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Ma il morto dove lo metto? Dove lo metto non si sa.

E’ proprio vero.

Tutti siamo nati e tutti, prima o poi, statene certi, dovrete morire.

Una volta accertata la morte, come potrebbe avvenire diversamente non si sa, il cattolico, dopo aver pulito per bene il cadavere lo veste con un abito possibilmente elegante e nuovo, lo sistema in un bara, lo veglia giorno e notte, gli dedica qualche pensiero e poi lo porta al cimitero. Anche i rom lavano il cadavere, lo vestono anch’esso con un abito nuovo, lo odorano, gli si lascia qualche oggetto personale compresa qualche moneta nelle tasche, lo si veglia e poi anche lui al cimitero. Anche per gli islamici il culto del lavaggio del corpo è fondamentale ma con la variante, fondamentale, che se il morto è un maschio dovrà essere lavato da un maschio, se è femmina, da una femmina. Dopo la veglia, imprescindibile  anche per questa religione, il caro estinto al cimitero.

Stiamo al cimitero.

Ci arrivano tutti sti morti. Come e dove li sistemiamo?

In virtù del Regolamento della Polizia Mortuaria, sono adottati, nel nostro Paese, tre tipi di riposo eterno:

l’inumazione di un cadavere in “terra” è finalizzata a rendere più rapida possibile la trasformazione delle materie organiche in sali minerali. L’inumazione dei cadaveri è prevista in aree a tale scopo obbligatoriamente predisposte;

la tumulazione del cadavere in loculo, in tomba o in cappella privata, di contro, è finalizzata a conservare più a lungo le spoglie mortali e la sepoltura stessa. Il periodo di conservazione di un cadavere in un loculo, in una tomba o in una cappella varia a seconda del tipo di concessione ottenuta dal Comune. La concessione in uso dei loculi e delle altre sepolture private è a pagamento secondo una tariffa fissata dall’autorità comunale, così pure come il periodo di concessione;

la cremazione di un cadavere prevede l’incenerimento dello stesso per mezzo di combustione e la raccolta delle ceneri in un’apposita urna. Le urne contenenti le ceneri non possono essere custodite dai familiari del defunto presso il loro domicilio, ma devono essere accolte in un apposito edificio predisposto all’interno del cimitero, o in sepoltura o in cappelle funerarie private.

Per i musulmani non ci si potrà sbagliare: sotto terra.

Ma per tutti gli altri?

Come vedete la sistemazione dei cadaveri e dei cari estinti è un compito gravoso ed impegnativo che le amministrazioni comunali  sono chiamate a risolvere. Anche quella del paesello a sud est non è da meno. Da anni si dice in giro, che il cimitero non sia più in grado di sopperire all’enorme domanda di loculi che il morto richiede. Qua si muore e non vogliono smetterlo di farlo. Le statistiche, tratte dal Sito Istituzionale del Comune di Casamassima raccontano di morti minime, 103, nel 2011 a quelle massime, 170, durante il 2015. Anche nel 2106, il trend si è tenuto alto: 160 estinti. Ma cosa sarà avvenuto in questi ultimi due anni per far schizzare così in lato le morti visto che dobbiamo andare al lontano 2006 per trovarne 156? Buh!

Ma torniamo al defunto.

Molte volte si chiede la cortesia di far sostare il deceduto improvviso sprovvisto di nicchia predisposta ad ospitarne i resti mortali a zii, parenti ed amici; ma questa una sistemazione provvisoria è. Volete che in vita, dopo mutui e cessioni del quinto dello stipendio e magari qualche decennio come emigrante si è costruito la casa ed ora da morto in “subaffitto” deve stare?

Assolutamente no.

Ci vuole il loculo nicchia di mt 2,25*0.75*0.70 di proprietà.

