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Nonostante i cittadini, loro sono tutti pronti. O quasi.

Gli imbroglioni hanno sempre saputo…

che il loro mestiere non è quello di convincere gli scettici,

ma di permettere ai creduloni di continuare a credere quello che vogliono credere.
(Thomas Sowell)

 

Saranno solo questi i partiti, i movimenti e liste civiche che si presenteranno o qualcuno abbandonerà e qualcun altro si aggiungerà alla prossima competizione elettorale che dovrà designare il nuovo sindaco e il nuovo consiglio comunale al paesello a sud est?

Le elezioni sono più vicine di quanto possiate immaginare e il silenzio che le circonda lo dimostra. Tutti impegnati a trovare l’alchimia migliore che da una parte deve far dimenticare la catastrofe di un’amministrazione di molto centro e non pervenuta sinistra e gli altri a creare un molto centro con poca quanto basta destra, per tentare di risollevare le sorti di una comunità che ha pochissime chance di ripresa. Il declino inesorabile non è del tutto compiuto e tutti stanno contribuendo ad accelerare il processo di sgretolamento ineluttabile.

Dal 1° agosto l’amministrazione a guida commissariale, si sta anch’essa dimostrando non all’altezza della situazione attuando una serie di provvedimenti che lasciano se non interdetti, basiti. Le speranze riposte da molti in una gestione al di fuori di logiche partitiche e ideologiche di convenienza si stanno scontrando sul muro dell’incomprensione che terrà occupate non per poco tempo le future generazioni.

Nel frattempo le forze politiche tutte tacciono, indifferenti e insensibili rispetto agli atti che, nonostante il commissario prefettizio, vedono la luce.

Ed in questa pre-campagna elettorale il silenzio è opportuno.

Ed assordante.

Commentare una decisone, un atto, a favore o a sfavore, in questo momento, potrebbe essere determinante per quella manciata di voti che basteranno per mostrare al mondo intero la fascia tricolore al petto.

E nel frattempo, impegnati a tessere la tela delle alleanze, a trovare papabili candidati sindaci credibili e a strapparsi i candidati consiglieri che qualche decina di voti potranno racimolare fra parenti, amici e conoscenti, le forze politiche e i politici, antichi e moderni, con quel cerotto sulla bocca e con le mani legate, niente proferiscono ed immobili attendono tempi migliori.

Ma tranquilli, arriverà il tempo in cui ci saranno le promesse, le rassicurazioni, le certezze. Saranno disposti anche a promettervi finanche un molo di attracco direttamente in Piazza Moro per il gommone o per la barca a vela.

Tranquilli! Più grande è la barca minore sarà la tassa.

Ma a Casamassima il mare non c’è, come è possibile?

Siate sereni, in campagna elettorale tutto è possibile.

Ci sono tanti di quei creduloni che non avete idea.

E se creduloni non sono, che volete?

Sarebbe possibile non dare il proprio voto al cugino, alla sorella, allo zio e all’amico di papà che tanto buono è stato con la famiglia?

Volete essere responsabili di non consegnare alla storia i pargoletti, i principini e le principesse di famiglia?

Senza cuore siete.

E così tra il copia ed incolla di Antonio Gramsci che manco sanno chi sia stato, i movimenti, quelli che tengono alle tasche dei cittadini, quelli dell’onestà onesta, degli scontrini da bar, quelli della trasparenza e che pubblicizzano il nulla come se avessero scoperto l’acqua che riscaldata in un tegame sopra al fuoco calda diventa, sapendo tutto delle elezioni siciliane e del ballottaggio di Ostia dove il 65% dei cittadini al voto non è andata, si dimenticano del paesello e di quello che avviene.

Ad esclusione di qualcuno che le dita di una mano sarebbero troppe per elencarli, insieme agli altri, a quelli per esempio che conservano ancora, vedremo sino a quando, la maggioranza relativa al paesello e che si credono indispensabili perché loro un leader perdente hanno o a quelli che sono così bravi da aver espresso tre consiglieri tre nell’ultimo consiglio comunale, o a quelli che stracciate le vesti di civici ora con il fardello del simbolo dovranno confrontarsi, con le bocche cucite stanno senza fiatare, respirando mettendosi la mano sulla bocca per non scomodare l’aria che li circonda.

Ma tanto i voti stanno nel cassetto e si troverà ancora una volta il modo di fregare gli elettori, i cittadini che avranno ancora il coraggio di tornare alle urne per farli sentire importati, grandi statisti e fini politici che una volta votati si scordano di te e dello loro promesse vane.

Non hanno nulla da dire sulla gestione dei rifiuti, sul ritiro dei kit autorizzato in quei locali comunali gratis, sulla mancanza di attuazione del contratto sulla monnezza.

Nulla sulle scuole ancora chiuse; sulle promesse passate, su quelle presenti (per quelle future ci penseranno loro) e su che fine devono fare quei piccoli cittadini studenti in affitto al Majorana. Neanche una parola, neanche un gesto, neanche un alito di vento che possa scomodare le loro poveri e tristi menti.

Niente ci dicono sulla Rodari, niente sulla Collodi.

Niente sulla Marconi che sembra perda pezzi.

Per non parlare della Media Succursale.

I bambini dell’infanzia di via Lapenna possono aspettare.

Basterebbero i voti dei genitori di quei bambini per rendergli indigesto il piatto. Ma tanto non avverrà.

Come niente di niente dicono su quei locali pubblici istituzionali concessi a terzi nel giro di una settimana che ancora qualche dubbio, anzi, più di qualche dubbio e perplessità, ci consegnano.

Neanche quanto scrive il commissario il 6 novembre scorso all’Acquedotto Pugliese per chiedere chiarimenti circa analisi sull’acqua potabile che tutti beviamo riesce a smuovere le coscienze.

Dov’è quell’amore sviscerato che tutti dicono di avere per Casamassima e per i suoi cittadini?

E che cazzo! Allora a niente serve la campagna elettorale?

Come faranno a beatificarsi con progetti megagalattici che prevedono un parcheggio interrato e un megastore elettronico di dieci piani al posto della scuola che ormai non serve più?

Ed i ponti illuminati li avete già dimenticati?

Passato il morto, passata l’indignazione.

E le casse comunali sempre più strette che alcuni provvedimenti mettono in luce?

Ed il commercio e lo struscio del centro commerciale?

Ci penserà la stampa, quella dei microfoni nelle mani dei bambini oppure quella dell’amarcord di come eravamo belli e bravi e buoni di trenta o quaranta anni fa ad informarvi sulle ultime che dovete o potete sapere. Ma senza scossoni. Senza emozioni.

Voi delicati siete e come bambini (con il microfono) andate trattati.

Ci penseranno i social delle foto sbiadite o virate seppia ad allontanarvi dalla realtà.

Perché noi, voi e gli altri, mica ci lamentiamo.

Ci lamentiamo?

E quando mai.

Va bene così.

E se l’onda dell’astensionismo, sperimentata perfettamente in Sicilia e a Roma significasse qualcosa?

Per fortuna il PDF è vivo è lotta.

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