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Non importa se Nitti o Mirizio: sarà una “gatta da pelare” il primo impegno del nuovo sindaco.

A ravvivare una campagna elettorale sciapa e per alcuni versi insulsa, arriva la sentenza del TAR Puglia che inchioda l’amministrazione Vito Cessa ed il Comune di Casamassima nella sua interezza alle sue responsabilità, decretando la totale illegittimità degli atti sin qui prodotti in riferimento alla TARI.

E così tutto quello approvato durante l’ormai divenuto famoso Consiglio Comunale del 29 marzo 2017, secondo i Giudici del TAR, è privo delle qualità e/o delle condizioni richieste dalla Legge per cui il Comune dovrà rivederlo. E così il ricorso presentato dai 4 cittadini, Pierfrancesco Fais, Giacomo Nanna, Manuela Palmi e Teresa Argentina rappresentati dall’avv. Rocco Paccione, trova totale accoglimento così come stabilito nella sentenza n. 869 del 5 aprile 2018 e pubblicata il 13 giugno 2018.

Ricordiamo a tale proposito la nascita del Comitato Tari Equa.

Cerchiamo di analizzarne i dati salienti.

Illegittimo il PEF (Piano Economico Finanziario) dove indebitamente risulta inserito nei costi anche quello inerente il costo di realizzazione del Centro di Raccolta Comunale (CCR), perche è un costo che non andrebbe ricompreso e che nel caso di specie neppure perché reale, visto che non è ancora prevista la realizzazione di alcun CCR. Quindi questi costi andrebbero cancellati dal PEF e la relativa quota andrebbe eventualmente rimborsata ai cittadini. Un altro aspetto preso in considerazione dal TAR Puglia, che non riguarda la quantificazione dei costi del servizio, ma la loro ripartizione, riguarderebbe le zone Auchan e Baricentro. I ricorrenti contestano, ed il TAR dà loro ragione, che non è vero che le suddette zone non dovrebbero considerarsi servite dal servizio RSU per cui sarebbe indebita la riduzione operata in favore di tali aree.

Non siamo avvocati né tantomeno tributaristi, ma le strade che il Comune di Casamassima potrebbe intraprendere sarebbero due: fare ricorso in appello al Consiglio di Stato oppure agire in autotutela, rideterminando il PEF in aderenza a quelle che sono le critiche mosse dal TAR.

Molti cittadini in queste ore si chiedono se sia possibile richiedere un rimborso dal Comune per le somme non dovute messe in “bolletta” ma regolarmente versate: il problema di fondo è che ad oggi, in assenza di rideterminazione degli importi, nessuno saprebbe in concreto quanto si sia versato in più, o in meno rispetto a quanto la sentenza del TAR stabilisce.

A Chieti un caso simile ha occupato le cronache.

Una grossa gatta da pelare quella che aspetta il nuovo sindaco di Casamassima il 25 giugno prossimo.

Per chi volesse riguardare quel Consiglio Comunale del 29/03/2017, clicchi sull’immagine.

Molti dei soggetti oggi in campo in queste amministrative 2018, erano presenti in quel Consiglio Comunale ed è anche grazie al loro voto che oggi questa sentenza, anche se non storica, ma dirompente, pone le basi.

Votarono a favore del provvedimento oggi bocciato dal TAR:

Vito Cessa,

Giuseppe Nitti,

Arianna Zizzo,

Nicola Guerra,

Antonio Manzari,

Pasqua Borracci,

Giacinto Rella,

Maria Giovanna Nero,

Nica Ferri.

Votarono contro tutte le opposizioni:

Annamaria Latrofa,

Pietro Savino,

Vito Mazzei,

Gino Petroni,

Rino Carelli,

Antonello Caravella,

Stefania Verna,

Donato Fortunato.

Clicca qui per la sentenza del TAR Puglia.

Qui potrete rivedere uno speciale curato da TeleMajg.

 

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