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Quando gli autisti degli scuolabus diventano sciagura.

Sembra che all’improvviso ci si sia accorti che gli scuolabus sono guidati da autisti, che stando alle ultime notizie di cronaca, non avrebbero tutti quelle competenze, capacità, professionalità e moralità al di sopra di ogni sospetto per essere chiamati a svolgere questo ruolo apparentemente semplice, ma pieno di responsabilità.

E così al grave episodio alle porte di Milano dove solo per la prontezza di spirito del piccolo Samir, nato in Italia da genitori marocchini, che riusciva ad allertare i Carabinieri poi prontamente intervenuti ad evitare la strage che oggi ci avrebbe fatto piangere giovani vittime, si aggiunge il caso di Presicce in provincia di Lecce.

Come ogni mattina, la mamma accompagna allo scuolabus comunale suo figlio di tre anni che regolarmente prende posto con la cintura di sicurezza ben allacciata. Intorno alle 13 la mamma si reca nella scuola dell’infanzia che il piccolo frequenta e si accorge della sua assenza. Le maestre riferiscono che non l’hanno proprio visto il bambino. Iniziano le ricerche del piccolo che portano un altro genitore ad iniziarle proprio dallo scuolabus parcheggiato nel piazzale, dove, tra lo sconcerto di tutti, si accorgeva che il piccolo era ancora regolarmente seduto al suo posto con la cintura di sicurezza ancora allacciata, che dormiva. L’autista in quel momento era fuori sede e così con un martello si rompeva un finestrino e si salvava il piccolo. Come era stato possibile che sia l’autista dello scuolabus che l’accompagnatrice non si fossero accorti della presenza del bambino ancora sul mezzo una volta arrivati a scuola?

Di chi le responsabilità per aver assegnato un compito così gravoso e delicato ad autisti di scuolabus ed accompagnatrici che, fatte le dovute proporzioni, non avevano titolo per farlo sia a Milano che a Presicce?

Possibile che le amministrazioni comunali, i sindaci, i loro delegati, gli uffici, non abbiano saputo o non abbiano voluto vigliare su autisti o su incarichi di lavoro dati superficialmente e magari assegnati con trascuratezza o per clientelismo?

Nel frattempo Samir, il bambino eroe di Milano, chiede gli venga riconosciuta e concessa la cittadinanza italiana.

Ci auguriamo sia il Presidente Mattarella in persona a concedergliela.

Per noi è più che italiano: è un eroe.

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