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PUMS: obbligatorio per chi?

Mentre scriviamo dovrebbe essere già iniziato il secondo appuntamento che l’amministrazione comunale di Casamassima ha organizzato sul Piano Urbano di Mobilità Sostenibile (PUMS).

Con il Decreto del 4 agosto 2017 a firma del Ministro per le Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, i PUMS diventano un obbligo per tutte le città italiane. Infatti l’obiettivo è l’applicazione “omogenea e coordinata” di Linee Guida per la redazione dei PUMS su tutto il territorio nazionale. Inoltre per le città metropolitane diventa uno strumento necessario per accedere ai finanziamenti e per gli interventi per il trasporto rapido di massa, come i sistemi ferroviari metropolitani, metro e tram.

Bisognerà approvarli entro e non oltre il 5 ottobre 2019.

Il Comune di Casamassima li adotta con la Delibera di Giunta n. 89 del 26 aprile 2019 dopo che con la Determinazione n. 127 del 15 aprile 2019 si stanziavano 14 mila euro di compensi professionali per la sua stesura.

Ma a parte le incongruenze che vedrebbero una determina precedere una decisione di giunta, ci ha incuriosito l’art. 3 del decreto Delrio:

Adozione dei PUMS

  1. Le città metropolitane, gli enti di area vasta, i comuni e le associazioni di comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti, predispongono ed adottano nuovi PUMS, secondo le linee guida di cui all’art. 1, entro ventiquattro mesi dall’entrata in vigore del presente decreto.
  2. Sono fatti salvi i PUMS già adottati alla data di entrata in vigore del presente decreto che, se necessario, sono aggiornati entro il termine di cui al comma 1.

Alla luce di ciò, e considerando che Casamassima non rientrerebbe fra le 4 Aree interne della Regione Puglia e quindi non potrebbe concorrere per l’assegnazione di contributi regionali per la redazione dei PUMS, quali le ragioni, certamente nobili, che spingono in tale direzione l’amministrazione comunale?

 

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