Loading

Se non al paesello, dove?

Quello che ultimamente sta avvenendo intorno, di lato, sopra e sotto il Palazzo Comunale di Casamassima, ha dell’incredibile.

Il Commissario Prefettizio, attraverso una serie di atti dichiarati urgentissimi ed immediatamente eseguibili, che poi ritratta in parte, come già saprete, concede in comodato prima gratuito e poi modale, alcuni locali posti all’interno dell’ingresso Monumentale e Storico del Comune al Comitato Feste San Rocco.

Sembrerebbe, così traspare dagli atti, che il Comune, non avendo fondi necessari per far tornare quelle stanze e quell’androne ai vecchi splendori, darebbe in uso quel luogo a terzi, al Comitato Feste San Rocco, che, sobbarcandosi le spese di tali manutenzioni, ordinarie, avrebbe il privilegio di occupare quelle stanze prima per 8 anni ed ora solo per 4.

Infatti negli atti leggiamo:

…. DI DARE ATTO che il Comitato in forza del citato contratto si impegna ad effettuare nell’area di pertinenza, con spese a proprio carico, gli interventi di manutenzione ordinaria, come descritti nella relazione tecnica ed elaborati grafici, redatti dall’Ing. Marco Pinto, che formano parte integrante e sostanziale della presente deliberazione e ad effettuare i lavori e gli interventi di manutenzione ordinaria occorrenti alla riapertura dell’ingresso storico/monumentale del Palazzo comunale, comprendenti l’androne, i restanti locali di piano terra e il vano scala, come descritti nella relazione tecnica ed elaborati grafici redatti dal medesimo Ingegnere ed allegati sub “A” del presente atto che resteranno nella disponibilità esclusiva del Comune;….

Leggendo così frettolosamente sembra a prima vista che questi interventi debbano essere estremamente onerosi e considerato il bilancio comunale sempre quasi a secco, impossibili da realizzare con le finanze pubbliche.

Ma andiamo ad analizzare in dettaglio queste opere e per questo apriamo l’allegato sub A, quello redatto dall’ing. Marco Pinto cui si fa riferimento. Relazione Tecnica protocollata il 18 ottobre 2017 alle ore 10.11, 50 minuti prima della stesura della Delibera n. 39 dello stesso giorno.

….. L’immobile risulta vincolato ai sensi del codice dei beni Culturali e del Paesaggio poiché di interesse storico.

L’edificio è stato oggetto di recenti interventi di restauro e consolidamento, come da progetto del 2008, approvato ed eseguito con parere favorevole della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio.

A seguito dei lavori suddetti, il vano scala risulta intonacato di recente ma non tinteggiato e sono presenti nei vari ambienti le predisposizioni per l’istallazione dell’impianto elettrico (scatole di derivazione, canaline, tubi) come da progetto dell’impianto elettrico approvato allegato alla presente (relazione ndr).

 Leggiamo gli interventi necessari per l’ing. Marco Pinto che relaziona per nome e per conto del Comitato San Rocco:

 Per  permettere   la  fruizione  degli  ambienti   individuati  in  planimetria   (allegata   alla presente) al piano  terra  e del vano  scala  si ritengono  necessari  alcuni interventi  di seguito descritti.

Poiché i locali risultano sgombri ed in buone condizioni generali, sono necessari limitati interventi  di manutenzione ordinaria  per  ripristinare  il decoro   e la  funzionalità  degli stessi.

innanzitutto si ritiene  necessario il completamento e la  messa  in opera  dell’impianto elettrico, peraltro già oggetto di progetto ed approvazione, mediante:

la posa  in opera  dei conduttori elettrici  (infilaggio)  nelle  tubazioni e canaline  già predisposte, quindi  senza  arrecare  danno  alle murature,  come raccomandato  nel parere favorevole della Soprintendenza su citato;

L’installazione dei dispositivi  necessari  alla funzionalità  dell’impianto  (interruttori, prese, quadri elettrici, corpi illuminanti), anche  questi già previsti nel progetto  su indicato e da collocare nelle scatole già predisposte  sulle pareti.

Gli interventi  sull’impianto elettrico  devono  essere  eseguiti da elettricista  abilitato  che rilascerà  le dichiarazioni di conformità previste dalla normativa vigente.

