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Piove

Arrivano per secondi quelli del gruppo misto che misto non è. Si fanno fregare sul filo di lana la Stefania, il Donato e la Francesca, quell’assessora «stanca di essere strumentalizzata per mesi per quelle competenze che hanno bloccato operazioni poco chiare all’interno dell’ente» e che, nonostante non spieghi a cosa si riverisca la sua dichiarazione criptica che riapre quegli scenari lasciati in sospeso dalla Lioce, non le ha consentito subito di denunciare quanto di strano si stesse realizzando nel palazzo di vetro aspettando che qualcuno denunciasse il suo continuare a prendere lo stipendio senza che la carica assessorile fosse realmente ricoperta in pienezza. Chiedono le dimissioni del sindaco, i partecipanti al terzetto o quartetto, per tenere accesa la fiammella della speranza che anche con altri uomini e donne di buona volontà, si possa ripartire nell’azione amministrativa del paesello a sud est.

Mai partita, in verità.

Contestualmente non allegano però i piccoli scrivani nostrani, le dimissioni della Francesca Barone da assessora che a questo punto sembrano inevitabili.

Preceduti da quella lettera a firma Vita Calabretto, referente della lista Cessa per Casamassima e della sua consigliera Giovanna Nero che comunicano di essere disponibili a rimettere le deleghe dell’assessore di riferimento Cristantielli (che non firma) nelle mani del sindaco per tentare di venir fuori da quel ginepraio che anche loro, però, hanno contribuito a mettere su. Lettera inutile e comica specialmente quando afferma che forse l’attività amministrativa ha trovato intoppi anche dalla mancanza di casse piene dopo l’esperienza commissariale, facendo intendere, senza portare prove consistenti ed inoppugnabili, che il commissario prefettizio abbia dato fondo alle disponibilità dell’Ente. Gravi dichiarazioni che certamente apriranno scenari ancora più cupi su come intendano l’attività amministrativa questi signori, e signore, che hanno soprasseduto quando le spese senza controllo erano proprio loro, con il loro lassismo, a permettere. E come se dicessero siamo disposti ad andare avanti ma prima diteci quale sarà il nostro futuro e dopo, solo dopo, saremo disposti a desistere da quella carica assessorile al Cristantielli assessore alla pubblica istruzione e non solo.

Anche l’ambiente e l’acqua, tutela.

I risultati sotto gli occhi di tutti.

Una lettera che fa comodo solo al sindaco che tenta la carta, o meglio la cartuccella, di ricucire quell’antica coalizione che gli ha voltato le spalle e che la sua poca dimestichezza con la dignità politica ha messo in atto e che nella sostanza non dice assolutamente nulla visto che ricalca il suo pensiero che del futuro, quello suo, vuol essere sicuro. Cosa continuino a fare ancora i consiglieri di maggioranza è ancora incomprensibile:

Antonio Manzari, Giacinto Rella, Pasqua Borracci, Arianna Zizzo, Giovanna Nero, Stefania Verna, Donato Fortunato, Raffaele Bellomo seguiti a ruota dalla presidente Ferri che quando serve un voto favorevole lo elargisce sempre.

Certo è che grandi statisti lo sono, solo che continuano a pontificare nelle sale da barba, dimenticando che le idee, le rimostranze, si portano in consiglio e non nei locali alla strada dei barbieri. Anche loro vivacchiano ed insieme alla Calabretto, alla Nero e al Cristantielli, seguiti dalla Verna e Fortunato & Barone, non si accorgono che le variazioni di bilancio in poco più di due mesi, sono diventate oramai 6 e che il consiglio del 23 dicembre prossimo dovrà certificare se sono o no approvate. Più passa il tempo e più mi chiedo quale sia il bilancio che lor signori hanno approvato se così spesso si ricorre all’arma della variazione. Mi chiedo se il bilancio approvato fosse realmente da approvare o se invece non nascondesse insidie e pacchi che solo se ci fosse la volontà di aprire, probabilmente ci lascerebbe a bocca aperta.

E poi era il commissario a spendere e spandere non lasciando neanche quei 700 euro più iva per noleggiare l’albero di Natale in piazza.

Una situazione che se dovessimo definire catastrofica saremmo considerati ottimisti.

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