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Post infiammabile: non per tutti. Astenersi perditempo.

Antonietta Spinelli, 262

Andrea Palmieri, 249

Rocco Bagalà, 211

Partito Democratico, 1569

Come volete possa essere considerata la defenestrazione, sarebbe meglio dire la cacciata o meglio il conferimento come se si trattasse di “indifferenziata” neanche con il piacere dei bidoncini di raccolta dedicati, dei 3 assessori PD dalla giunta Cessa? Possiamo esprimere, al di la dei commiati di questi giorni da parte degli ex assessori, giudizi anche non lusinghieri sul loro operato, tanti, al posto dei loro che li vorrebbero far credere i migliori, ma dopotutto rappresentano il 46% dei consensi da parte del PD raccolti in favore del Cessa sindaco. Per quale strano motivo questo consenso così percentualmente alto che ha convinto il Vito paesano, appena 24 ore dopo l’investitura, a nominarli subito assessori  sia all’improvviso venuto meno è un mistero. Come mistero è quello che vedrebbe il 31% del consenso del PD (Borracci, Rella e Manzari) impegnato a decidere se continuare a darlo quel consenso ad un sindaco di fatto commissariato più che dall’Alessio Nitti statista dalla sua super colla che lo vede seduto alla seggiola che non vuol mollare.

Uscirebbe vittorioso solo quell’irrisorio consenso pari quasi al 9% (Zizzo), uscita dal gruppo PD in Consiglio Comunale, che come raccontano le cronache, avrebbe “sistemato” un suo uomo nella nuova giunta.

La mossa a sorpresa del PD cittadino che di fatto “sfiducia” il proprio sindaco mettendo «sulla strada» quella proposta di Libera Casamassima e di Civicamente che assessori tutti “stranieri” alla politica voleva, ha aperto uno scenario surreale. Sarà, non solo il Nitti consigliere che delle spiegazioni al proprio elettorato dovrà dare con questi repentini e stucchevoli giochini di “potere” che al paesello nulla portano, ma soprattutto il PD a dichiarare da che parte stare.

Dovrà essere il partito di maggioranza relativa che oggi, pentitosi crediamo amaramente di aver candidato l’ex boy scout, a sciogliere le riserve e decidere in quella riunione di coordinamento che dovrebbe tenersi domani sera, se accettare o no la nuova giunta Cessa, la terza nell’anno e mezzo che lo vede vestire la fascia, se potrà o meno continuare a vestirla, la fascia.

Nel frattempo, nel campo delle ipotesi, nel fronte “ribelle” si apre la falla rappresentata dal Bellomo consigliere “pentito” della Lista Vito Cessa e passato a Civicamente, se riconoscere il lavoro di “trattativa serrata” dei suoi rappresentanti politici in seno alla nuova costituente maggioranza, viste le “cuginanze”.

Intatto nella sua complessità, il problema della presidente del consiglio, unica carica politica presente in consiglio. Sarà uno spasso vedere seduti dalla stessa parte il Giuseppe Nitti, avvocato, di fronte alla sua “acerrima nemica” Nica Ferri, pediatra.

Penso proprio che l’Alessio Nitti superstar questa volta abbia fallito miseramente visto che ha deciso volontariamente (?), di non mettere una data di scadenza all’ultimatum al sindaco a cui, a sorpresa, il PD

ha “ceduto” mettendo forse in atto la miglior contromossa partorita dalla segreteria Bizzoco sino ad oggi.

Saprà il giovane segretario PD che sino ad oggi ha accumulato errori su errori trovare le ragioni, solo qualche milione, per finirla con questo accanimento terapeutico?

Nel frattempo manca solo l’ufficialità delle nomine.

A proposito: sempre che la Verna e Fortunato non decidano altro.

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