Loading

Ma non chiamatela inaugurazione.

Mentre in sordina la campagna elettorale è iniziata e quasi timidamente si comincia a parlare di un nuovo possibile sindaco che dovrà guidare per i prossimi 5 anni il paesello a sud est la grande metropoli, il Commissario Prefettizio Aldo Aldi, con la partecipazione del tecnicismo burocratico, solerte come non mai nell’occasione, inaugura (?), riapre (?), quell’androne del Palazzo Comunale al cui interno hanno preso vita quelle stanze concesse gratuitamente al Comitato Festa San Rocco.

Peserà sulle spalle del nuovo sindaco la responsabilità di avallare o meno la decisone frettolosa e non richiesta del Commissario che avrà lasciato il paesello da un pezzo allorquando la nuova amministrazione sarà chiamata a decidere.

Ambienti ripuliti da quelle mille cianfrusaglie ammassate in quel luogo sacro per l’Istituzione cardine del Comune hanno fatto da scenario a quanti si sono dati appuntamento per la riapertura di quel portone. A presidiare quel luogo, la casa comune di tutti casamassimesi, non ci sarà il Comando della Polizia Municipale, così come dagli albori del paesello siamo stati abituati a vedere, ma l‘immagine di un santo.

«Questa è la casa dei cittadini di Casamassima ed aveva bisogno di maggiore dignità rispetto allo stato in cui si trovava precedentemente. Non c’è stata da parte mia nessuna volontà di mettersi in mostra; l’unica volontà della gestione commissariale è quella di dare una casa dignitosa al popolo di Casamassima».

Queste le parole del Commissario Prefettizio Aldo Aldi donateci ieri sera, 19 dicembre 2017, allorquando lo stesso, attraverso una serie di atti surreali, messi insieme con una velocità surreale, per concedere surrealmente in comodato gratuito ad un comitato feste patronali dei locali di proprietà comunale, vincolati dalla Soprintendenza, decideva di aprire quell’Ingresso Storico e Monumentale attraverso una manifestazione surreale.

Surreale quel taglio del nastro.

Surreale la benedizione della “casa”.

Surreale il violino.

Surreale la presenza dei soliti noti.

Surreali quel mobiletto e quell’anfora che ci sembra aver visto in un negozio di mobili non distante da quelle mura.

Però, quella maggiore dignità che si doveva nei confronti della casa comune, se non ci fossero stati i cittadini, mai avrebbe preso vigore.

Infatti, per quell’apertura tanto agognata e tanto attesa i cittadini tutti hanno dovuto mettere mano al portafoglio e così, parte delle loro tasse sono state così impegnate:

  • 26 settembre 2017 impegnati € 3.000 per pulizia;
  • 25 ottobre 2017 impegnati € 1.000 per la rimozione dei puntelli alle finestre che poi sono diventati sostituzioni;
  • 27 novembre 2017 impegnanti € 1.800 per la tinteggiatura dei portoni;
  • 4 dicembre 2017 impegnati € 3.000 per pulizia finale;
  • 4 dicembre 2017 impegnati € 681 per le spese inerenti l’apertura dell’androne (quali?);
  • 7 dicembre 2017 impegnati € 980 per corpi illuminanti.

Crediamo che una più attenta ricognizione ci permetterà di scoprire ancora delle spese che al momento sfuggono.

Quindi, la collettività tutta, spende € 10.461 solo per le spese, diciamo tecniche, inerenti la sistemazione dei luoghi.

Ma il comodato gratuito prima di 8 anni, divenuti in seguito 4, al Comitato San Rocco, non era stato concesso perché il Comune e quindi la collettività tutta, non avevano disponibilità di danaro sufficiente per ripulire dall’incuria e dall’abbandono quei luoghi?

Ma quanti ne ha spesi il Comitato per tinteggiare le pareti ed infilare i cavi elettrici nella predisposizione esistente?

Quando lo sapremo, se mai lo sapremo?

Bruciato il risparmio su quell’affitto per l’Ufficio di Collocamento di via Pacinotti, che con quei 44 mila euro ci avrebbe permesso di usufruire in toto di quei locali, si inaugura, mai termine è stato più sbagliato, l’androne principale dell’Ingresso Storico e Monumentale del Comune di Casamassima.

Delle 5 porte in legno che conducevano alle stanze destinate agli uffici della Polizia Municipale, 3 risultano interdette da pareti fittizie di cartongesso e 2 ermeticamente chiuse.

I festeggiamenti sono proseguiti nella Sala delle Torri dove fra panettoni, pandori e fiumi di spumante italiano o champagne francese (non siamo esperti), si è brindato dignitosamente e sobriamente all’evento.

Che dire, anche il tappeto dell’ingresso è surreale.

 

 

Commenti

commenti

Rispondi