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Oggi è il compleanno di zia Rosetta.

E così mentre a Torino si consumava l’ennesimo atto demenziale che provocava oltre 1400 feriti con 8 in gravi condizioni e con un bambino in fin di vita e a Londra i soliti “imbecilli” che dicono siano terroristi accoltellavano alla gola passanti, uccidendone 8 e ferendone una cinquantina e mentre in provincia di Asti il “cervello” di Don Bosco veniva “rapito” dalla sua teca, il “popolo” che guardava in tv la finale di Champions si interrogava se fosse stato meglio scoprire la moglie a letto con l’amante piuttosto che assistere alla sconfitta della propria squadra del cuore che rimediava 4 gol pappine.

Colpa di Buffon? Colpa di Allegri? E Dybala, fesso è? Ed Higuain, era in squadra oppure è rimasto negli spogliatoi?

Fatto sta che il popolo dei torinesi bianco e neri, continua ad interrogarsi sul come mai riescano si ad arrivare in finale, ma riescano con la stessa facilità a perderle, le finali.

E giù improperi ed invettive contro quelli che italiani non sono perché ieri hanno tifato per il Real Madrid e non per una squadra italiana che meritava tutto l’affetto e la considerazione di una Nazione, calcistica, che avrebbe dovuto inginocchiarsi, da nord a sud, da oriente ad occidente, per rendere omaggio a quei colori, il bianco e il nero, che ieri di grigio si sono confusi.

Erano gli altri, quelli che preferiscono la moglie fedele ad accorgersi che nulla era cambiato: Juventus Channel, commentando la partita appena conclusasi, dichiarava che la famosa incornata di Zidane a Materazzi avrebbe dovuto vedere lasciare il campo anzitempo all’incornato e non all’incornatore.

Ci dovremmo inginocchiare a codesto giudizio squisitamente tecnico?

Ma ieri è stato come quando vai al cinema e vedi il film in cui il buono subisce l’angheria continuata del bulletto di noialtri che ti fa dispetti e cattiverie di tutti i generi con complicità neanche occulte ma che alla fine sarà umiliato e sconfitto magari dall’eroe mascherato, rigorosamente in viola, che ti rimetterà in gola le offese punendoti amaramente per quella boria e presunzione che ti contraddistingue.

Avrebbero molto da imparare questi bianco e neri, magari da quelli che le finali le giocano per vincerle e che sapendo quando siano “pazzi” i loro beniamini, sono ormai fin troppo abituati alle sconfitte.

Può vincere solo chi sa perdere.

Nel frattempo tanti auguri a zia Rosetta che nella sua enorme saggezza ci ricorda che perdere una partita di calcio non è perdere una guerra e che perdere una guerra non è perdere una partita di calcio. (Fidatevi, lei Winston lo ha conosciuto)

Cento di questi giorni.

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