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Nitti, quando ha finito ci dice quando partirà la mensa a scuola?

E’ più facile giudicare l’intelligenza di un uomo dalle sue domande che dalle sue risposte.

(Duca di Levis)

Non accenna a diminuire la polemica, che partita dall’aula consiliare, si sta trascinando sui social.

Si contesta, al presidente del consiglio Valenzano, di non aver reso possibile che il sindaco Nitti, l’assessora Acciani e l’intera amministrazione, rispondessero alle domande poste durante il consiglio comunale del 29 settembre scorso dal consigliere PD Andrea Palmieri attraverso delle interrogazioni/interpellanze aventi tutte come oggetto la scuola.

Domande che spaziavano dalla sanificazione, ai prodotti utilizzati, alle opere eseguite per garantire il distanziamento sino ad arrivare al servizio mensa e all’utilizzo di quelle aule in affitto in via Lapenna per i piccoli dell’infanzia.

E leggendo gli atti pubblicati dal consigliere Agostino Mirizio, compresa la risposta dell’assessora Acciani, le domande supplementari poste dal Palmieri non sembravano e non sembrano certo peregrine.

Ora non staremo certo a disquisire sul post pubblicato stamani dal sindaco del paesello a sud est sul suo profilo “istituzionale” Facebook visto che gli asini sono così testardi da essere gli unici animali che non «indietreggiano neanche di fronte ai leoni», contrariamente ai cavalli, che lui predilige, che si imbizzariscono.

Ma a parte queste leggi di natura ignorate dal primo cittadino, alcune domande (ahinoi, ci dispiace), sorgono spontanee.

Come mai il sindaco, l’assessora all’istruzione e tutta l’amministrazione comunale, che dicono di aver lavorato tutto luglio e agosto per l’avvio delle scuole, non abbiano deciso, nonostante le interpretazioni regolamentari del presidente del consiglio, di rispondere comunque a quelle domande visto che erano e sono risposte che tutta la cittadinanza si aspetta di ricevere?

Come mai tutta la maggioranza che sostiene questa amministrazione non ha sentito il bisogno di consigliare e di pretendere che si rispondesse a domande che, visto l’impegno estivo profuso, appaiono del tutto semplici?

Possibile che si sia scelta la strada del codicillo e dell’interpretazione regolamentare solo per evitare risposte che, comunque le consideriate, hanno come fine ultimo quello di salvaguardare la salute dei giovani e dei giovanissimi studenti di Casamassima?

E poi, sig. Sindaco, avrà certamente speso del tempo per pensare, scrivere e correggere e poi postare il suo pensiero sul suo profilo, considerato che anche la scelta della foto sarà stata impegnativa, ed allora, le si chiede:

Se invece di perdere tutto questo tempo per un post offensivo e molto poco istituzionale lo avesse dedicato a dare delle risposte certe e certificate, avrebbe o no fatto gli interessi della collettività che si è incaricato di governare?

Le domande continuano ad essere pertinenti; non ci faccia convincere che l’escamotage del regolamento servisse solo ad evitare risposte faticose.

 

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