi consiglieri di maggioranza.

Non trascorrono neanche 24 ore che ambedue si dimettono dalla carica.

La maggioranza non ha mai fatto mistero di non possedere fra le sua fila una consigliera o un consigliere che possa ricoprire la carica di Presidente del Consiglio. Certamente non per incapacità, ma per opportunismo frammisto a scandalosi giochi di equilibrio, il soggetto che possa ricoprire il ruolo non esiste. La Ferri ambirebbe a ritornare presidentessa, ma il Nitti e forse non solo lui, a quel ruolo proprio non la sopporta.

Si potrebbe affacciare la candidatura del Nicola Guerra, ma anche questo nome non raccoglie la fiducia dei suoi amici di maggioranza. Avremmo voluto vedere il Nitti sponsorizzare questo nome, vista anche l’identità di vedute con Civicamente per quanto riguarda il nuovo assetto politico amministrativo sulla giunta tecnica e su quel famoso crono programma del nuovo corso, ma tale avvallo non c’è stato.

Ed allora vorrebbero provare con la Pasqua Borracci la quale potrebbe restituire al PD quello che il sindaco ha pensato bene di togliere defenestrando quei 3 assessori. Ma anche per questa candidata, vista anche la mozione di non compatibilità presentata dal Nitti con le minoranze su quel famoso caso Palestrone, ci sembra difficile la sintesi.

A questo punto, la maggioranza sempre più incartapecorita su se stessa vorrebbe tentare un incontro con le minoranze per dirimere la questione. Ma anche l’ipotesi di questo incontro sembra sbiadire. Come potrebbero giustificarlo? Rivolgersi alle minoranze per districare la matassa delle incomprensioni nella maggioranza?

Ieri sera il colpo di scena.

Giuseppe Nitti, attraverso la pagina facebook di Libera Casamassima, tira fuori il cilindro dal coniglio (e non viceversa) e dichiara candidamente che quando sarà chiamato ad esprimere un voto sulla Presidenza del Consiglio, voterà o scheda bianca oppure annullerà il voto.

Sul giudizio che gli elettori del giovane avvocato Giuseppe Nitti vorranno dare non ci esprimiamo, visto che un consigliere comunale non dovrebbe mai annullare volontariamente una scheda di voto, molto poco istituzionalmente corretto, ma qualcosa di rilevante politicamente, la potremmo anche dire.

Il Nitti, difficile qui stabilire se il consigliere o il segretario politico di Libera Casamassima, ci sembrano un tutt’uno, ha fortemente voluto questo nuovo corso politico amministrativo. Difficile sarebbe il non credere che la Giunta Tecnica e il crono programma non siano stati una boccata d’ossigeno alla canna del gas cui questa sindacatura era destinata da tempo. Ma avendo contezza che qualcosa non continuava a quadrare sul modo di far politica, troppi cambi di casacca, prima con la maggioranza, poi con le minoranze e poi di nuovo con la maggioranza, salvando il sindaco da una fine che tutti si aspettavano, tentano maldestramente di tenere il banco non avendo più né la capacità, né la verve dei primi tempi. Quest’ultima dichiarazione, peraltro scritta e lasciata ai posteri, ci consegna una politica stanca, neanche demo-cristianamente più accettabile, più legata all’apparire che all’essere.

Il protagonismo di Libera Casamassima e dei suoi politicanti di riferimento, che ci ricordano molto i cazzavoni di qualche tempo fa, amano il palcoscenico e senza di esso, nella buona come nella cattiva sorte, non potrebbero continuare a vivere.

Ed eccolo qui, il giovane consigliere di prima nomina, inesperto, saggio e preparato, cadere nella stessa sua trappola che ha contribuito a costruire per tutti gli altri, in questi due anni di consiliatura.

Il Nitti sempre e comunque protagonista indiscusso.

Prima con il giochino dalle primarie allorquando riesce a mettere all’angolo l’armata PD che le accetta non senza patemi;

poi la lotta senza uguali nei confronti del sindaco che non riesce ad assicurargli quella presidenza del consiglio così caldamente agognata e pretesa senza successo;

la rottura con la Ferri, sua candidata a sindaco, che mai avrebbe dovuto “accettare” la carica di presidente del consiglio votata per giunta dalle minoranze,

le mozioni e le interpellanze sempre più pungenti sull’amministrazione e sulla sua maggioranza;

l’uscita dalla maggioranza con il suo j’accuse da applausi;

il cercare, con la complicità delle minoranze che mai si sarebbero aspettate un alleato loro malgrado, di scardinare il potere del sindaco e delle mille maggioranze che andavano formandosi;

il cercare nelle maggioranze alleati che potessero, con il favore dei numeri, scardinare la fascia.

Poi avviene l’impensabile. Ancora oggi per molti misterioso.

La maggioranza perde due pezzi, Verna e Fortunato, e lui, il Nitti, invece di rafforzare la minoranza per finalmente scrivere la parola fine al previsto quinquennio di Cessa, corre al suo capezzale.

Perché?

Si inventa, con l’appoggio di Civicamente, poi lasciata al suo destino, il crono programma e quel rimescolamento di giunta che si traduce in tutti a casa, compresi i tre assessori del PD e la formazione della giunta “tecnica” senza orpelli con la politica del paesello a sud est. (?)

Da ultimo, ma non ultimo, il togliersi dalla scarpa quel sassolino fastidioso rappresentato dalla Ferri e l’appoggio, non può che essere suo, al suo defenestramento.

Ora, o il Nitti è uno stratega senza eguali, oppure la politica del paesello a sud est è condita da ingredienti andati a “male”, “indigesti”, “scaduti” o di importazione non controllata.

Dovrebbe essere la maggioranza a tirare le somme?

O il sindaco, che per il bene del paesello dovrebbe lasciare ad altri il compito di governare visto il commissariamento in atto?

Oppure dovrebbero le minoranze, con un guizzo di orgoglio, ristabilire la verità?

Nel frattempo i cittadini si aspettano le strade asfaltate, non solo via Bari e via della Pietra Tonda, le fontane funzionanti, i parchi pubblici, il verde ristoratore, i centri di aggregazione, più sicurezza, tasse più eque, meno sperpero di danaro pubblico, uffici comunali efficienti, un paese vivibile e maggior rispetto per i bambini, quelli che non votano ancora e che attualmente neanche una scuola hanno.

Noi l’anello al naso non l’abbiamo e non trainiamo carri. Noi.

E voi?

 

Commenti

commenti

Rispondi