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Pagina nera. Anzi nerissima.

Le pagine nere e tristi che questa amministrazione continua a scrivere sono ormai innumerabili.

Vista l’indisponibilità del Nitti a votare la Ferri come presidente del consiglio, dopo averla sfiduciata, e vista l’impossibilità della stucchevole maggioranza di trovare un nome su cui poter far quadrato, si preferisce abbandonare l’aula e non continuare un consiglio comunale che avrebbe potuto riservare sorprese non gradite agli equilibri precari della maggioranza.

Sul nuovo o sulla nuova presidente del consiglio si doveva votare.

L’abbandono dell’aula consiliare da parte del sindaco e dell’intera maggioranza è fatto certamente grave su cui si dovrebbe ampiamente riflettere. Una maggioranza in sfacelo su cui il Nitti guerrafondaio prima, ed accondiscendente poi, insieme al fido Guerra, sta agendo in modo determinante con quell’accanimento terapeutico che sta sconquassando non solo la politica del paesello a sud est, ma l’intera collettività che risposte concrete si aspetta. Mentre le scuole languono, mentre le tasse aumentano e le prese di posizione da parte del PD su comitati cittadini spontanei sulla TARI diventano terreno di scontro ipocrita e tardivo, gli uomini e le donne in consiglio giocano a far gli statisti ed i fini politici.

Le maggioranze chiedono comprensione e collaborazione da parte delle minoranze per poter districare il ginepraio in cui si sono cacciate e da cui non sanno venir fuori. Vogliono, le maggioranze, una volta accomodatesi dove meglio gli piaceva, una mano per venir fuori da quelle sabbie mobili in cui si sono cacciate. E così magari vorrebbero che le minoranze convergessero su un nome, di maggioranza naturalmente, al fine di poter dare il benservito alla Ferri, che ancora ci spera, conservando una carica non più nella loro completa disponibilità.

Ci auguriamo solo che le minoranze non cadano nella trappola, ma qualche dubbio cominciamo a temerlo.

Ma possibile che il solo responsabile di tale sfacelo non si sia accorto che la sua presenza non ha mai garantito nessun equilibrio possibile?

Possibile che nessun dubbio l’abbia mai consigliato di abbandonare la spugna e tornare a vita civile?

Sig. sindaco Cessa, Lei non vuol bene né a Casamassima, né ai suoi concittadini.
Torni a casa.

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