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Niente aule per i piccoli della Collodi.

Leggere quella lettera aperta indirizzata a tutta Casamassima da parte della dirigente del Majorana, ci ha provocato più di un raccapriccio. Turbamento ed inquietudine per la sorte dei piccoli che ancora una scuola non hanno, ci riferiamo alle bambine ed ai bambini della Scuola dell’Infanzia Collodi senza dimenticare quelli di via Lapenna ospitati da anni in locali alla strada, e affanno per come istituzioni pubbliche rappresentate da Scuola e Comune trattino i cittadini, molte volte volontariamente ciechi, vittime di guerre, che lasciano sul campo di battaglia caduti innocenti.

L’aver soppresso l’idea di acquistare dei moduli abitativi per ospitare gli studenti della Rodari e della Collodi prima, le cui scuole erano al centro di lavori importanti, e poi quelli che inevitabilmente avranno necessità di sistemazione quando, con molto ritardo, si deciderà di intervenire in maniera seria su tutte le Scuole presenti al paesello che di una rigenerazione non solo strutturale hanno bisogno, ci ha portato ad una “disputa”, iniziata certamente dall’amministrazione comunale e dalla politica, che vede la Dirigente scolastica del Majorana opporsi alla concessione di spazi da utilizzare come aule per i bambini dell’infanzia. Opposizione dettata dallo “sgarbo” perpetuato in danno dell’istituto superiore che si chiedeva, nell’ultimo ridimensionamento scolastico proposto dalla maggioranza a guida Nitti, dovesse orbitare a benefico di un istituto superiore di Turi che le cronache ci restituiscono “in crisi”.

Offesa che non poteva rimanere “impunita” e la cui “onta” richiedeva la presa di posizione di oggi con la negazione degli spazi. E se dovessimo dar credito a quanto nella lettera pubblica si afferma, si risponde alla decisione della maggioranza politica di Nitti a proposito del dimensionamento proposto ed inviato in regione, accampando una responsabilità della scorrettezza imputabile alla volontà del paese e della sua popolazione.

Ed anche questa rappresenta un’affermazione grave che mette in luce, se rispondesse al vero, una politica messa in atto dall’attuale governo della Città, che, dimenticando l’assenza finanche dell’assessore alla cultura e all’istruzione in quel Consiglio Comunale, snobbando anche le varie proposte delle minoranze, attuava con ogni mezzo con parole vuote e prive di sostanza rendendole operative, decisioni che la regione Puglia rimandava al mittente considerandole prive di valore.

E quale la responsabilità della scorrettezza da parte della cittadinanza che mai è stata chiamata a portare il suo contributo? Quando le consulte cittadine hanno avvalorato decisioni prese nella stanza dei bottoni e che la maggioranza Nitti, sorda e cieca, ha approvato in perfetta solitudine denigrando con forza le opposizioni, non solo politiche, che nel paesello hanno cercato di far sentire la loro voce?

Non sappiamo come finirà questa triste storia che badate bene non investe solo i piccoli studenti e le loro famiglie, ma la comunità tutta nel suo complesso, ma abbiamo netta l’impressione che accanto alla programmazione, parola sconosciuta alla politica, da oggi ne possiamo annoverare anche un’altra: rispetto.

to be continued

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