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Racconto di fine estate

Il temporale che si è abbattuto stanotte sui nostri tetti, è nulla in confronto al temporale che si scopre dirompente leggendo gli atti che questo comune mette in azione.
Un giorno un bambino decide di andare a giocare nella Villa Comunale, quella sulla via per Acquaviva. Li ci sono tanti giochi, il verde ci fa ricordare Central Park, l’aria non è appuzzolita dalle cacche dei cani, si sta tranquilli che proprio nessuno ti viene a disturbare, insomma un’oasi di beltà e purezza adatta proprio ai giochi dei bambini.
Questo bambino, però, utilizzando o cercando di utilizzare una di quelle giostrine tenute in ottimo stato di conservazione, che fanno mostra di sé in quello splendido parco, si fa male. I genitori lo portano in ospedale. Ha subito dei danni.
Il legale del piccolo e dei suoi genitori, scrive al comune e chiede, visto l’accaduto ed il referto medico, un risarcimento del danno pari a 3.700 euro.
Il Comune da incarico a quella società tanto voluta dall’ex assessora che voleva i muri di vetro, scoprendo poi che di cemento armato rinforzato erano, di studiare il caso. Questa società, per ogni “studio” approfondito, bisognerà pure pagarla. O no?
Questa “società azienda”, studia le carte e dice che al massimo si può riconoscere un danno causato al bambino, non di 3.700 euro, come richiesto, ma solo di 461.61 euro. Come siano stati calcolati non i 461 euro, ma i 61 centesimi non è dato sapere.
Gli amministratori guidati dal sindaco che fanno?
Decidono che proprio quel risarcimento per la “bua” del bambino sono troppi e decidono di “fare causa” e per questo nominano un legale. Costo del legale? Euro 1441.98.
Non chiedetemi da dove vengono fuori anche qui quei 98 centesimi perché non lo so.

Naturalmente ora ci dovrà essere il giudizio del giudice, che dovrà stabilire se quel risarcimento richiesto dal bambino è congruo oppure no.
Nel frattempo il Comune si è andato ad invischiare in un’altra causa, in cui sarà molto probabilmente condannato visto lo stato di abbandono delle giostrine e di tutto il resto, come non bastassero già quelle in cui è protagonista.
Ad oggi non sappiamo quanto ci costerà.
A tutti ci costerà. Soldi pubblici sono.
Ma se alla richiesta di 3.700 euro avesse proposto quanto sino ad oggi ha speso senza conoscere le future decisioni di un giudice in un processo, pari a 461,61 (proposto da C.S.& A.) più euro 170 (costo della consulenza alla C.S. & A.) più euro 1.441.98 (spese del legale comunale) e quindi un totale di euro 2.073.59, non sarebbe stata una base di partenza valida per chiudere il caso ed arrivare ad un accordo con i genitori del piccolo infortunato?
Misteri delle decisioni di giunta comunale.
In attesa del processo, porgo distinti saluti.

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