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“… oppure prenderò provvedimenti seduta stante”.

Nel contesto normativo attuale è praticamente impossibile violare le regole…

Tuttavia è impossibile che una violazione passi inosservata, non certo per un considerevole periodo di tempo.

(Bernard Madoff)

 

 

«Penso di lavorare con tranquillità e chiedo la collaborazione del personale. Su questo sono molto rigido. Non si può amministrare bene la città senza la collaborazione dell’apparato burocratico.

O l’apparato burocratico ascolta le direttive che il vertice dell’amministrazione comunale, da me rappresentato a partire da oggi, riceve, oppure prenderò provvedimenti seduta stante».

Questo quanto dichiara il Commissario Prefettizio Aldo Aldi alla penna di Valentino Sgaramella, [oggi 6 agosto 2017] su La Gazzetta del Mezzogiorno.

Che la politica abbia bisogno anche della collaborazione della macchina burocratica dell’Ente Comunale è  indubbio, ma da dove vorrà partire il Commissario per far ritornare quella quiete e quella serenità negli uffici che sembra, a detta di molti, compromessa dopo la passata sindacatura? Dalle competenze stravolte? Dal geometra che si trova a fare il ragioniere nell’ufficio ragioneria e tributi o dalla laureata in economia e commercio che oggi si barcamena tra tecnigrafi e calcoli sul cemento armato all’interno dell’ufficio tecnico? O fra i mille incarichi, anche ad interim, dati a funzionari già tanto oberarti di lavoro con i tanti grattacapi da capogiro?

Potrà e dovrà essere preludio ad una riorganizzazione degli uffici quell’ultimatum del dott. Aldi? E quella richiesta di sospendere le ferie al personale, va in questa direzione?

La politica e la burocrazia, annoso e mai risolto problema per il paesello a sud est.

Ma già prima di queste dichiarazioni, l’arrivo del Commissario a Casamassima, il terzo in pochi anni, sembra abbia provocato non pochi malesseri da parte di coloro i quali non hanno visto di buon occhio una personalità, peraltro con quel curriculum specialistico da invidia, alla guida, seppur temporanea, di Casamassima.

Anche parte della politica non sembra gradire questa figura che dopo solo pochi giorni diventa ingombrante.

Ma fa veramente così grande paura una persona che dichiara che la legalità è al centro del suo operato? Che i doveri di tutti e che i diritti dei poveri e dei deboli rappresentano il cammino che si vuol perseguire?

Ma la denigrazione è dietro l’angolo.

Cercare maldestramente di inculcare nell’opinione pubblica il sospetto, a poche ore dall’arrivo del Commissario nella Sala delle Torri, che l’incarico sia solo di facciata e che in realtà nasconda unicamente la sua prossima candidatura a sindaco, sembra celare la certezza che certi equilibri raggiunti possano essere compromessi.

A questo si riferivano vari ambienti quando discettavano se sarebbe arrivato un commissario duro o morbido?

E così, il paesello a sud est, che figura anche negli elenchi “top secret” del Ministero degli Interni, decide di mandare lui, perché conoscendo le sue capacità e quanto abbia prodotto il suo lavoro in altre realtà, alcune delle quali difficili, così come le cronache giornalistiche e giudiziarie riportano, poteva essere la persona giusta al momento giusto.

Aspettarsi qualcosa di diverso dopo le decine di atti inviati alla Corte dei Conti? E come non ricordare le missive indirizzate al Prefetto di Bari finendo con quel ricorso presentato al TAR da cittadini vogliosi di sapere?

Tre commissariamenti consecutivi raccontano la storia che non solo la politica ha fallito miseramente nel paesello a sud est, ma anche le sinergie unitarie che si speravano fra politica e burocrazia, hanno marciato in direzioni opposte e con fini non coincidenti. Ed è per questo che l’appello del Commissario alla burocrazia nostrana assume valenza.

Rivedere sotto la lente di ingrandimento quanto in questi anni ha preso corpo a Casamassima, penso, dovrebbe far piacere a tutti ed allora perché non si aspetta che almeno qualche atto venga prodotto per capire almeno la direzione che si vuol prendere?

Che ora la legalità spaventi qualcuno?

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