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… non sono una donna anch’io? La storia di Sojourner Truth.

Questa è la storia di Isabella (Bella) Baumfree, passata alla storia con il nome di Sojourner Truth.

Nacque, la data non è certa, a Swartekill, nello Stato di New York, nel 1797 e morì a Battle Creek, nel Michigan, il 26 novembre del 1883.

Isabella, una delle tredici figli di James ed Elizabeth Baumfree, entrambi schiavi del colonnello Hardenbergh. Alla morte del colonnello, Isabella viene venduta all’asta e acquistata insieme ad un gregge di pecore per 100 dollari. Aveva 9 anni.

Vive tra soprusi, violenza e stupri quotidiani perpetuati dal nuovo padrone, certo  John Neely, che, stancatosi del giocattolo, la rivende nel 1808 a 105 dollari.

Martinus Schryver ne resta proprietario per un anno e mezzo. Nel 1810 viene di nuovo venduta ed acquistata per 175 dollari. Questo nuovo padrone proprietario è di animo gentile, ma la moglie no. Vive solo per il gusto di tormentare quella giovane ragazza di 13 anni.  Intorno al 1815 la ragazza incontra uno schiavo di nome Robert, che appartiene ad una fattoria dei dintorni e se ne  innamora perdutamente.

Il padrone di Robert, però, vieta che i due abbiano una relazione in quanto, se da quella relazione dovessero nascere dei figli, lui non potrebbe accampare diritti su di loro in quanto i due genitori, schiavi entrambi, apparterebbero a padroni diversi. Un giorno Robert viene picchiato selvaggiamente per punirlo, evidentemente, dell’amore che provava per Isabella. Poco dopo l’uomo muore per le lesioni ed Isabella non lo rivedrà mai più. E così, nel 1817 Isabella è costretta a sposare uno schiavo più vecchio di nome Thomas. Avrà 5 figli: Diana (1815) figlia di Robert, e Thomas (morto poco dopo la nascita), Peter (1821), Elizabeth (1825) e Sophia (1826 circa) tutti figli di Thomas.

Nel frattempo già dal 1799 lo Stato di New York aveva iniziato a legiferare per abolire la schiavitù. Il padrone di Bella promette, intorno al 1826, di concederle la libertà con un anno di anticipo, ma cambia idea perché un infortunio alla mano l’ha resa meno produttiva. E così Bella decide di scappare portando con sé la figlia Sophia. Lascia gli altri figli perché per le leggi del tempo non sarebbero stati liberi sino a quando non avessero prestato servizio come servi fino al compimento dei vent’anni. Vive con una famiglia sino al momento in cui, per legge, l’Atto di Emancipazione non diviene effettivo. Intanto Peter, uno dei suoi figli di 5 anni, viene venduto illegalmente ad un proprietario dell’Alabama. Fa ricorso in tribunale che le rende giustizia facendole riottenere il figlio. E’ la prima donna di colore a vincere una causa contro un uomo bianco.

Nel 1829 si trasferisce a New York dove incontra Elijah Pierson, un prete evangelista. Nel 1832 viene affascinata dal Profeta Matthias andando a lavorare come domestica da lui. All’improvviso Elijah Pierson muore e sia Bella che il Profeta Matthias vengono accusati di averlo avvelenato, ma vengono assolti da tutte le accuse. Nel 1839 il figlio Pater si imbarca su di una nave da cui non farà più ritorno.

Una rivelazione cambia il corso della sua esistenza. Dio la chiama a liberare il suo popolo dalla schiavitù. Il 1° giugno del 1843 Isabella cambia il nome in Sojourner Truth.

Sojourner significa “colei che c’è” e Truth “verità”.

Diventa metodista e parte in giro per gli Sati Uniti diventando attivista dei diritti dei neri e delle donne, e si batterà sino alla morte per l’abolizione della schiavitù e della pena di morte. Nonostante fosse analfabeta, ha dettato i suoi diari e molti articoli che sono stati pubblicati su varie riviste e ha pronunciato, tra gli altri, uno dei discorsi più significativi per i diritti delle donne durante la convention dell’Ohio nel 1851, in seguito conosciuto con il titolo Ain’t I a Woman?

“Bene c’è un tale fermento che qualcosa scappa fuori per forza. Credo che a furia di dare addosso ai negri del Sud e alle donne del Nord – tutti in cerca di diritti – gli uomini bianchi saranno presto nei guai. Ma di cosa si sta parlando qui? Quell’uomo sta dicendo che le donne hanno bisogno di essere aiutate a salire su delle carrozze, che bisogna prenderle in braccio se c’è una pozzanghera e che bisogna dargli il posto migliore. A me non mi ha mai aiutato nessuno a salire in carrozza o a saltare le pozzanghere, e nessuno mi ha dato il posto migliore! Quindi non sono (forse) una donna? Guardatemi. Guardate le mie braccia! Ho lavorato nelle piantagioni ed ho coltivato i campi mettendo (il fieno) nei fienili e nessun uomo mi ha mai aiutata! E non sono una donna? Potevo lavorare e mangiare quanto un uomo -quando potevo- E non sono una donna? Ho dato alla luce tredici bambini e visto la maggior parte di loro essere venduti come schiavi e quando piansi la morte di mia madre nessuno mi ha ascoltato a parte Gesù. E non sono una donna? E poi hanno iniziato a parlare di questa cosa che hanno nella loro testa. Come la chiamano? Intelletto. Beh dolcezze.. E cosa c’entra questo con i diritti delle donne e delle persone nere? Quell’uomo dice che le donne non possono avere gli stessi diritti degli uomini perché Cristo non era una donna! E da dove viene il tuo Cristo? Da Dio e da una donna (Maria)! L’uomo non ha nulla a che fare con lui. Se la prima donna (Eva) che Dio creò fu capace di ribaltare il mondo (mangiando la mela) allora tutte queste donne dovrebbero essere in grado di capovolgerlo ancora! …. ed ora la vecchia Sojourner non ha più nulla da dire.”

Nell’aprile 2009 Michelle Obama svelando il busto di Sojourner Truth ha dichiarato: «Spero che lei sarà fiera di me».

Ma gli appassionati della conquista spaziale quel nome la conoscono bene: corrisponde a una delle sonde lanciate dal maliano Cheick Modibo Diarra – fisico, matematico e ingegnere – che ha lavorato con la Nasa.

Stelle nere appunto, che volano alto.

 

 

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