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Neanche Burian spaventa: in tanti ad ascoltare Giuseppe Nitti.

Per gli esteti della politica mai ci sogneremmo di paragonare le mele con le pere perché sappiamo benissimo che le dinamiche dell’insiemistica fra le elezioni politiche nazionali e le amministrative localissime non possono essere né accostate e né confrontate, ma che i cittadini del paesello a sud est la grande metropoli siano stanchi dei partiti (nazionali), sembra innegabile.

Basta osservare quello che è avvenuto domenica 25 febbraio.

La mattinata, riscaldata da quel tiepido sole che sembrava primaverile e che non voleva cedere il passo al freddo vento siberiano,  vedeva i bambini scorazzare in bici accompagnati dai genitori che con un vassoio di paste in mano si attardavano. Due giovani si scambiavano teneri baci sotto l’orologio e i più dormiglioni si accingevano a sorseggiare il primo caffè al bar. Nella centralissima piazza Moro, nel frattempo, si contendevano lo spazio gli scout che all’ombra del Monumento ai Caduti cantavano ed il PD che, con il M5S, propaganda elettorale facevano. A giorni si andrà a votare e si sparano le ultime cartucce. Li divideva quel muro rappresentato dai porta manifesti elettorali montati in tutta fretta e che a nulla servono.

Da una parte Amati e Pagano e dall’altra L’Abbate con Di Maio. Ebbene, sia al banchetto del PD che a quello dei 5 Stelle, di cittadini neanche l’ombra. Le pile dei facsimili delle schede elettorali  con la croce da apporre, praticamente illibati, smontati i banchetti e ripiegati i gazebo, sono tornati immacolati e in fila indiana, tutti, nelle sedi di partito.

Poi trascorrono alcune ore e in via Marconi 6, in quella che un tempo fu una cappella, ormai sconsacrata, il candidato sindaco Giuseppe Nitti da appuntamento per quell’incontro pubblico con la cittadinanza. Si ha netta l’impressione, appena arrivati, che Burian, ha bussato alla porta del paesello annunciando quello che poi è arrivato, ma senza aver la forza di scoraggiare ed impedire a quella moltitudine di persone, tutte imbacuccate, di mancare all’appuntamento. Quel luogo non riusciva a contenerli tutti. Se non fosse stata una cappella sconsacrata ma un teatro avremmo scritto che era pieno in ogni ordine di posti. A spintoni si poteva arrivare dove una volta, al posto dell’altare, gli organismi dirigenti di Autonomia Cittadina, accompagnati dal segretario di Civicamente e di quell’Idea Civica facevano da contorno all’avvocato trentunenne che si candida alla guida del paesello.

Folla e partecipazione che avrebbe fatto impallidire i vecchi autonomisti, se non fossero ancora impegnati su quella lunga strada intrapresa nell’ultima campagna elettorale e che li ha visti alla guida del movimento civico sia nel 2011 che nel 2015; perdendo in entrambi i casi. In religioso silenzio, inframmezzato qui e là da sporadici applausi, parlano Giuseppe Capone, cardiochirurgo a capo della lista del sindaco, Leo Rubino per Civicamente, Pinuccio Fortunato ed Annamaria Latrofa per Autonomia e Vito Mazzei, per Rivoltiamo Casamassima.

Questa la coalizione, per ilmomento, che sosterrà Giuseppe Nitti candidato sindaco.

 

Il discorso di Nitti, tutto incentrato sulla bellezza quale volano per il futuro di Casamassima in più punti ci lascia perplessi e dubbiosi. Vorremmo, conoscendo e non dimenticando il percorso politico che ha portato il giovane legale sin qui,  disquisire sul suo primo discorso, ma vogliamo dargli tempo. Siamo buoni noi.

 

La campagna elettorale per le amministrative durerà qualche mese e giugno, vista la neve che vien giù, è lontano. Vedremo quali saranno i progetti futuri dell’avvocato Nitti in merito ai migranti che potrebbero giungere al paesello, oppure sull’annoso problema del depuratore e della mancanza di fogna nera che con le ultime che giungono da Rutigliano lasciano Casamassima in balia delle onde, oppure sulle scuole ospitate nei garage, sull’organizzazione degli uffici comunali e sui suoi mille, a volte, sprechi; sulle strade, sui parchi cittadini, sulle politiche a sostegno non solo degli ultimi, ma per gli anziani e i giovani, sull’associazionismo spesso praticato solo per visibilità personale, sulla salvaguardia del Castello e di Santa Chiara e di tutto il borgo antico sempre più vecchio e cadente; sullo strapotere di un centro commerciale che se non ci fosse non permetterebbe al paesello neanche la menzione speciale sulle cartine geografiche, su Fondazioni che ci vedono partecipare solo marginalmente, su teatri che mancano, sui centri di aggregazione sociale, sulle future lottizzazioni che premono nonostante la marea di vendesi che si vedono in giro, su spazi pubblici concessi a privati e potremmo continuare quasi all’infinito. Insomma, vorremmo che la bellezza di cui parla Giuseppe Nitti, fosse coniugata in tutte le sue sfaccettature, ed è per questo che gli concediamo, magnanimamente, ancora del tempo per illustrarci i progetti.

Non lo sprechi inutilmente, però.

Presenti molti dei futuri candidati consiglieri comunali ed assessori di cui non anticipiamo i nomi.

Strette di mano, abbracci e baci completano la serata.

Solo una precisazione mi preme fare al giovane Giuseppe Nitti: Peppino Impastato non è un film.

 

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