Con la Determina n. 47 del 28 febbraio 2017, si attestava che i deceduti durante il 2016 sono stati 157, (anche se il sito istituzionale ne dichiara 160) e che tutti hanno trovato degna sepoltura nel cimitero comunale sia in terra che nei loculi. Nella stessa Determina si dichiara che presumibilmente anche per l’anno in corso, quindi per il 2017, la media di mortalità non dovrebbe discostarsi da quella del 2016.

Se non siamo a fine aprile almeno ad una cinquantina siamo fritti.

Grattatina.

I morti ricompaiono, poi, negli atti pubblici, il 13 aprile 2017 nelle note di chiarimento richieste dai Revisori dei Conti.

Per la realizzazione dei nuovi loculi cimiteriali, che si prevede debbano essere n. 240, quantità individuata per soddisfare il fabbisogno  sia statistico che di prenotazione, si stima un costo pari a 480 mila euro.

Ed è qui che il discorso si fa ampio e complesso.

Dalle statistiche, si ripete, risulta una mortalità annua pari a 150 unità delle quali 120, richiedono di riposare in loculi ed i restanti 30 preferirebbero essere inumati (terra sei e terra tornerai).

Quindi i 240 loculi previsti servirebbero a soddisfare la richiesta di due anni. Quali?

Ma qui il discorso si fa più interessante.

Grattatina supplementare.

Secondo gli uffici di Casamassima, visto che i cari estinti tumulati provvisoriamente, (ricordate? ne abbiamo parlato prima), sono 56, e quindi da considerarsi come posti già prenotati nei nuovi loculi, perché non aggiungere anche i coniugi rimasti ancora in vita?

56 (morti tumulati provvisoriamente) + 56 (coniugi morti ancora da morire) fa 112 posti prenotati.

Fermo restando tutto sto concetto, risulterebbero, per gli Uffici del Comune di Casamassima, n. 112 reali prenotazioni.

Quindi per il triennio 2015 – 2017 i loculi necessari statisticamente, dovrebbero essere n. 360.

Come si può far rientrare nella statistica la richiesta presunta di un loculo per se del coniuge superstite è un mistero, ma trattandosi di morte il mistero ci sta.

Ma il Bilancio Previsionale non era per il 2017 – 2019?

Cosa centra il conteggio riferito al triennio 2015 – 2017?

Ora altro discorso misterioso ed incomprensibile come il significato della morte.

L’Amministrazione Comunale stanzierebbe per queste opere 480 mila euro per tutto il triennio, tenendo conto che il costo unitario di ogni loculo sarà pari a € 1.100.

480.000/1.100= 436,36 (loculi) periodici.

Ma subito ne vorrebbe realizzare 218 di loculi, per una spesa pari a 240.000 mila euro, (1.100*218=239.800).

Il ricavo dalla vendita di questi loculi sarebbe di euro 480 mila perché il comune venderebbe questi loculi a 2.200 euro ciascuno.

Un guadagno pari al doppio dell’investimento.

Sui morti si può. E’ un affare.

Quindi, con l’incameramento di questi 480 mila euro si potranno realizzare i due edifici che dovranno ospitare i nuovi loculi.

A questo punto, quanti?

436.

Ma se ce ne vogliono per il triennio 360, la differenza di quei 76 a chi andrà?

Finita l’intricata comprensione della nota di chiarimento che a noi più di chiarire ci ha incasinato ancora di più, qualche domanda la vorremmo porgere.

Ma noi, la vedo difficile, ma se dovessimo morire e mai e poi mai abbandoneremmo questo paesello a sud est, e volessimo essere «scremati» come il latte, dove ci metterebbero? In tutte queste statistiche, perché soffermarsi solo fra sottoterra ed  inumati nelle nicchie? Come mai vengono presi in esame loculi costruiti con cemento armato e ferro? Lo sanno i nostri tecnici che ci sono anche i loculi prefabbricati in cemento armato precompresso che si montano in giornata? Oppure quelli in vetroresina? Quali i costi?

Morire non è bello, ma per chi ti sotterra è na festa.

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