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Per qualcuno saranno i “sabato del fare”.

Se si andasse alle urne ogni 6 mesi, i cittadini tutti, quelli delle grandi città come quelli del paesello a sud est la grande metropoli, sarebbero i sudditi più felici. Sarebbero beneficiati dagli 80 euro in busta paga, dalla speranza di un reddito di cittadinanza, da una tassazione uguale per tutti, ricchi e poveri, dalla fine dei vitalizi, dal fatto che tutti andrebbero in bus, elettrici magari, da scuole belle e colorate, da campi sportivi e dalla pulizia necessaria dalle erbacce di alcune zone della città che sono proprio insopportabili.

Ed è quello che hanno fatto oggi quelli di Idea Civica, la coalizione di liste civiche (?) che vorrebbe Giuseppe Nitti sindaco di Casamassima. Armati di falce e qualche mezzo meccanico, si son dati appuntamento su quei terreni abbandonati ed incolti di via Turi dove, dopo aver macinato senza pietà quelle erbacce che impedivano la vista, hanno piantato 4 ulivi di memoria prodiana come simbolo di lotta alla trascuratezza e alla negligenza.

 

Sicuramente un opera meritoria e degna di attenzione visto che solo grazie ad un’autotassazione da parte dei candidati le liste civiche si sono potuti compensare i costi sostenuti per l’acquisto di quegli alberi e del personale specializzato che operava sui mezzi, ma ci chiediamo se sia possibile ogni volta, specialmente in campagna elettorale, continuare a sostenere simili belle azioni, che poi, inevitabilmente, una volta arrivati ad occuparli quegli scranni, diventano memoria antica senza ricordo. Vedremo, disbrigheremo, vi promettiamo che faremo ….. diventano le parole d’ordine di quelli che, seduti su quei banchi, rigirandosi i pollici ci spiegheranno che i soldi son pochi e che bisognerà aspettare quella sovvenzione di quel tale fondo europeo o regionale perché senza soldini nulla si potrà realizzare.

Ma i sostenitori di Giuseppe Nitti sindaco, non sono certo i primi e non saranno certamente gli ultimi che ci vorranno deliziare con queste azioni da libro Cuore e da questi blitz ecologisti da far invidia a National Geographic.

E’ ancora vivo il ricordo, uno fra i tanti, di Antonello Caravella candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle alle scorse amministrative, allorquando ripuliva, inseme ai suoi prodi, Marcedd dai rifiuti gettati lì come se si trattasse di una discarica a cielo aperto e non di un polmone di verde da tutelare.

Ma se volessimo arrivare al bello e alla felicità, parole comparse in questa magmatica campagna elettorale, attraverso giudizi su come si stiano spendendo denari pubblici, o su come scompaiano possibili introiti pubblici da atti comunali, ci accorgeremmo tutti che è meglio una pulizia superficiale su un terreno incolto ed abbandonato, perché il copertone e l’erbaccia li vedono tutti, mentre i conti che regolano le nostre tasse, no.

Appuntamento a sabato prossimo.

 

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