Loading

Michelone, il pugliese Emilano, ha ragione.

Quei sondaggi che vedrebbero gli iscritti o i votanti, molto pochi in verità, il Partito Democratico vogliosi di vedere il proprio partito all’opposizione o comunque estraneo a qualsiasi rapporto con quei cialtroni del Movimento 5 Stelle, li trovo irreali e surreali.

Che poi tale superba arrogante invettiva venga da Carlo Calenda, classe 1973, che partendo  da coordinatore politico dell’Associazione Italia Futura fondata da Luca Cordero di Montezemolo, (noto esponente del sotto proletariato parigino), che poi si presentò alle elezioni politiche del 2013 con Scelta Civica, il partitello persona di Mario Monti, senza essere eletto per poi essere nominato, come premio alla mancata elezione, Vice Ministro nel Governo di Enrico Letta  traghettando il suo sacro sedere proveniente dalla periferia dimenticata, prima come rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione Europea per approdare infine alla poltrona di Ministro dello Sviluppo Economico sia con Renzi che con Gentiloni, da qualche giorno tesserato del PD, lo trovo goliardico.

E questo, ci riferiamo al Calenda, figlio della regista Cristina Comencini, pure il segretario del Partito Democratico vorrebbe fare. E se ci riuscisse lui, dopo quel chiacchierone di Matteo Renzi che è passato da vincere le Elezioni Europee con quel famoso 40%, (ma non lo conosceva nessuno), a perderle tutte, anche quelle che lo vedevano impegnato a rivestire il ruolo di responsabile del magazzino della bocciofila sotto casa, vuole dire che questo partito sta proprio frecato, come diremmo noi terroncelli della molto al di giù bassissima padania.

La sconfitta del PD contro lo steward da stadio Di Maio, brucia; eccome se brucia.

Ma possono prevalere i ricordi delle tante offese continue e costanti dei grullini in questi anni a gettare nel panico la classe dirigente, molto scarsa, del Partito Democratico per decidere l’estinzione della specie? E le dimissioni non dimissioni del giratore di ruota di bongiorniana memoria, che stanno a dimostrare se non la dissoluzione della poltronissima del rottamatore rottamato?

Ma poi ti accorgi che in questo marasma si fa viva la testolina pensante del Michelone pugliese Emiliano.

“Se il presidente Mattarella dovesse dare l’incarico a Di Maio, io farò ogni sforzo perché il Pd sostenga il M5S nella formazione del governo”, afferma il governatore, brutto termine, della Regione Puglia ad un’intervista a Telenorba del febbraio scorso. E prima delle elezioni, il nostro Michelone, ci aveva visto giusto quando affermò: “Se il Pd non dovesse essere il primo partito e l’incarico dovesse essere dato al M5S, e ad altre ipotesi non voglio pensare, siccome sarà un governo di emergenza perché nessuno avrà la maggioranza assoluta, bisognerà far in modo che il gruppo che riceverà l’incarico poi possa formare un governo”.

Alla luce di ciò, come dargli torto?

Le possibilità al momento, sono veramente pochissime e tutte pericolose, da qualsiasi parte le si veda, per arrivare alla formazione del nuovo governo:

Governo PD + Centro Desta (compresa la Lega);

Governo M5S + Lega Nordissima camuffata a livello nazionale senza Forza Italia di Silvietto;

oppure, quella che ci auguriamo pure noi, anti grillini a prescindere e anti piddìni democratici e che suggerisce Emiliano.

Non che Emiliano possa parlare liberamente, pure lui di scheletri nei vari armadi della regione ne ha conservati un bel po’, ma al momento sembra l’ipotesi più giusta da percorrere senza scossoni gravitazionali di rilievo cosmico. Lasciare la possibilità che Lega e M5S possano addirittura stravolgere la Costituzione, mi sembra criminale, visti i Salvini che sia aggirano furtivi nello stivale; lasciare ad un governo PD con la complicità di Forza Italia e spezzoni della destra più estrema le sorti del Paese è un film già visto, ed allora?

Ma poi, cari iscritti e simpatizzanti e votanti (pochini) del PD, che sarà mai un appoggio esterno ad un Governo a guida Movimento 5 Stelle dopo l’esperienza esaltante che ci avete regalato con  Angelino Alfano, Denis Verdini, Berlusconi e il Nazareno, con la Beatrice Lorenzin passata come su una giostra dal centro destra al cosiddetto centro sinistra, Enrico Costa, Maurizio Lupi, Gian Luca Galletti e Massimo Cassano, solo per citarne qualcuno?

Dimenticavo l’eletto Pier Ferdinando Casini, praticamente concepito e nato all’interno di Montecitorio e che da anni, avendo girato tutto l’emiciclo approda al PD conquistando un seggio rosso proletario, se non sbaglio,  emiliano.

Suvvia, antifascisti a parole, digrignate i denti, abbiate un po’, in silenzio mi raccomando, mettetevi la coda in mezzo alle gambe e fateci vedere che cavolo sono in grado di fare questi grillini che vi hanno stracciato miseramente senza appello.

E poi, scusateci, sono gli italiani che li vogliono.

Un po’ di rispetto, che cavolo: avete fatto grandi.

 

 

Commenti

commenti

Rispondi