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Roberta Lombardi, candidata Presidente alla Regione Lazio.

Attraverso le Regionarie, le consultazioni online dei grillini a cui zia Rosa non potrà mai partecipare vista l’incapacità di capire a cosa serva quel computer collegato al telefono che le donne semi vestite ti fa vedere, con 2952 click, la Roberta Lombardi, diventa la candidata Presidente della Regione Lazio per il Movimento 5 Stelle.

Ma chi è Roberta Lombardi?

Leggiamo su  biografieonline.it che è nata il 15 agosto 1973 a Orbetello, in provincia di Grosseto. Trasferitasi a Roma per l’università, studia Giurisprudenza alla Sapienza, laureandosi con una tesi in Diritto Commerciale Internazionale; quindi, frequenta un corso in Sviluppo Manageriale alla Luis. Entrata nel mondo del lavoro, nel 2004 entra a far parte della Design Duemila, un’impresa di Roma che si occupa di arredamento d’interni, grazie alla quale entra in contatto con numerosi clienti stranieri facoltosi. Residente nel IV municipio, si mantiene sempre lontana dalla politica sino a quando si iscrive al Meetup “Amici di Beppe Grillo” di Roma a gennaio del 2007, tramite alcuni amici; l’anno successivo Roberta Lombardi partecipa alle elezioni amministrative, guadagnandosi poco meno di 2mila preferenze, con la Lista Civica Amici di Beppe Grillo Roma. Entrata nel MoVimento 5 Stelle, se ne allontana brevemente dopo essere rimasta incinta: in seguito, ritorna a partecipare in maniera attiva, al punto da essere candidata alle elezioni politiche del 24-25 febbraio 2013 nella circoscrizione elettorale Lazio 1: eletta deputata, viene nominata – il 4 marzo 2013 – Capogruppo del MoVimento 5 Stelle a Montecitorio.

Sulla base del Codice di Comportamento dei parlamentari del M5S, Roberta Lombardi mantiene tale carica solo per tre mesi, dimettendosi il 24 luglio.

Si occupa poi di politica sul territorio del comune di Roma. Nel 2016 dopo la vittoria di Virginia Raggi alla corsa di sindaco di Roma, Roberta Lombardi, per la sua esperienza, sembra destinata a entrare a far parte della squadra che aiuterà il lavoro della neo sindaca. Tuttavia dopo pochi giorni, a metà luglio, fa un passo indietro uscendo dal direttorio – pare – per forti divergenze con Virginia Raggi.

Andrea Scanzi, giornalista del Fatto Quotidiano, non certo ostile a Beppe Grillo, la definisce “un troll, non una militante, ma un fake creato dal Pd per minare la credibilità del Movimento”. (Espresso online 15 aprile 2013).

Forse alcune frasi e dichiarazioni rilasciate in questi anni di militanza politica ce la possono far conoscere meglio.

Eccone un estratto:

Sul fascismo:

Prima di degenerare il fascismo aveva un alto senso dello Stato. Il fascismo vero, prima che degenerasse, aveva invece una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello Stato e la tutela della famiglia.

Poi su Casapound, un movimento da tutti considerato di estrema destra e neofascista, la Lombardi scrive:

Da quello che conosco di Casapound, del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica (se vogliamo dire così), razzista e sprangaiola. Che non comprende l’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e tutela della famiglia.

Si ripete la Roberta candidata alla Presidenza della regione Lazio, ma che volete, ha le idee chiare sul fascismo e sulla sua parte folcloristica di manganello e aspersorio.

Il 27 marzo 2013, durante l’incontro esplorativo in vista della formazione di un nuovo governo, in streaming e in diretta afferma, rivolgendosi a Pierluigi Bersani:

Sentendola parlare mi sembrava di essere a Ballarò.

A seguito delle elezioni amministrative del 2013, rivolta ai deputati del Movimento 5 Stelle:

Volevo scrivere qualcosa per condividere con voi questa specie di assedio a cui siamo sottoposti, ma grazie allo stronzo/i che fanno uscire tutto quello che ci scriviamo o diciamo sui giornali, mi è passata la poesia. Grazie per averci tolto anche la possibilità di parlarci in libertà. Sei una merda, chiunque tu sia.

Sull’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori:

Pensare di poter reintegrare un lavoratore nel posto di lavoro da cui è stato licenziato senza giusta causa o giustificato motivo è secondo me un’aberrazione e crea uno stato di tensione (relazionale, discriminatoria o di natura economica) maggiore tra datore di lavoro e lavoratore stessi di quello che ha dato origine al licenziamento. Meglio a mio avviso prevedere un veramente congruo indennizzo a favore del lavoratore ove venisse riconosciuta dal giudice del lavoro l’illegittimità del licenziamenti.

Sulla trasparenza del movimento:

Ci sono momenti conviviali o momenti in cui si fa la linea politica che non possono essere trasmessi in streaming (5 aprile 2013).

Anche alle onorevoli, pardon, portavoce dei cittadini, capita di essere scippati:

Ieri sera mi hanno rubato il portafoglio dalla borsa. Oltre l’immane seccatura di rifare carte, patente, codice fiscale e il piccolo dispiacere per l’oggetto in sé, ho perso tutte le ricevute delle spese sostenute finora…….. Poca roba, circa 250 in un mese. Poiché è mia intenzione trattenere dalle voci di rimborso che compongono il mio stipendio solo quelle effettivamente sostenute e documentate e restituire il resto, cosa faccio? Aspetto vostri consigli” (disperato appello su facebook, testualmente, 13 aprile 2013)

No comment:

L’intervento per i pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione “è una porcata di fine legislatura, parte dei soldi andrà alle banche!” (la Lombardi viene sommersa dalle critiche, accusata di non conoscere le basi di questi meccanismi, 26 marzo 2013).

Conoscenza della Costituzione:

Che un presidente della Repubblica debba avere una certa età anagrafica non c’è scritto da nessuna parte… (15 aprile 2013 – in realtà è la Costituzione che prevede che il Presidente della Repubblica debba avere minimo 50 anni).

Per completare il quadro ricorderemo quando Vanity Fair riesumò una sua vecchia dichiarazione lasciata su un forum nel 2009 che recitava testualmente: «Il Movimento nasce monco. Ho capito che a me di Grillo piace il programma, ma il metodo con cui si sta muovendo mi fa decisamente schifo».

Evidentemente ha cambiato idea.

E Grillo ha chiuso, per lei, un paio d’occhi.

Che dire, in bocca al lupo.

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