L’altro  intervento   che  si  ritiene   necessario è quello  della  tinteggiatura   delle  parti intonacate  interne (pareti, volte, soffitti). Questa dovrà essere di tipo tradizionale  e con prodotti a  base  di  calce,  come  raccomandato nel parere della ·Soprintendenza  già citato precedentemente.

 

Come? Solo tinteggiare ed infilare i cavi elettrici in un impianto predisposto già esistente?

E quante centinaia di milioni potranno mai costare queste opere, che un tecnico, non altri, definiscono di ordinaria amministrazione o manutenzione?

E noi, come comunità, concediamo in comodato gratuito per 4 anni a terzi dei locali che la Soprintendenza annovera fra quelli di interesse storico per simili inezie? Ma quanto potranno valere una tinteggiatura e l’infilaggio di cavi elettrici con la messa in opera di prese, interruttori e punti luce?

E se le casse comunali non sono in grado neanche di far fronte a simili spese, in un bilancio annuale di qualche milione di euro, ma come diavolo vengono spesi i soldi della collettività?

Tenete a mente questa domanda perché tenteremo di rispondere, prima o poi.

Ma questa non è la sola “stranezza” che abbiamo riscontrato e su cui vorremmo delle risposte.

 

Sempre a proposito del Palazzo Comunale anche la Determina n. 208 del 25 ottobre 2017, recita:

LAVORI URGENTI DI MESSA IN SICUREZZA PER RIMOZIONE PUNTELLI PERICOLANTI NEL PALAZZO COMUNALE – FINESTRE VANO SCALA PIANO PRIMO

DITTA: IMPRESA EDILE (omissis)

Si racconta che, proprio a seguito della Delibera del Commissario Prefettizio n. 39 che concedeva in comodato gratuito al Comitato Feste San Rocco parte dei locali posti al pian terreno dell’ingresso monumentale, a seguito di sopralluogo e della pulizia del vano scala si è riscontrato che due finestre ubicate all’interno del vano scala sono ad oggi, ancora puntellate con travi e puntoni;

si afferma inoltre che:

l’esistenza delle attuali opere di presidio (travi e puntoni) sono obsolete dato che i lavori di consolidamento statico del vano scala sono stati completati da diversi anni;

la precarietà delle strutture di presidio, instabilmente ancorate alla struttura dell’immobile, possono cadere verso il basso, con eventuali danni a persone e/o cose;

nella zona esterna retrostante alle due finestre si è rilevata la presenza di una smisurata quantità di guano;

a seguito delle problematiche riscontrate, senza indugio, in data 24 ottobre 2017 è stata contattata l’impresa edile (omissis) che per un importo pari a 1.000 euro si impegna alla rimozione delle opere di presidio instabili, alla rimozione del guano al piano di calpestio e alla fornitura e posa in opera di rete a protezione dei due infissi.

Firmato:
Il Responsabile del Servizio di Gestione Economico – Finanziario

Dott.ssa Carmela FATIGUSO

Ma, ed in questo chiedo umilmente scusa a tutti, considerato che trattasi di lavori che dovrebbero ricadere nella responsabilità e nelle competenze specifiche dell’Ufficio Tecnico, la parola stessa lo dice, come mai l’atto è validato dalla firma del Responsabile del Servizio di Gestione Economico – Finanziario dott.ssa Carmela Fatiguso che poco dovrebbe aver in comune con l’Ufficio Tecnico medesimo?

Il funzionario Responsabile dell’Ufficio Tecnico, l’architetto Flaviano Palazzo, come mai non ha autorizzato lui i lavori?

Come mai i lavori non sono commissionati dall’Ufficio Tecnico ma da quello Finanziario?

E l’impresa che dovrà operare è in possesso delle autorizzazioni necessarie rilasciate dalla Soprintendenza? E la Soprintendenza, visto che tutto il Palazzo Comunale risulta vincolato ai sensi del codice dei beni Culturali e del Paesaggio poiché di interesse storico è stata interpellata? E se si, perché manca alla pubblicazione questo basilare e fondamentale documento?

Ma vi è una relazione tecnica che conferma la non più validità strutturale di quelle travi e di quei ponteggi? E la rimozione di quelle travi e di quei ponteggi, se sono da considerarsi ordinaria manutenzione, come mai non ricadono nelle opere da realizzare a cura del Comitato San Rocco?

I misteri, più passa il tempo, e più si infittiscono.

Commenti

commenti

Rispondi