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Ma ci meritiamo tutto questo?

La prima volta di Giuseppe Cristantielli è da dimenticare. Risponde all’interpellanza di Rino Carelli a proposito della possibilità di “inquinamento” del Pertusillo e quindi dell’acqua che potrebbe o può arrivare ai nostri rubinetti, con quanto gli scrive l’AQP.

Peccato che non aveva avuto la possibilità di ascoltare quanto il sindaco prima di lui aveva sciorinato sulla passata, sembra, emergenza idrica a Casamasssima, in netto contrasto da quanto le risposte al Carelli declamate dal Cristantielli su testo AQP, mettessero in risalto. Pazienza.

Come assessore alla Tutela della Acqua, per quanto mi riguarda, bocciato.

Ma anche il sindaco è sembrato contradditorio in alcune affermazioni; mentre dichiara che esami “complementari” e/o “alternativi” a quelli ufficiali non servono, visto che gli unici ufficiali sono quelli dell’ARPA e/o ASL, nulla dice intorno alla decisione del 6 maggio circa l’ordinanza di non potabilità dell’acqua su esami di AQP. Probabilmente ha cambiato opinione in questi ultimi 15 giorni.

Ma della crisi potabilità acqua vorrei stendere un velo, o meglio, un lenzuolo pietoso. Troppa approssimazione, troppa superficialità, troppe contraddizioni. Da quanto tempo e per quali ragioni l’acqua è risultata contaminata, ancora zero assoluto.

Ma il consiglio di ieri ben altre realtà ha messo in evidenza.

Come quella che ha riguardato la consigliera Pasqua Borracci.

Le minoranze contestano che la consigliera in forza PD sia incompatibile con la carica in quanto, come presidente di una ATS  che ha gestito il Palestrone, la stessa risulta debitrice nei confronti del Comune di una somma intorno ai 30.000 euro, rivenienti da canoni ed utenze non pagate. Sembra, a quanto riferito in consiglio, che solo due “rate” siano state estinte in virtù di una transazione, che non soddisfano il debito complessivo. Risulta ancora in mora l’ATS (Associazione Temporanea di Scopo) come dichiarato dagli uffici.

A questo punto un primo colpo di scena.

Il consigliere Nitti, che sembra al centro di un prossimo fan club che lo vede come protagonista indiscusso (a che punto siamo arrivati), informa i presenti dell’esistenza di un parere sull’intera faccenda richiesto al Segretario Generale il quale conferma lo status della Borracci e quindi le “responsabilità” della stessa, ma rimanda a eventuali controdeduzioni della consigliera. Tale parere, richiesto ed indirizzato alla Presidente del Consiglio vede la maggioranza sobbalzare dai banchi. Come mai la Presidente non ha informato i consiglieri di maggioranza di questo importante e fondamentale documento? Penso che il modus operandi della Presidente sia al centro di normali e dovute indagini. Politiche, naturalmente.

E se le responsabilità dovessero partire dalla proclamazione degli eletti?

Vediamo la Arianna Zizzo catapultarsi fuori dall’aula per poi ritornare con le copie di tale parere da distribuire ai consiglieri di maggioranza. Giacinto Rella non nasconde il proprio disappunto, ma siamo abituati ad un Rella subito dopo remissivo.

Chi, della maggioranza era in possesso di tale parere oltre la stessa Presidente?

La Borracci, a questo punto compie, a mio modo di vedere, due grossi errori. Il primo riguarda la richiesta di astensione sulla richiesta di “indagini” a tutta la maggioranza e il secondo il suo auto voto di astensione sul procedimento. Come mai la consigliera PD è stata un’altra volta lasciata sola? Come mai nessuno della maggioranza ha proposto legittimamente l’astensione sull’inizio del procedimento che la vede al centro della presunta incompatibilità?

Penso sia arrivato il momento in cui la Borracci, ma non solo lei, tragga le dovute conclusioni.

L’intervento del capogruppo PD Antonio Manzari è imbarazzante; mentre “incolpa” la minoranza circa ipotetiche capacità divinatorie che le consentono di entrare in possesso di documenti alla maggioranza sconosciuti, ci chiediamo come svolga il suo ruolo di consigliere il Manzari visto che neanche gli atti visiona, si arrampica su uno specchio per dichiarare che si asterrà come da invito della Borracci. Il Manzari, ricordiamo, ha rivestito anche il ruolo di assessore, in questo Comune.

Rimandata fra dieci giorni la decisone, dopo le controdeduzioni della Borracci, che sinceramente non sappiamo che argomenti utilizzerà per sbrogliare questa intricata ma chiara matassa, si passa a discutere di rendiconto 2015.

A questo punto le pesanti responsabilità del Sindaco assumono tutte la loro forza. Come mai non abbia deciso, ormai è trascorso un anno dal suo insediamento, di nominare un assessore al bilancio, assessorato principe di qualsivoglia amministrazione, è un mistero, visto che tenendo per se le deleghe, ha portato il Comune in queste condizioni di precarietà. Assessore alle Acqua si, assessore alla cassa, no. Incomprensibile ed inaccettabile.

Non voglio immaginare cosa potrebbe accadere in una famiglia se non ci fosse qualcuno delegato al compito di far quadrare i conti fra entrate e uscite; anarchia totale con la bancarotta alla porta. Mistero.

Relazione senza senso del sindaco.

Abbiamo rispettato i tempi ed il patto di stabilità.

Ma i conticini no, non li ha rispettati.

Si parla di residui, attivi e passivi.

A questo punto, riporto quanto la giurisprudenza dispone.

 Si ricorda che costituiscono residui attivi le somme accertate e non riscosse entro il termine dell’esercizio, mentre costituiscono residui passivi le somme impegnate e non pagate al termine dell’esercizio.

Nel rendiconto presentato dal Sindaco per l’approvazione in Consiglio e già approvato dalla Giunta il 14 aprile del 2016, non compaiono i crediti del Comune in riferimento alla gestione Palestrone. Come mai questi debiti già denunciati in riferimento all’incompatibilità della Borracci, non sono presenti sul rendiconto presentato dal Sindaco?

Quindi, nello stesso consiglio si denuncia il non pagamento di somme dovute da parte della ATS Palestrone nei confronti del Comune e la loro non menzione su atti ufficiali ed importantissimi.

Richiede una sospensione del consiglio la Presidente, al fine di ritrovare la somme smarrite, ma non basta.

Non ci sono.

Il consiglio viene aggiornato a venerdì 27 maggio.

Morale: il rendiconto di ieri è falso e non è possibile approvare un documento falso. Gravissime le responsabilità della gestione Cessa.

E se questi crediti, residui attivi del Comune, non fossero presenti anche in bilanci e rendiconti passati?

E dei 288.000 euro Tari, scomparsi e ricomparsi, ne vogliamo parlare?

Facile prevedere l’autodifesa del sindaco che sparerà a zero sugli uffici, osannati nello stesso consiglio, ma non potrà nascondere la sua di responsabilità grossa quanto una casa manifestata ampiamente nel non sentire la necessità di delegare un assessore al compito.

Neanche Anna Maria Latrofa riceve risposte su quel documento redatto da tutto l’Ufficio Tecnico che mette in luce la completa disarmonicità di questa amministrazione che anche un ufficio importante come quello tecnico è riuscita ad inibire.

Un grazie a Rino Carelli che ricordando l’anniversario dell’uccisione di Giovanni Falcone, della moglie e dell’intera scorta a Capaci il 23 maggio del 1992 ne ha ricordato il sacrificio con un minuto di silenzio.

Per tutto il resto, che dire.

Quando finirà?

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