Loading

Il petardo, il vigile, il disabile e il … sindaco.

Mentre l’Italia intera si interroga perché mai si debbano pagare i sacchetti che ci servono per raccogliere le mele che al mercato andiamo a comprare e se quell’ulteriore spesa quantificata fra i 15 e i 20 euro annuali sia sopportabile, bene, lo stesso popolo, quello italiano, nulla ha da obiettare circa quell’aumento del gas e della luce che costi certamente maggiori ci porterà. Neanche una parola sull’incremento delle tariffe autostradali che aumenti generalizzati porteranno, e niente di niente sugli scandali che hanno riguardato le banche, il lavoro, le pensioni e il mondo della scuola.

Volete mettere: il sacchetto più importante è.

A Marzo saremo chiamati a decidere le sorti del Bel Paese sapendo tutto sui sacchetti ultraleggeri ma sostenibili per l’ambiente, ma niente di niente sulle norme che regolano l’elezioni dei partiti e partitelli che andremo a votare.

Per ravvivare questa vita piatta l’anno inizia con la distruzione di una fontanella al paesello durante i festeggiamenti di fine anno, il furto con scasso presso la sede ARCI 1980 da parte di imbecilli non sappiamo se mascherati e da quel petardo fatto scoppiare fra le gambe di un “soggetto debole” da parte di un Vigile Urbano di Acquaviva delle Fonti.

Gesto ripreso dal solito cellulare sempre presente quando si tratta di testimoniare l’imbecillità umana e dato in pasto ai social che di stupidità si nutre. Ma questa volta la stupidità è arrivata sulle pagine dei giornali e in TV alimentando reazioni più o meno condivisibili.

L’antefatto.

Il 1° di gennaio, il sindaco di Acquaviva delle Fonti, Davide Carlucci, postava sulla propria pagina:

L’augurio che faccio a tutti, quest’anno, è di avere nella nostra città sempre meno gente che calpesta il bene di tutti, come ha fatto stanotte l’imbecille che ha messo fuori servizio il cestino di piazza Garibaldi con un petardo. Una massa di idioti attenta alla nostra sete di civiltà: se non li fanno saltare in aria, i cestini li riempiono di immondizia, oppure di quei rifiuti riempiono le campagne, le vie del centro storico, le periferie, il centro cittadino. Oggi molti di loro siederanno sullo stesso tavolo di chi invece vuole una Acquaviva più pulita, bella, ordinata, civile, capace di attrarre visitatori e quindi di creare ricchezza e occupazione dalla sua bellezza. Su questo dobbiamo continuare a lavorare, nel 2018, sperando che gli incivili siano sempre di meno.

Commentava l’atto di qualche mattacchione festaiolo che si divertiva a salutare il 2017 facendo esplodere, con un petardo, un cestino per le carte.

Memorizzate questo post del sindaco; in seguito servirà.

Il fatto.

Mentre il 2 gennaio volge al termine, sempre il sindaco, scrive:

Oggi pomeriggio ho ordinato di avviare il provvedimento disciplinare nei confronti del vigile del video che gira su whatsapp.

Un video, divenuto poi di dominio pubblico, riprendeva un vigile urbano, crediamo nei pressi del Comando, in uniforme, che accendeva un piccolo petardo e lo lanciava in direzione di un uomo, che le cronache raccontano abbia delle disabilità psichiche e che gli esplodeva fra le gambe provocando l’ilarità del cine operatore che riprendeva il tutto con un cellulare.

La marea dei commenti al post andavano dal più pacato “che sarà mai, un atto di goliardia” al perentorio “licenzialo quel pezzo di m…”.

Il 3 gennaio, sempre sulla pagina facebook Davide  Carlucci scriveva:

Sì, ma non creiamo mostri. Come dobbiamo essere umani nei confronti di Costantino, allo stesso modo dobbiamo restare umani di fronte a un vigile che ha fatto una caxxata, pagherà per quello che ha fatto, non avrà sconti, ma resta pur sempre una persona buona e disponibile a cui va data l’opportunità di dimostrare le sue migliori qualità. Che non sono quelle che emergono da questo video…

Seguiva il link de La Stampa che pubblicava il video incriminato.

Ed anche qui una marea di commenti da Stavano giocando non e che lo condanniamo al patibolo al più drastico e repentino Non è degno di indossare una divisa.

Si apprendeva nel frattempo che il vigile in questione indirizzava una lettera di scuse al Sindaco, al Comandante la P.M. e al Segretario Generale per il gesto compiuto.

Trascorrono ancora 24 ore e il 4 gennaio lo stesso sindaco, condivide quanto riporta il sito del Comune di Acquaviva delle Fonti:

Il Comune di Acquaviva delle Fonti ha dato seguito all’indirizzo del sindaco di avvio del procedimento disciplinare nei confronti del vigile urbano che si è reso protagonista del video virale del petardo fatto esplodere per terra tra le gambe di un soggetto debole. È stato emesso un atto di contestazione dell’addebito al dipendente, ai sensi del decreto legislativo 165 del 2001, come modificato, e del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto enti locali del 1995, come modificato.

