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Oggi si sceglie.

Al primo turno un’affluenza bassissima.

A decidere per tutti sempre gli stessi; le solite famiglie, le solite corporazioni e i soliti interessi. Disertare le urne sembra essere diventata la risposta ad una politica che sempre più spesso attraverso l’autoreferenzialità si candida a governare la cosa pubblica il più delle volte non avendone capacità alcune.

E se i cittadini si riappropriassero di quel voto, di quella matita e decidessero veramente in libertà per il loro futuro?

Siamo consapevoli che l’offerta politica non è quella che vorremmo, ma volenti o nolenti è con questa che dovremmo fare i conti per i prossimi 5 anni.

Nell’idea dei costituenti, il diritto di voto rappresenta una conquista di civiltà, che costò molti sacrifici in termini umani e di lotte sociali, ed anche l’astenersi senza esprimere preferenza alcuna, ma recandosi al seggio imbucando una scheda in bianco, rappresenterebbe la libera determinazione di rendere immutabile moralmente quel dovere civico che ogni cittadino dovrebbe compiere.

La responsabilità di come potrebbe essere Casamassima è nelle nostre mani.

 

(L’immagine di copertina tratta da Comune Casamsssima.it)

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