La sanzione prevista è la sospensione dal servizio con privazione della retribuzione. L’entità sarà definita nel corso del procedimento disciplinare in itinere.

Ed anche qui i commenti benevoli e malevoli nei confronti del vigile protagonista.

Ma mentre ad Acquaviva si tende in generale a non criminalizzare più del dovuto l’atto improprio del vigile giocherellone, negli altri paesi del circondario, compresa Casamassima, sembra che l’unica soluzione applicabile sia quella del licenziamento e/o comunque l’allontanamento dalla “divisa indegnamente indossata”.

Non staremo certo a commentare quelli che mettendo in discussione la disabilità del soggetto protagonista suo malgrado, vorrebbero trovare tutte le attenuanti possibili ed inimmaginabili per l’uomo in divisa persona esemplare. Sembra che il pagare il caffè ogni mattina a Costantino, così si chiama i soggetto debole in questione, renda il vigile protagonista dello scoppio fra le gambe meno colpevole.

Alcune considerazioni:

Probabilmente sbaglieremo, ma il giudizio complessivo che il primo cittadino esprime fra il primo atto, far saltare in aria il cestino in piazza, con il secondo, il petardo del vigile, non paiono coerenti.

Mentre il petardo nel cestino sembra avere come protagonista un idiota che attenta alla nostra civiltà quello del vigile urbano, è definito una cazzata.

Strano metro di giudizio.

L’atto rivolto nei confronti di una cosa, cos’è un cestino delle carte se non un oggetto, un suppellettile, diventa un attentato alla civiltà, mentre il petardo fra le gambe di un soggetto debole, una cazzata.

Ma non basta.

Mentre sembra non ci sia appello nei confronti dell’idiota che fa saltare il  cestino in aria, il vigile urbano con il tric e trac fra le mani mentre è regolarmente in servizio, resta pur sempre una persona buona e disponibile a cui va data l’opportunità di dimostrare le sue migliori qualità.

All’idiota che fa saltare il cestino delle carte, nessuna controprova: non può essere una persona buona e disponibile a cui va data l’opportunità di dimostrare le sue migliori qualità, al vigile si.

Un attentatore rimane un attentatore.

Un vigile che fa una cazzata, invece, una persona buona potrebbe essere.

E se sia esattamente il contrario, sindaco Davide Carlucci?

Se sia una cazzata quella del cestino e un atto che attenta alla nostra civiltà quella del mortaretto fra le gambe di un soggetto debole?

Si sarà posto il problema quando ha scritto i suoi post, il sindaco? In quel video andato in onda in mondovisione sono tante le contraddizioni e le incongruenze, anche gravi, a nostro giudizio.

L’atto in se è spregevole perché compiuto su un soggetto debole, come lo definisce il sindaco ed il Comune di Acquaviva, ed è carico di significati che non sto qui ad elencare perché tutti quegli atti che minano la dignità di un uomo impossibilitato a difendersi sono atti ignobili.

Se per civiltà ci riferiamo  alla forma particolare con cui si manifesta la vita materiale, sociale e spirituale d’un popolo e se è diventata nel tempo sinonimo di progresso, questo non ci induce a sostenere che la nostra civiltà e il nostro progresso ci obbligano ad esecrare la violenza, sotto tutte le possibili desinenze ed a rispettare quelli che sono impossibilitati dall’esercitare la propria difesa?

Qualcuno pensa che ci sia poi tanta differenza fra uomini in divisa che violentano studentesse ubriache nei portoni di Firenze o da preti che compiono atti libidinosi nei confronti dei piccoli che frequentano le chiese rispetto ad un vigile che si prende gioco, seppure con tutte le attenuanti del caso, di una persona debole che in quel momento è incapace pure di prenderlo a schiaffi o mandarlo a cagare?

Ma ledere in questo modo, goliardico per qualcuno, la dignità di un uomo, non è calpestare un bene che è di tutti?

Più attentato alla civiltà di questo?

Ci avevano insegnato che la divisa, qualsiasi divisa, fosse il baluardo contro le barbarie dell’inciviltà. Quante stronzate ci insegnano.

Terza aggravante è il filmato.

Possibile che nessuno o pochissimi si siano indignati e nulla abbiano scritto nei confronti di quel soggetto che riprendendo il fattaccio l’ha data in pasto come fosse una barzelletta di Mudù per allietare il nostro e il suo di spirito?

Nessuno pensa di procedere anche nei confronti di costui o costei che invece di servirsi del filmato per denunciare un azione deplorevole l’ha utilizzato per allietare il suo risolino sarcastico?

Su una cosa sono in accordo con il Sindaco Carlucci.

Alla mia tavola vorrei sedere sempre con quelli che facciano della civiltà, della solidarietà, del rispetto del diverso e della correttezza stile di vita sperando che gli incivili siano sempre meno.

Che poi la politica debba interrogarsi sui codici di comportamento che gli uomini chiamati a rappresentare le Istituzioni devono seguire, è altra storia. Ma non secondaria.

A proposito.

Per caso vi era un’ordinanza ad Acquaviva delle Fonti sull’utilizzo dei botti?

A Casamassima no; infatti si è venduto e sparato a più non posso.

 

 

Commenti

commenti

Rispondi